Il coro delle mamme: no ai veleni
LIZZANO - Un’altra giornata di protesta contro i cattivi odori che
sarebbero provocati dalla discarica Vergine. Ieri e stamattina studenti e
genitori degli alunni delle scuole lizzanesi sono scesi in strada per
dire “no ai veleni”.
Hanno tenuto prima un presidio davanti
alla scuola Anna Frank dove la puzza resta per ore e ore e i cattivi
odori sono maggiormente avvertiti, soprattutto al mattino al rientro a
scuola. Poi la manifestazione é proseguita davanti alla scuola Manzoni,
dove i genitori hanno chiesto di incontrare il direttore Filippo Coppola
e ottenuto un appuntamento per domani.
«Vogliamo dare un segnale forte perché questa situazione non é più
tollerabile. Vedendo le aule vuote il preside dovrebbe capire quanto sia
grave questo problema e battersi con noi contro questa emergenza»
spiega Caterina De Gaetano di Lizzano. Le mamme non hanno mandato i
figli a scuola in segno di protesta contro i cattivi odori che rendono
l’aria irrespirabile, provocando anche dei malesseri a diversi
cittadini.
Oggi pomeriggio un altro gruppo d mamme si recherà al
Comune per organizzare il posizionamento di alcune centraline che
saranno installate nel paese per monitorare i cattivi odori. A seguito
di diversi sopralluoghi dell’Arpa che si sono già tenuti, l’accusa é
caduta sulla vicina discarica Vergine, verso la quale la comunità
lizzanese si sta ribellando da diverso tempo. E proprio ieri a Modugno
le istituzioni hanno ragionato sulla riapertura delle autorizzazioni
integrate ambientali per le tre discariche tarantine, e quindi per la
Vergine.
tarantosera.info
E' il giorno della riapertura Aia per le tre discariche
TARANTO - A Modugno per riaprire le autorizzazioni integrate ambientali concesse alle tre discariche del tarantino.
Comincia oggi, presso l'assessorato regionale all'Ambiente, un nuovo percorso verso la mitigazione del danno ambientale.
Uno
studio sulle autorizzazioni concesse a suo tempo alle discariche
Italcave, Ecolevante e Vergine per verificare se sussistono gli estremi
per modificarle a nome della tutela ambientale del territorio ionico e
soprattutto per cercare di limitare l'arrivo dei rifiuti d'oltre
confine.
L'ennesimo caso è scoppiato ai primi di febbraio con l'arrivo a Taranto dei rifiuti dalla Calabria.
Stamattina
a Modugno, il dirigente dell'ufficio inquinamento e servizio rischio
industriale della Regione Puglia ha convocato l'assessore provinciale
Giampiero Mancarelli e l'Arpa. Al lavoro tre ingegneri della Regione che
insieme alle altre due istituzioni hanno iniziato col valutare le
prescrizioni.
"Abbiamo cominciato con la Vergine - ci riferisce l'assessore Mancarelli
- per la quale stiamo valutando la possibilità di avviare nuove azioni
di monitoraggio per capire la provenienza dei cattivi odori e la loro
riduzione. Abbiamo appreso della volontà della società di avviare un
monitoraggio approfondito e stiamo considerando la questione".
Al momento di andare in stampa l'incontro era ancora in corso.
Un incontro che ancora prima di avere luogo finisce nel ciclone
delle polemiche. Da Grottaglie è il comitato "Vigiliamo per la
discarica" che lamenta il mancato coinvolgimento nell'appuntamento
odierno.
"Oggi - si legge in una nota - si vedrà dai
risultati se questa riunione voluta dalla Provincia e soprattutto
dall'assessore Mancarelli, e annunciata ampiamente prima delle elezioni,
è stata solo una trovata elettorale o costituisce l'inizio di un
concreto percorso di verifica. Intanto le associazioni ambientaliste non
sono state ascoltate dall'assessore Mancarelli, che pure da mesi aveva
annunciato alla stampa l'incontro. E neppure sono state invitate al
tavolo di Bari. Mentre sono rimbalzate sulla stampa nazionale, per la
denuncia delle associazioni ambientaliste, le conseguenze nefaste della
presenza di ben tre discariche per rifiuti speciali nella provincia
ionica. E dall'inchiesta 'Ambiente svenduto' la stessa dell'Ilva,
sembrerebbero emergere precise responsabilità circa le Aia rilasciate
alle tre discariche del tarantino. Irregolarità negli atti di
autorizzazione da sempre denunciate dal comitato Vigiliamo per la
discarica, e che portarono anche al sequestro del III lotto della
Ecolevante".
"Continuare a ignorare le associazioni
ambientaliste - concludono - e portare nella riunione per la discussione
dell'Aia solo le esalazioni odorigene o la richiesta di qualche
controllo, come dice l'assessore Mancarelli, significa sminuire il
problema e continuare a ignorare precise responsabilità di Provincia e
Regione, le stesse in carica da un decennio".
tarantosera.info