7 novembre 2014
26 ottobre 2014
24 ottobre 2014
AttivaLizzano «Aumentare la differenziata»
di Lucia J. IAIA, Q Provincia Taranto, 24 Ottobre 2014
La critica: il Comune non fa nulla e i costi ricadono sui cittadini. Noi pronti a collaborare
Un impulso alla crescita della differenziata, è la richiesta che l’associazione ambientalista AttivaLizzano avanza nei confronti dell’amministrazione comunale ed, a dire il vero, non si
tratta di una semplice critica. AttivaLizzano infatti, presenta un vero e proprio progetto di ripresaconvinta della raccolta, al fine di raggiungere una percentuale che possa concretamente incidere anche sui costi.
«Il Comune di Lizzano –scrivono gli ambientalisti - ha intrapreso la raccolta differenziata da circa tre anni, ma la percentuale ancora oggi, è rimasta inchiodata al valore iniziale: 36%,quella di partenza.
Questo trend non lusinghiero comporta conseguenze poco piacevoli a cominciare dalla mancata riduzione della tassa sui rifiuti; anzi, con la Tari, quest’anno è persino raddoppiato il prelievo fiscale per le famiglie lizzanesi ed addirittura triplicato per alcuni esercizi commerciali e per gli artigiani.
In aggiunta, abbiamo continuato a conferire nella discarica di Manduria i rifiuti indifferenziati
contribuendo, così, al disagio dei cittadini manduriani e all’inquinamento della città messapica».
![]() |
| Marina di Lizzano |
E poi, ecco il quadro di una situazione complessa che, da tempo, anche i sindaci stanno cercando di affrontare, incontrando rappresentanti della regione Puglia. «L’esaurimento della discarica
di Manduria, costringe a conferire nella lontana discarica di Massafra il 74% dell’immondizia
raccolta, con costi ovviamente superiori (da 45 euro/ton di Manduria a circa 122 euro/ton di Massafra) un maggior inquinamento dovuto all’allungamento del percorso dei camion».
Il progetto di AttivaLizzano è chiaro. «Solo questo dato imporrebbe una drastica riduzione
dei rifiuti indifferenziati, ma, al contrario, mancano le campane per differenziare i rifiuti sul litorale
di Lizzano, sono scomparsi dalle strade i raccoglitori di indumenti, scarpe e borse e manca un’isola ecologica (richiesta da anni da AttivaLizzano).
Tutto questo, ahinoi, comporta il deleterio effetto dell’abbandono, nei luoghi più disparati, di materiali di ogni tipo: dai rifiuti ingombranti al materiale elettrico, a quello proveniente da lavori edili». Anche maggiori controlli, secondo gli ambientalisti, sarebbero un deterrente importante.
«Gli operatori pur rilevando la presenza di rifiuti differenziabili nei sacchi di conferimento dell’indifferenziata,non fanno le segnalazioni previste dal contratto di appalto. Insomma l’obiettivo
dell’Amministrazione comunale di raggiungere l’80% della raccolta differenziata è molto lontano e questo, ha una diretta conseguenza onerosa per i lizzanesi:continuare a subire il salasso della tassa sui rifiuti».
Naturalmente,da considerare è anche l’evasione fiscale. «Si calcola che sia oltre il 40%».
La proposta è quella di trasformare i rifiuti in risorse, in modo da incentivarne la raccolta.
«È noto che molti comuni virtuosi si impegnano nell’adozione della strategia dei rifiuti zero,
cioè drastica riduzione dell’indifferenziato e vendita dei rifiuti differenziati: quindi il rifiuto diventa risorsa.
Perché anche nel nostro Comune non si intraprendono azioni simili? Su questo AttivaLizzano ha delle proposte e dá la propria disponibilità per collaborare».
22 ottobre 2014
Lettera aperta al Sindaco di Lizzano e alla sua Giunta
Associazione di Volontariato ATTIVA LIZZANO Onlus
Via Canova 9, 74020 Lizzano (TA)
Cod. Fisc.: 90195920732
Iscritta Nel Registro Regionale Delle Organizzazioni Di Volontariato al N° 1574 con Provvedimento N° 907 del 03/08/2012
Il Comune di Lizzano ha intrapreso la raccolta differenziata da circa tre anni, ma la percentuale ancora oggi, è rimasta inchiodata al valore iniziale: 36%, quella di partenza!
Questo trend non lusinghiero comporta conseguenze poco piacevoli a cominciare dalla mancata riduzione della tassa sui rifiuti; anzi, con la TARI, quest’anno è persino raddoppiato il prelievo fiscale per le famiglie lizzanesi ed addirittura triplicato per alcuni esercizi commerciali e per gli artigiani. In aggiunta, abbiamo continuato a conferire nella discarica di Manduria i rifiuti indifferenziati contribuendo, così, al disagio dei cittadini manduriani e all’inquinamento della città messapica.
L’esaurimento della discarica di Manduria, costringe a conferire nella lontana discarica di Massafra (che alimenta il funesto inceneritore), il 74% dell’immondizia raccolta, con costi ovviamente superiori (da 45 euro/ton di Manduria a circa 122 euro/ton di Massafra) un maggior inquinamento dovuto all’allungamento del percorso dei camion.
Solo questo dato imporrebbe una drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati, ma, al contrario, mancano le campane per differenziare i rifiuti sul litorale di Lizzano, sono scomparsi dalle strade i raccoglitori di indumenti, scarpe e borse e manca un’isola ecologica (richiesta da anni da AttivaLizzano). Tutto questo, ahinoi, comporta il deleterio effetto dell’abbandono, nei luoghi più disparati, di materiali di ogni tipo: dai rifiuti ingombranti al materiale elettrico, a quello proveniente da lavori edili.
Inoltre, non c’è nessuna forma di invito all’uso di compostiere e non esistono micro compattatori (cassonetti dove raccogliere plastica e vetro che vengono retribuiti con dei bonus per spendere negli esercizi commerciali).
Il paradosso è che le compostiere ci sono da mesi, ma quasi nessuno sa di poterle ritirare e, addirittura, per qualche arcano motivo, non sempre sono consegnate a chi ne fanno richiesta.
Infine mancano i controlli da parte degli operatori i quali, pur rilevando la presenza di rifiuti differenziabili nei sacchi di conferimento dell’indifferenziata, non fanno le segnalazioni previste dal contratto di appalto
Insomma l’obiettivo dell’Amministrazione comunale di raggiungere l’80% della raccolta differenziata è molto lontano e questo ha una diretta conseguenza onerosa per i lizzanesi: continuare a subire il salasso della tassa sui rifiuti. Anche perché si calcola che il tasso di evasione sia oltre il 40%, né si sa quali azioni abbia intrapreso l’Amministrazione comunale per arginare questo fenomeno (tantomeno quello dell’elusione) che finisce per determinare un grosso rincaro delle tariffe, sempre a danno di chi diligentemente paga le tasse.
È noto che molti comuni virtuosi si impegnano nell’adozione della strategia dei RIFIUTI ZERO, cioè drastica riduzione dell’indifferenziato e vendita dei rifiuti differenziati: quindi il rifiuto diventa risorsa! Perché anche nel nostro Comune non si intraprendono azioni simili, visto che se si migliora la gestione, i rifiuti diventano persino fonte di ricchezza per tutta la popolazione? E su questo AttivaLizzano ha delle proposte e dá la propria disponibilità per collaborare!
Cominciamo dalla informazione: il Comune ha introdotto la raccolta differenziata nel quasi totale silenzio, invece un tale cambiamento dello stile di vita dei cittadini necessita di una massiccia e capillare campagna di informazione che coinvolga associazioni, comitati e volontari che possono aiutare la riuscita dell’operazione.
Si può realizzare anche un’isola ecologica (richiesta più volte anche da AttivaLizzano) nella quale conferire, tra le altre cose, vecchi indumenti, scarpe, borse e con all’interno piccoli laboratori per il recupero di materiali riutilizzabili e micro compattatori per le plastiche o per altri materiali e con meccanismi di incentivazione (dei bonus) ad una corretta differenziazione.
Si possono istallare dei distributori di acqua potabile depurata (liscia o frizzante e refrigerata) venduta a prezzo bassissimo, in quanto riducono la produzione di rifiuti abbattendo drasticamente l’acquisto di acque minerali e hanno anche un benefico effetto in termini di risparmio per le famiglie.
In sintesi bisogna attuare il principio delle tre "R", RIDUZIONE, RIUSO, RICICLO e per questo vogliamo dare degli spunti di riflessione che possono abbattere significativamente i rifiuti da destinare in discarica, a beneficio dell’ambiente, ormai invaso di veleni, e delle tasche dei lizzanesi. Insomma inquinare meno paga o perlomeno fa risparmiare! Anche perché dobbiamo lasciare ai nostri figli l’ambiente che vorremmo trovare noi.
Lizzano, 22/10/2014
Il Presidente AttivaLizzano
( Angelo DEL VECCHIO )
20 settembre 2014
La verità sulle fontane di Lizzano
di AttivaLizzano, 20 Settembre 2014
Carissimi amici, mi preme esporvi in maniera precisa, puntuale e onesta, con l’esibizione di prove, che ciò che il sindaco ha tentato di far credere all’opinione pubblica nazionale con l’intervista rilasciata ieri nella trasmissione radiofonica “ RESTATE SCOMODI “ in onda su Rai Radio 1 non ha un minimo di verità. Quella al sindaco Macripò è stata un’intervista che ha messo in piena luce la scarsa capacità di gestione della cosa pubblica addossando le sue negligenze su chi lo contesta, diffamandolo. Le foto allegate mostrano una delle fontane ripristinate dal cosiddetto Robin con tanto di cappello, manopola e rubinetto ma soprattutto funzionante, checché Macripò dichiari che siano state deturpate; l'altra foto è riferita a quelle che Robin dovrebbe ripristinare e che allo stato attuale sono nel più totale stato di degrado. Giudicate voi: sono più decenti da vedere quelle ripristinate o quelle in stato di abbandono e non funzionanti?
![]() |
| Fontana non ancora sistemata da Robin |
![]() |
| Fontana sistemata da Robin |
2 settembre 2014
Robin riporta l'acqua alle fontane di Lizzano
02/09/2014
Da diversi anni tutte le fontane pubbliche di Lizzano gravavano in uno stato di abbandono, privando i cittadini e turisti di approvvigionarsi di acqua pubblica. Un anonimo paladino della giustizia, autoproclamatosi Robin, ha riportato al totale funzionamento tre di queste fontane pubbliche situate in punti strategici del paese. A causa della mancanza di rete idrica in buona parte di Lizzano, da anni, i cittadini reclamavano con urgenza il ripristino delle fontane, essendo costretti a rifornirsi di acqua in paesi limitrofi. Al momento attuale altre fontane del paese necessitano il completo ripristino. Ci chiediamo: sarà Robin a riportarle al loro normale funzionamento o l'ente preposto? E ancor di più a che punto è il completamento della rete idrica nel paese?
Da diversi anni tutte le fontane pubbliche di Lizzano gravavano in uno stato di abbandono, privando i cittadini e turisti di approvvigionarsi di acqua pubblica. Un anonimo paladino della giustizia, autoproclamatosi Robin, ha riportato al totale funzionamento tre di queste fontane pubbliche situate in punti strategici del paese. A causa della mancanza di rete idrica in buona parte di Lizzano, da anni, i cittadini reclamavano con urgenza il ripristino delle fontane, essendo costretti a rifornirsi di acqua in paesi limitrofi. Al momento attuale altre fontane del paese necessitano il completo ripristino. Ci chiediamo: sarà Robin a riportarle al loro normale funzionamento o l'ente preposto? E ancor di più a che punto è il completamento della rete idrica nel paese?
Robin riporta l'acqua alle fontane di Lizzano
di AttivaLizzano, 2 Settembre 2014
Da diversi anni tutte le fontane pubbliche di Lizzano gravavano in uno stato di abbandono, privando i cittadini e turisti di approvvigionarsi di acqua pubblica. Un anonimo paladino della giustizia, autoproclamatosi Robin, ha riportato al totale funzionamento tre di queste fontane pubbliche situate in punti strategici del paese. A causa della mancanza di rete idrica in buona parte di Lizzano, da anni, i cittadini reclamavano con urgenza il ripristino delle fontane, essendo costretti a rifornirsi di acqua in paesi limitrofi. Al momento attuale altre fontane del paese necessitano il completo ripristino. Ci chiediamo: sarà Robin a riportarle al loro normale funzionamento o l'ente preposto? E ancor di più a che punto è il completamento della rete idrica nel paese?27 maggio 2014
di Quotidiano, 25 Maggio 2014
‹‹Raccolta differenziata un vero disastro››
AttivaLizzano contesta l’amministrazione Macripò: « Non può funzionare così la raccolta differenziata. La popolazione ormai non differenzia più! Si notano nelle giornate di raccolta indifferenziata, sacchi pieni di ogni genere di materiali: plastica, cassette di legno, giocattoli, carta, umido, metalli, vetro, tutta roba che andrebbe differenziata e riciclata. Si notano proprio nei giorni dei sacchetti grigi (indifferenziato), più sacchi che ogni famiglia pone vicino il proprio uscio. Così non può continuare, senza alcun controllo o disincentivazione alcuna da parte delle autorità preposte e dall’Amministrazione comunale. I dati che mostra la regione Puglia per il Comune di Lizzano riguardo la raccolta differenziata, sono scoraggianti, siamo fermi al 38%. Mentre il Comune di Sava che ha iniziato a differenziare l’anno scorso ha raggiunto il 65% »
11 aprile 2014
Botta e risposta sulla Vergine
di Taranto
Oggi, 6
Aprile 2014
Tra il movimento
Attiva Lizzano e l’assessore regionale all’Ambiente, Nicastro
Il movimento Attiva Lizzano non
ci sta e torna senza risparmiare critiche sulla vicenda
della discarica Vergine, tra l’altro
sotto sequestro. “A partire dal sequestro preventivo
della discarica
Vergine ordinato dal gip Valeria Ingenito il 31 gennaio scorso.–
scrive in una nota il movimento- alla
conferma dello stesso avvenuta qualche giorno dopo
da parte del
Tribunale del riesame, il silenzio da parte della Regione Puglia e della
Provincia,
quest’ultima commissariata, è sconcertante. Ormai sembra una prassi consolidata
da parte della
magistratura doversi far carico delle inerzie della politica italiana. Ora più
che mai sarebbe opportuno che la Regione Puglia intervenisse a livello amministrativo
e mettesse in
discussione l’AIA
rilasciata alla discarica Vergine nel 2008 e beneficiaria di un prolungamento
per ulteriori tre anni per via della certificazione EMAS.”.
E’ tempo, scrive AttivaLizzano,“che
la politica e le istituzioni si facciano carico dei problemi che
hanno causato nella provincia del tarantino con il rilascio
indiscriminato di autorizzazioni alle
varie
discariche. Nel caso di Lizzano, la discarica Vergine ha ottenuto un’autorizzazione
senza aver
caratterizzato e messo in sicurezza le tante discariche che sorgono nella
stessa area da più di quarant’anni, risalenti agli anni 70/80, quando non
vigeva alcuna normativa per lo smaltimento dei rifiuti. Tali discariche ottenute
semplicemente dall’esaurimento di cave di
tufo sono state
utilizzate per ogni tipo di rifiuti. Spetta alla politica risolvere i problemi poc’anzi
menzionati, così come li ha creati dimostrando perlomeno superficialità e
scarsa attenzione alla salute dei cittadini. Al contrario, la carica che gli
amministratori hanno avuto dagli elettori è
data per
affrontare e risolvere i problemi della collettività, altrimenti la loro
presenza è solo un costo e la loro funzione sociale del tutto inutile” Pronta, però, la
replica da Bari. A tentare di chiarire ci prova l’assessore all’Ambiente,
Lorenzo Nicastro. .“Quando nel 2011 la Regione Puglia
ha diffidato il
gestore della discarica ‘Vergine’ sulla base di evidenze scientifiche messe a
disposizione da Arpa Puglia che fotografano il problema delle emissioni
odorigene con
il mancato
intervento del gestore ha dovuto, conseguentemente, sospendere il titolo
autorizzativo dell’impianto. Come si ricorderà questo provocò un ricorso del
gestore prima al TAR e poi al Consiglio di Stato, in entrambi i casi la Regione
fu soccombente.”, spiega
in una nota Nicastro. .“Il dato storico sul percorso amministrativo di
intervento sulle criticità odorigene del sito è fondamentale per smentire chi
dice che la Regione non sta facendo il proprio lavoro. Poiché la scarsa
conoscenza dei fatti, dovendo escludere altre motivazioni, crea informazione
imprecisa
e dannosa,
sottolineo inoltre–
prosegue Nicastro - che, anche dopo la definizione di quel percorso di
giustizia amministrativa, il competente ufficio regionale ha continuato a
lavorare perché si
potesse
effettuare un monitoraggio del sito che, finalmente, desse un quadro
conoscitivo definito della questione. La richiesta formulata dalla Regione
Puglia nel marzo 2013 viene messa in atto
qualche mese
dopo. Dal 16 giugno al 23 luglio del 2013 infatti il sito è oggetto di un
monitoraggio effettuato con due diverse centraline; una posta a ridosso dell’impianto
e l’altra nel centro del comune di Lizzano.”
“Recentemente i
dati di quel monitoraggio sono stati elaborati e validati da Arpa Puglia che ha
evidenziato valori medi giornalieri, relativamente all’acido solfidrico, al di
sotto delle soglie di legge anche se, in alcuni momenti della giornata, gli
stessi superano i riferimenti di soglia.
Dalla breve
ricostruzione –conclude
Nicastro – si evince non solo come il tema del sito sia ben
presente nelle attività dei competenti uffici regionali ma anche
come lo sia stato sin dalle prime segnalazioni giunte dal
territorio.”.
«La società Vergine inadempiente e la sua autorizzazione è a rischio»
di Taranto Q Provincia, 11 Aprile 2014
L’associazione “AttivaLizzano” sprona le autorità
locali a intervenire
L'associazione di Volontariato «AttivaLizzano» torna sulla questione della discarica Vergine.
Nell’evidenziare i provvedimenti emessi dalla magistratura di
Taranto, che ha sequestrato la discarica con misura confermata dal tribunale
del Riesame, l’associazione sottolinea che «la discarica, così come previsto
dal progetto esecutivo, con il quale è stata ottenuta l’autorizzazione
integrata ambientale, doveva essere dotata di un impianto di trattamento di
inertizzazione dei fanghi,
sia pompabili che palabili, mediante cemento e calce più polvere di
silice, finalizzato a stabilizzare e solidificare il fango, rendendolo così
idoneo allo
stoccaggio finale in discarica, con sostanziale inibizione dei
fenomeni di fermentazione nel corpo della discarica, responsabili dello
sviluppo dei
gas odorigeni. Pertanto, non sono state rispettate le regole
stabilite
dalle autorità locali, ed in particolare della Regione Puglia, che
sono alla base dell’autorizzazione ad operare concessa alla società Vergine.
Non solo, ma la proprietà è stata inadempiente in maniera così grave che è
stato necessario il
sequestro preventivo dell’intera discarica ordinato dal giudice penale».
«Davanti ad una così clamorosa violazione di norme, in buona
sostanza “responsabili dello
sviluppo dei gas odorigeni” - per non parlare
dei potenziali
rischi
per la salute - l’associazione AttivaLizzano «chiede di conoscere quali
provvedimenti
in autotutela hanno adottato le autorità locali, a cominciare dalla Regione
Puglia». Dice l’associazione «AttivaLizzano»: «Si potrebbe persino
ipotizzare
una revoca dell’autorizzazione data a suo tempo alla società Vergine, ex
articolo
21-quinquies legge 241/90, per “sopravvenuti motivi di pubblico interesse
ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione
dell'interesse pubblico originario”, ma malgrado il diritto amministrativo e la
giurisprudenza
abbondano di soluzioni per affrontare e risolvere l’abominevole problema “puzza”
a Lizzano, le autorità preposte latitano, benché, ahinoi,
dovrebbero
avere a cuore il benessere e la salute dei cittadini che si pregiano di
rappresentare».
Iscriviti a:
Post (Atom)




