26/06/2017
DAL QUOTIDIANO DELLA PUGLIA DEL 27/06/2017
26 giugno 2017
25 giugno 2017
SILENZIO ASSORDANTE SULLA DISCARICA VERGINE
25/06/2017
Sulla scia della risposta dell’Assessore Santorsola a una interrogazione del Consigliere Galante inerente la fase di stallo in cui versa la Discarica Vergine, AttivaLizzano, preoccupata, invia una lettera ai sindaci delle località limitrofe la discarica affinchè adottino qualche iniziativa per l’avvio delle bonifiche:
Al Sindaco del Comune di Taranto
gabinettosindaco.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it
Al Sindaco del Comune di Lizzano
protocollo.comunelizzano.ta@pec.rupar.puglia.it
Al Sindaco del Comune di Fragagnano
protocollo.comune.fragagnano.ta@pec.it
Al sindaco del Comune di Monteparano
stato civile.comune.monteparano@pec.rupar.puglia.it
Al Sindaco del Comune di Faggiano
sindaco.comunefaggiano@pec.rupar.puglia.it
Al Sindaco del Comune di Roccaforzata segretario.comuneroccaforzata@pec.rupar.puglia.it
e.p.c.
All’ASL Taranto
protocollo.asl.taranto@pec.rupar.puglia.it
Dipartimento di Prevenzione
S.I.S.P. AUSL TA/1
dipartprevenzione_sisp.asl.taranto@pec.rupar.puglia.it
Al N.O.E.
Carabinieri Lecce
sle41034@pec.carabinieri.it
Alla Guardia di Finanza – Taranto
ta0510000p@pec.gdf.it
Commissario Straordinario per la Bonifica,
Ambientalizzazione e Riqualificazione di Taranto
Dott.ssa Corbelli Vera
vera.corbelli@pec.commissariobonificataranto.it
segreteria@pec.commissariobonificataranto.it
All’ISPRA
Istituto Superiore per la Protezione e la
Ricerca Ambientale
urp.ispra@ispra.legalmail.it
All’ARPA Puglia
Direzione Generale e Scientifica – Bari
dir.generale.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
dir.scientifica.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
All’ARPA Puglia – DAP Taranto
dap.taranto.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
Consigliere Regionale
Borraccino Cosimo
borraccino.cosimo@pec.consiglio.puglia.it
Consigliere Regionale
Franzoso Francesca
franzoso.francesca@pec.consiglio.puglia.it
Consigliere Regionale
Galante Marco
galante.marco@pec.consiglio.puglia.it
Consigliere Regionale
Perrini Renato
perrini.renato@pec.consiglio.puglia.it
Consigliere Regionale
Trevisi Antonio
trevisi.antonio@pec.consiglio.puglia.it
OGGETTO: Risposta dell’Assessore Santorsola a una interrogazione del Consigliere Galante inerente la fase di stallo in cui versa la Discarica Vergine
Stim.mi Sindaci dei comuni limitrofi la Discarica Vergine,
L'atto desta nell'Associazione AttivaLizzano molte perplessità perchè ,nonostante tutte le Leggi ed Ordinanze emanate e sciorinate nella risposta dell'Assessore,non si sia ancora giunti alla bonifica e messa in sicurezza del Sito in questione.
La preoccupazione per la salute dei cittadini non può essere sentita soltanto da
pochi ma da tutti ed in primis da chi ricopre incarichi istituzionali e ne è garante.
E' stato accertato dall'ARPA che nelle acque di falda interne alla discarica ed in quelle
immediatamente adiacenti sono presenti sostanze nocive: IDROCARBURI,PCB ,FERRO
e DIOSSINE che fanno superare i CSC.
AttivaLizzano chiede ai Sindaci delle aree interessate un incontro per cercare una
soluzione concreta per la messa in sicurezza del sito.
Si auspica che l'incontro sia deciso con tempestività e che AttivaLizzano possa
essere presente.
Cordialmente
Lizzano, 25/06/2017
Il Presidente AttivaLizzano
(Angelo DEL VECCHIO)
26 maggio 2017
CHI DEVE BONIFICARE LA DISCARICA "VERGINE" ...E QUANDO?
26/05/2017
Lettera aperta alla Commissione Europea, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, alla Provincia di Taranto, al Comune di Taranto, al Prefetto di Taranto e a tanti altri numerosi enti per chiedere CHI DEVE BONIFICARE LA DISCARICA VERGINE …E QUANDO. La lettera scaturisce perché l’ordinanza emessa dalla Provincia di Taranto ai gestori della discarica Vergine in
ottemperanza all’art. 244 del TUA è stata da questi totalmente ignorata e pertanto l’Associazione AttivaLizzano chiede agli Enti responsabili di attenersi a ciò che prescrive l’art. 250 del TUA.
Da notare che, nonostante l'interrogativo fosse stato rivolto a tutti gli Enti in indirizzo, l'unica a rispondere è stata la Comunità Europea!
EUROPEAN COMMISSION DIRECTORATE-GENERAL FOR ENVIRONMENT 1049 BRUSSELS BELGIUM
Al Ministero dell'Ambiente
Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, per il danno
ambientale e per i rapporti con l'Unione Europea e gli
Organismi internazionali
Pec: dgsvi@pec.minambiente.it
segreteria.ministro@pec.minambiente.it
segreteria.capogab@pec.minambiente.it
segretariato.generale@pec.minambiente.it
Direzione generale degli affari ambientali
dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
Direzione generale per le valutazioni ambientali Divisione IV - Rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale ris@pec.minambiente.it
aia@pec.minambiente.it
Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche
dgtri@pec.minambiente.it
Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia - Divisione II Interventi per lo sviluppo sostenibile e rapporti con l’associazionismo sec-II@pec.minambiente.it
Ispettorato Generale ispettorato.generale@pec.minambiente.it
PREFETTO di TARANTO protocollo.prefta@pec.interno.it
ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Via Brancati, 48 - 00144 Roma PEC: protocollo.ispra@ispra.legalmail.it
Presidente Regione Puglia presidente.regione@pec.rupar.puglia.it
capogabinetto.presidente.regione@pec.rupar.puglia.it
Assessore Regionale alla Qualità dell’Ambiente Dott. Domenico SANTORSOLA assessore.ambiente.regione@pec.rupar.puglia.it
servizio.ecologia@pec.rupar.puglia.it
Servizio.rischioindustriale@pec.rupar.puglia.it
Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica serv.rifiutiebonifica@pec.rupar.puglia.it
Assessorato Qualità del territorio assessore.assettoterritorio.regione@pec.rupar.puglia.it
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TARANTO protocollo.generale@pec.provincia.taranto.gov.it segreteria.presidente@provincia.ta.it
Provincia di Taranto Settore Ecologia-Ambiente Servizio Autorizzazione Integrata Ambientale settore.ambiente@pec.provincia.taranto.gov.it
SINDACO DI TARANTO gabinettosindaco.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it
ARPA PUGLIA dir.generale.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it Dir.scientifica.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
ARPA PUGLIA – D.A.P. TARANTO dap.ta.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
e.p.c.
Carabinieri NOE COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE Nucleo Operativo Ecologico di Lecce: carabinieri@pec.carabinieri.it sle41034@pec.carabinieri.it
Commissione Parlamentare sul fenomeno delle Mafie Presidente: on. Rosy Bindi bindi_r.@camera.it
SINDACO DI LIZZANO protocollo.comunelizzano.ta@pec.rupar.puglia.it
SINDACO DI FRAGAGNANO protocollo.comune.fragagnano.ta@pec.rupar.puglia.it
SINDACO DI MONTEPARANO stato civile.comune.monteparano@pec.rupar.puglia.it
SINDACO DI FAGGIANO sindaco.comunefaggiano@pec.rupar.puglia.it
S.I.S.P. A.U.S.L. TA/1 Dipartimento di Prevenzione dipartprevenzione_sisp.asl.taranto@pec.rupar.puglia.it
ASL TARANTO protocollo.asl.taranto@pec.rupar.puglia.it
OGGETTO: Lettera aperta del 26/05/2017
La Regione Puglia con i suoi tavoli tecnici prima e la Provincia di Taranto con la sua ordinanza dopo, nei confronti dei gestori della Discarica Vergine, a tutt'oggi non hanno prodotto alcun beneficio. Difatti l'ordinanza emessa, come atto dovuto, dalla Provincia il 31/03/2017 in base a quanto previsto dall'art. 244 del TUA più volte sollecitata da Attivalizzano, é stata totalmente ignorata dai destinatari, facendoci ripiombare nuovamente nel dilemma: CHI DEVE BONIFICARE LA DISCARICA
VERGINE…E QUANDO.
Lo stato di abbandono della discarica, sotto sequestro dal febbraio 2014, con la
conseguente minaccia ambientale costituita dallo sversamento del percolato, con l’alto
rischio dell’inquinamento della falda, è stato più volte denunciato dallo stesso Comune di
Taranto, dalla Provincia (nel Consiglio Provinciale del 17/12/2015 si dichiarava il
problema, di interesse pubblico), dalla Regione e dall'ARPA PUGLIA, nelle loro
relazioni. Lo stato di emergenza diventa sempre più critico con il passare del tempo.
Gli ultimi prelievi effettuati dall'ARPA hanno evidenziato nei pozzi spia della discarica,
inquinamento delle falde profonde da idrocarburi, PCB, ferro e diossina facendo superare
le CSC (concentrazione soglia di contaminazione). Tale superamento, come prescrive la
legge del TUA, obbliga il comune territorialmente competente (Comune di Taranto) e,
ove questo non provveda, la Regione, qualora i soggetti responsabili non provvedano, alla
messa in sicurezza, agli interventi di bonifica e al ripristino ambientale.
Ci preme ricordare che il sito adiacente la discarica Vergine ha già al suo interno 40 anni
di conferimenti di rifiuti dei quali non si è mai conosciuta nè la natura, nè la provenienza,
all’epoca non vigeva alcuna normativa sui rifiuti, mai nessun ente ha effettuato controlli
in proposito, anzi, alla ditta Vergine è stata rilasciata l'AIA per ben altre due discariche:
Discarica Mennole e Discarica Palombara. Quest’ultima autorizzata sulla base di un
progetto che prevedeva un impianto di inertizzazione dei rifiuti mai realizzato, il che ha
costituito, dopo quasi cinque anni di attività, il motivo del sequestro, da parte della
magistratura, allertata dalle proteste dei cittadini esasperati dai forti miasmi che per anni
appestano Lizzano e i paesi limitrofi alla discarica.
AttivaLizzano e la popolazione chiedono risposte concrete e interventi immediati alle
Istituzioni preposte per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino dei luoghi, in
osservanza a quanto prescrive l'art. 250 della legge 152/2006.
Fiduciosi in un Vs. Cortese e sollecito riscontro.
Distinti saluti.
Lizzano, 26/05/2017
Lettera aperta alla Commissione Europea, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, alla Provincia di Taranto, al Comune di Taranto, al Prefetto di Taranto e a tanti altri numerosi enti per chiedere CHI DEVE BONIFICARE LA DISCARICA VERGINE …E QUANDO. La lettera scaturisce perché l’ordinanza emessa dalla Provincia di Taranto ai gestori della discarica Vergine in
ottemperanza all’art. 244 del TUA è stata da questi totalmente ignorata e pertanto l’Associazione AttivaLizzano chiede agli Enti responsabili di attenersi a ciò che prescrive l’art. 250 del TUA.
Da notare che, nonostante l'interrogativo fosse stato rivolto a tutti gli Enti in indirizzo, l'unica a rispondere è stata la Comunità Europea!
EUROPEAN COMMISSION DIRECTORATE-GENERAL FOR ENVIRONMENT 1049 BRUSSELS BELGIUM
Al Ministero dell'Ambiente
Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, per il danno
ambientale e per i rapporti con l'Unione Europea e gli
Organismi internazionali
Pec: dgsvi@pec.minambiente.it
segreteria.ministro@pec.minambiente.it
segreteria.capogab@pec.minambiente.it
segretariato.generale@pec.minambiente.it
Direzione generale degli affari ambientali
dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
Direzione generale per le valutazioni ambientali Divisione IV - Rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale ris@pec.minambiente.it
aia@pec.minambiente.it
Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche
dgtri@pec.minambiente.it
Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia - Divisione II Interventi per lo sviluppo sostenibile e rapporti con l’associazionismo sec-II@pec.minambiente.it
Ispettorato Generale ispettorato.generale@pec.minambiente.it
PREFETTO di TARANTO protocollo.prefta@pec.interno.it
ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Via Brancati, 48 - 00144 Roma PEC: protocollo.ispra@ispra.legalmail.it
Presidente Regione Puglia presidente.regione@pec.rupar.puglia.it
capogabinetto.presidente.regione@pec.rupar.puglia.it
Assessore Regionale alla Qualità dell’Ambiente Dott. Domenico SANTORSOLA assessore.ambiente.regione@pec.rupar.puglia.it
servizio.ecologia@pec.rupar.puglia.it
Servizio.rischioindustriale@pec.rupar.puglia.it
Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica serv.rifiutiebonifica@pec.rupar.puglia.it
Assessorato Qualità del territorio assessore.assettoterritorio.regione@pec.rupar.puglia.it
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TARANTO protocollo.generale@pec.provincia.taranto.gov.it segreteria.presidente@provincia.ta.it
Provincia di Taranto Settore Ecologia-Ambiente Servizio Autorizzazione Integrata Ambientale settore.ambiente@pec.provincia.taranto.gov.it
SINDACO DI TARANTO gabinettosindaco.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it
ARPA PUGLIA dir.generale.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it Dir.scientifica.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
ARPA PUGLIA – D.A.P. TARANTO dap.ta.arpapuglia@pec.rupar.puglia.it
e.p.c.
Carabinieri NOE COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE Nucleo Operativo Ecologico di Lecce: carabinieri@pec.carabinieri.it sle41034@pec.carabinieri.it
Commissione Parlamentare sul fenomeno delle Mafie Presidente: on. Rosy Bindi bindi_r.@camera.it
SINDACO DI LIZZANO protocollo.comunelizzano.ta@pec.rupar.puglia.it
SINDACO DI FRAGAGNANO protocollo.comune.fragagnano.ta@pec.rupar.puglia.it
SINDACO DI MONTEPARANO stato civile.comune.monteparano@pec.rupar.puglia.it
SINDACO DI FAGGIANO sindaco.comunefaggiano@pec.rupar.puglia.it
S.I.S.P. A.U.S.L. TA/1 Dipartimento di Prevenzione dipartprevenzione_sisp.asl.taranto@pec.rupar.puglia.it
ASL TARANTO protocollo.asl.taranto@pec.rupar.puglia.it
OGGETTO: Lettera aperta del 26/05/2017
La Regione Puglia con i suoi tavoli tecnici prima e la Provincia di Taranto con la sua ordinanza dopo, nei confronti dei gestori della Discarica Vergine, a tutt'oggi non hanno prodotto alcun beneficio. Difatti l'ordinanza emessa, come atto dovuto, dalla Provincia il 31/03/2017 in base a quanto previsto dall'art. 244 del TUA più volte sollecitata da Attivalizzano, é stata totalmente ignorata dai destinatari, facendoci ripiombare nuovamente nel dilemma: CHI DEVE BONIFICARE LA DISCARICA
VERGINE…E QUANDO.
Lo stato di abbandono della discarica, sotto sequestro dal febbraio 2014, con la
conseguente minaccia ambientale costituita dallo sversamento del percolato, con l’alto
rischio dell’inquinamento della falda, è stato più volte denunciato dallo stesso Comune di
Taranto, dalla Provincia (nel Consiglio Provinciale del 17/12/2015 si dichiarava il
problema, di interesse pubblico), dalla Regione e dall'ARPA PUGLIA, nelle loro
relazioni. Lo stato di emergenza diventa sempre più critico con il passare del tempo.
Gli ultimi prelievi effettuati dall'ARPA hanno evidenziato nei pozzi spia della discarica,
inquinamento delle falde profonde da idrocarburi, PCB, ferro e diossina facendo superare
le CSC (concentrazione soglia di contaminazione). Tale superamento, come prescrive la
legge del TUA, obbliga il comune territorialmente competente (Comune di Taranto) e,
ove questo non provveda, la Regione, qualora i soggetti responsabili non provvedano, alla
messa in sicurezza, agli interventi di bonifica e al ripristino ambientale.
Ci preme ricordare che il sito adiacente la discarica Vergine ha già al suo interno 40 anni
di conferimenti di rifiuti dei quali non si è mai conosciuta nè la natura, nè la provenienza,
all’epoca non vigeva alcuna normativa sui rifiuti, mai nessun ente ha effettuato controlli
in proposito, anzi, alla ditta Vergine è stata rilasciata l'AIA per ben altre due discariche:
Discarica Mennole e Discarica Palombara. Quest’ultima autorizzata sulla base di un
progetto che prevedeva un impianto di inertizzazione dei rifiuti mai realizzato, il che ha
costituito, dopo quasi cinque anni di attività, il motivo del sequestro, da parte della
magistratura, allertata dalle proteste dei cittadini esasperati dai forti miasmi che per anni
appestano Lizzano e i paesi limitrofi alla discarica.
AttivaLizzano e la popolazione chiedono risposte concrete e interventi immediati alle
Istituzioni preposte per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino dei luoghi, in
osservanza a quanto prescrive l'art. 250 della legge 152/2006.Fiduciosi in un Vs. Cortese e sollecito riscontro.
Distinti saluti.
Lizzano, 26/05/2017
9 aprile 2017
FINALMENTE L'ORDINANZA DELLA PROVINCIA
09/04/2017
Comunicato stampa di AttivaLizzano per informare dell’emissione dell’ordinanza della Provincia di Taranto emessa il 31 marzo scorso. L’ordinanza è quanto dovuto dall’Ente provincia nei confronti dei gestori della Discarica Vergine srl e dei proprietari del sito giusto quanto previsto dall’art. 244 comma 2 e art. 250 comma 2 del TUA
COMUNICATO STAMPA DEL 09/04/2017
Il 31 marzo scorso il 9° Settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto ha emesso l'ordinanza nei confronti della società Vergine srl in liquidazione e dei proprietari del sito, dando seguito all'articolo 244 comma 2 e 245 comma 2 del TUA i quali prevedono che la Provincia, ricevuta una notizia di inquinamento, si attivi per l'identificazione del soggetto responsabile al fine di dar corso agli interventi di bonifica e, non appena abbia identificato il responsabile dell'evento, diffidi con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere alla bonifica.
L'ordinanza emessa dalla Provincia di Taranto dispone che i destinatari, senza indugio: mettano in atto le necessarie misure di prevenzione e di messa in sicurezza, affinché vengano rimosse le fonti che hanno prodotto il superamento delle CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione ) nelle acque di falda dei pozzi della discarica Palombara; attuino azioni correttive sulla gestione del percolato e azioni correttive sulla gestione del biogas; realizzino una copertura impermeabile dei lotti chiusi, per limitare la formazione di percolato; effettuino rivelazioni tomografiche finalizzate alla verifica dell'efficacia della geomembrana di fondo.
AttivaLizzano pur apprezzando questa tanto attesa ordinanza, ritiene che la stessa avrebbe potuto interessare anche la ripresa della corretta post gestione della discarica Mennole, ormai esaurita e anche essa in stato di completo abbandono.
In considerazione del fatto che le discariche versano in stato di abbandono e necessitano di interventi urgenti, il Comune di Taranto e, in mancanza di questi, la Regione sono tenuti a provvedere direttamente agli adempimenti disposti dall'articolo 250 del TUA in base al quale qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti disposti “le procedure e gli interventi sono realizzati d'ufficio dal Comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla Regione”.
AttivaLizzano auspica che gli enti interessati (Comune di Taranto, Provincia di Taranto e Regione Puglia) proseguano con costanza e impegno le azioni istituzionali ormai imprescindibili per garantire la salute della collettività.
Infine AttivaLizzano chiede con forza agli enti responsabili, di attivare un servizio sanitario di prevenzione sulla salute pubblica della popolazione dei comuni limitrofi alla discarica Vergine, che si occupi di effettuare periodicamente esami clinici per accertare eventuali patologie ad essa connesse.
14 marzo 2017
LE FALDE RISULTANO INQUINATE...si teme il peggio!
14/03/2017
L’Associazione AttivaLizzano prende parte all’incontro presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia per discutere sulle problematiche delle discariche per rifiuti speciali Mennole e Palombara ormai in completo stato di abbandono. Nell’incontro odierno, alla luce dell’esposizione da parte di ARPA delle ennesime analisi prodotte dai pozzi freatici spia, queste ultime critiche, pare che le istituzioni responsabili ad avviare le procedure per la bonifica dei siti abbiano preso consapevolezza dell’inutilità di girare intorno al problema, ormai da 15 mesi e affrontarlo definitivamente.
Di seguito il verbale integrale dell'incontro
RESOCONTO INCONTRO DEL 14/03/2017
Oggetto: Problematiche ambientali discariche gestite da società Vergine srl
Il giorno 14 marzo 2017 a partire dalle ore 11.30 circa, presso l’Assessorato Qualità dell’Ambiente, Ciclo Rifiuti e Bonifica, Rischio industriale, Ecologia, a seguito di formale convocazione effettuata con nota n. 125 del 06 marzo 2017, si sono riuniti i rappresentanti istituzionali degli Enti e i Consiglieri regionali come da allegato foglio firma. Risultano assenti i rappresentanti del Comune di Taranto.
L’Assessore Santorsola, ha aperto la discussione riassumendo quanto accaduto a far data dall'ultima riunione. In particolare, riassume i contenuti della nota della Provincia di Taranto n. 4295 del 10/02/2017, con la quale il 9° Settore provinciale, preso atto di quanto rappresentato dalla Società Vergine srl (in liquidazione) tramite i suoi consulenti, ha inteso sospendere l'efficacia del procedimento avviato per l'emissione dell'ordinanza ai sensi dell'art. 244 comma 2 del D.Lgs. 152/2006 in attesa dei risultati ufficiali delle analisi condotte da ARPA Puglia sulle acque sotterranee nelle aree afferenti all'impianto ed in quelle contermini.
Di seguito, l'Assessore chiede al rappresentante di ARPA (DAP TA) di relazionare sugli esiti dell'investigazione delle acque sotterranee.
Il Dott. Esposito (ARPA, Dip. Prov.le di Taranto) spiega che sono state analizzate le acque captate dai piezometri a servizio della discarica e da alcuni pozzi esterni, in un periodo dell'anno in cui non sono in corso emungimenti a scopo irriguo, perciò in condizioni di superficie piezometrica non disturbata.
In breve, in attesa che le risultanze vengano trasmesse in via formale, riassume gli esiti delle analisi.
In nessuno dei punti di misura è stata rilevata la presenza di amianto.
Vi sono superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per diossine e PCB nel piezometro PF3, lo stesso in cui, nella scorsa campagna di indagine, era stata rilevata la presenza di olio surnatante.
Vi sono superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per il parametro ferro nel piezometro PF2; nella scorsa campagna di indagine in questo punto fu registrato un superamento per il parametro PCB.
Nel pozzo esterno PE2 è stata rilevata la presenza di olio surnatante.
Non si dispone, al momento dei risultati delle analisi condotte alla ricerca di microinquinanti nei pozzi esterni alla discarica.
In definitiva, un quadro più preciso in relazione alla qualità delle acque sotterranee potrà essere delineato al completamento dell'indagine analitica e alla ricostruzione della superficie piezometrica (operazione in via di completamento da parte della Società T&A S.r.l., incaricata dalla Provincia di Taranto).
Il Presidente della Provincia di Taranto, nel rimarcare la complessità del procedura in corso, spiega che l'attività provinciale ha permesso l'individuazione del responsabile dello scadimento della qualità delle acque sotterranee; la sospensione del procedimento finalizzato all'emissione di ordinanza è stata dettata dalla necessità di proseguire l'iter amministrativo in condizioni di massima cognizione e serenità, tenendo conto da dati certi sia amministrativi che tecnico-scientifici, anche nell'intento di evitare lunghi contenziosi che rallenterebbero l'azione della Provincia.
Di certo, la relazione odierna di ARPA mette in evidenza superamenti dei limiti definiti dalla normativa ambientale, perciò è accertata la necessità di intervenire.
La Consigliera Franzoso manifesta la propria preoccupazione circa il protrarsi della vicenda, soprattutto per i potenziali accidenti di natura sanitaria; nel contempo esorta ARPA a completare le proprie valutazioni, parte della documentazione necessaria alla Provincia alla base delle future determinazioni.
Inoltre, date le dichiarazioni dell'Agenzia circa la conferma di superamenti dei limiti in falda, esorta a Provincia a riprendere l'iter sospeso con la comunicazione n. 4295 del 10/02/2017.
Infine, osservando che la chiusura definitiva dell'impianto, l'avvio della post-gestione e la caratterizzazione delle matrici coinvolte non possono che essere azioni a beneficio della qualità ambientale, esorta gli organi
competenti ad individuare dei canali di finanziamento a sostegno di quanto risulterà necessario fare.
Il Consigliere Borraccino, pur riconoscendo che un certo percorso sia stato fatto verso la risoluzione del problema, lamenta la lentezza dell'azione politica ed amministrativa. In particolare, rimarca che il tavolo istituzionale, costituitosi per iniziativa dell'Assessore regionale all'Ambiente, ha registrato una discontinua partecipazione del Comune di Taranto.
Ribadisce, inoltre la propria propensione a chiudere definitivamente la discarica, non senza procedere alla messa in sicurezza delle matrici ambientali ed alla corretta gestione di percolato e biogas.
Infine, spiega che, in un contesto così articolato, è necessaria una forte e coordinata iniziativa politica; nel rimarcare ciò ricorda che l'unico esposto alla Procura della Repubblica è stato inoltrato da un'associazione ambientalista locale (AttivaLizzano, non nota del 03/01/2017), mentre l'azione politica sembra procedere con difficoltà.
L'Assessore del Comune di Faggiano lamenta il fatto che la Provincia di Taranto ha sospeso l'iter amministrativo finalizzato all'emissione di ordinanza sulla base di una semplice comunicazione da parte degli avvocati e del consulente tecnico della Società Vergine, pur in presenza di dati analitici certi (prodotti da ARPA), anche se parziali (la prima campagna di indagine è stata condotta sui pozzi a servizio dell'impianto).
In pratica, ritenendo deleterio l'atteggiamento prudente della Provincia, deplora la mancata produzione di un chiaro cronoprogramma delle azioni da mettere in atto, nonostante le numerose riunioni tecniche ed istituzionali succedutesi nell'ultimo anno.
Il rappresentante del Comune di Fragagnano ritiene che il territorio abbia pagato a caro prezzo la presenza delle discariche gestite dalla Società Vergine (impianti di Mennole e Palombara). Rimarca la necessità di procedere alla chiusura definitiva degli impianti, avviandone la corretta post-gestione e la messa in sicurezza delle matrici ambientali. In una tale situazione, disapprova l'assenza del Comune di Taranto.
Infine, alla luce delle risultanze analitiche anticipate da ARPA, annuncia l'inoltro di un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.
Il Consigliere Galante concorda con le osservazioni fatte dai colleghi presenti, ritenendo necessaria una forte presa di posizione da parte dei rappresentanti politici. In particolare, attesa l'attestazione di ARPA sulla sussistenza dei superamenti che comportano un potenziale degrado ambientale, esorta la definizione di un piano di azione che preveda altresì un coinvolgimento dell'Assessorato regionale alla Sanità e della ASL territoriale per la definizione del reale rischio sanitario.
Il rappresentante di Legambiente Fragagnano riassume l'annosa vicenda di impianti (quelli gestiti dalla Società Vergine) nati contro la volontà del territorio circostante l'isola amministrativa di Taranto e secondo un iter a suo parere articolato e, a tratti, poco chiaro. Citando episodi (accertati in sede giudiziaria) di smaltimento irrituale di rifiuti non autorizzati, invita gli organi competenti ad agire secondo il principio di massima precauzione in difesa del territorio, superando impedimenti di carattere burocratico-amministrativo.
Il rappresentante dell'associazione AttivaLizzano richiama le competenze dei vari Enti, mettendo in evidenza che, a suo parere, il perdurare della situazione di stallo potrebbe configurarsi come una vera e propria inadempienza agli obblighi dettati dalla legge.
Il Consigliere Perrini, riconoscendo il percorso intrapreso, auspica che quella odierna sia l'ultima riunione del tavolo istituzionale e che venga dato corso, di conseguenza, all'iter amministrativo interrotto dalla Provincia.
Inoltre, ritiene opportuno coinvolgere l'azienda Sanitaria Locale al fine di definire gli aspetti sanitari legati alla vicenda.
Il Consigliere chiude l'intervento rimarcando l'assenza, al tavolo odierno, del Comune di Taranto, competente anche in relazione agli aspetti sanitari.
Il Dirigente della Provincia di Taranto spiega che la ripresa dell'iter in applicazione dell'art. 244 del D.Lgs. 152/06 riprenderà, anche con una nuova convocazione del tavolo tecnico, non appena saranno formalmente prodotti gli esiti dell'investigazione della falda.
Il Dirigente della Sezione regionale Ciclo Rifiuti e Bonifiche ricorda che l'utilizzo di fondi pubblici potrebbe avvenire a seguito dell'ipotetico percorso: a) emissione di ordinanza; b) inerzia da parte del soggetto responsabile; c) stanziamento di risorse pubbliche e predisposizione degli interventi sostitutivi ai danni del responsabile individuato.
L'Assessore Santorsola ricorda che la questione ambientale relativa agli impianti della Vergine s.r.l. ha radici lontane nel tempo, per cui quanto attuato dagli Enti negli ultimi mesi non può che essere valutato positivamente.
Ad oggi, sembra accertato che l'intervento sugli impianti in questione comporti l'impiego di risorse pubbliche. Tuttavia, un sostegno economico di tal guisa, finalizzato all'intervento sostitutivo da parte del comune (ex art. 250 del D.Lgs. 152/06) può essere attivato solo a seguito di un ben definito percorso amministrativo, quello attivato dalla Provincia di Taranto (ex art. 244 del D.Lgs. 152/06).
Riguardo alle proposte orientate al coinvolgimento della ASL competente per territorio, fa presente che l'Azienda Sanitaria partecipa alle riunioni tecniche convocate dalla Provincia. Pur non ravvisando elementi ostativi alla predisposizione di ulteriori studi a carattere puramente sanitario (per es., studi epidemiologici), ricorda che per la predisposizione di interventi mirati alla salvaguardia dell'ambiente sono sì necessari, ma anche sufficienti, i già appurati superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione.
In conclusione, risulta necessario il completamento delle attività provinciali che potrebbero concretizzarsi con l'emissione di un'ordinanza verosimilmente costruita su motivazioni di carattere sia tecnico-scientifico che amministrativo.
La riunione è chiusa alle ore 14.00 circa.
L’Associazione AttivaLizzano prende parte all’incontro presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia per discutere sulle problematiche delle discariche per rifiuti speciali Mennole e Palombara ormai in completo stato di abbandono. Nell’incontro odierno, alla luce dell’esposizione da parte di ARPA delle ennesime analisi prodotte dai pozzi freatici spia, queste ultime critiche, pare che le istituzioni responsabili ad avviare le procedure per la bonifica dei siti abbiano preso consapevolezza dell’inutilità di girare intorno al problema, ormai da 15 mesi e affrontarlo definitivamente.
Di seguito il verbale integrale dell'incontro
RESOCONTO INCONTRO DEL 14/03/2017
Oggetto: Problematiche ambientali discariche gestite da società Vergine srl
Il giorno 14 marzo 2017 a partire dalle ore 11.30 circa, presso l’Assessorato Qualità dell’Ambiente, Ciclo Rifiuti e Bonifica, Rischio industriale, Ecologia, a seguito di formale convocazione effettuata con nota n. 125 del 06 marzo 2017, si sono riuniti i rappresentanti istituzionali degli Enti e i Consiglieri regionali come da allegato foglio firma. Risultano assenti i rappresentanti del Comune di Taranto.
L’Assessore Santorsola, ha aperto la discussione riassumendo quanto accaduto a far data dall'ultima riunione. In particolare, riassume i contenuti della nota della Provincia di Taranto n. 4295 del 10/02/2017, con la quale il 9° Settore provinciale, preso atto di quanto rappresentato dalla Società Vergine srl (in liquidazione) tramite i suoi consulenti, ha inteso sospendere l'efficacia del procedimento avviato per l'emissione dell'ordinanza ai sensi dell'art. 244 comma 2 del D.Lgs. 152/2006 in attesa dei risultati ufficiali delle analisi condotte da ARPA Puglia sulle acque sotterranee nelle aree afferenti all'impianto ed in quelle contermini.
Di seguito, l'Assessore chiede al rappresentante di ARPA (DAP TA) di relazionare sugli esiti dell'investigazione delle acque sotterranee.
Il Dott. Esposito (ARPA, Dip. Prov.le di Taranto) spiega che sono state analizzate le acque captate dai piezometri a servizio della discarica e da alcuni pozzi esterni, in un periodo dell'anno in cui non sono in corso emungimenti a scopo irriguo, perciò in condizioni di superficie piezometrica non disturbata.
In breve, in attesa che le risultanze vengano trasmesse in via formale, riassume gli esiti delle analisi.
In nessuno dei punti di misura è stata rilevata la presenza di amianto.
Vi sono superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per diossine e PCB nel piezometro PF3, lo stesso in cui, nella scorsa campagna di indagine, era stata rilevata la presenza di olio surnatante.
Vi sono superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione per il parametro ferro nel piezometro PF2; nella scorsa campagna di indagine in questo punto fu registrato un superamento per il parametro PCB.
Nel pozzo esterno PE2 è stata rilevata la presenza di olio surnatante.
Non si dispone, al momento dei risultati delle analisi condotte alla ricerca di microinquinanti nei pozzi esterni alla discarica.
In definitiva, un quadro più preciso in relazione alla qualità delle acque sotterranee potrà essere delineato al completamento dell'indagine analitica e alla ricostruzione della superficie piezometrica (operazione in via di completamento da parte della Società T&A S.r.l., incaricata dalla Provincia di Taranto).
Il Presidente della Provincia di Taranto, nel rimarcare la complessità del procedura in corso, spiega che l'attività provinciale ha permesso l'individuazione del responsabile dello scadimento della qualità delle acque sotterranee; la sospensione del procedimento finalizzato all'emissione di ordinanza è stata dettata dalla necessità di proseguire l'iter amministrativo in condizioni di massima cognizione e serenità, tenendo conto da dati certi sia amministrativi che tecnico-scientifici, anche nell'intento di evitare lunghi contenziosi che rallenterebbero l'azione della Provincia.
Di certo, la relazione odierna di ARPA mette in evidenza superamenti dei limiti definiti dalla normativa ambientale, perciò è accertata la necessità di intervenire.
La Consigliera Franzoso manifesta la propria preoccupazione circa il protrarsi della vicenda, soprattutto per i potenziali accidenti di natura sanitaria; nel contempo esorta ARPA a completare le proprie valutazioni, parte della documentazione necessaria alla Provincia alla base delle future determinazioni.
Inoltre, date le dichiarazioni dell'Agenzia circa la conferma di superamenti dei limiti in falda, esorta a Provincia a riprendere l'iter sospeso con la comunicazione n. 4295 del 10/02/2017.
Infine, osservando che la chiusura definitiva dell'impianto, l'avvio della post-gestione e la caratterizzazione delle matrici coinvolte non possono che essere azioni a beneficio della qualità ambientale, esorta gli organi
competenti ad individuare dei canali di finanziamento a sostegno di quanto risulterà necessario fare.
Il Consigliere Borraccino, pur riconoscendo che un certo percorso sia stato fatto verso la risoluzione del problema, lamenta la lentezza dell'azione politica ed amministrativa. In particolare, rimarca che il tavolo istituzionale, costituitosi per iniziativa dell'Assessore regionale all'Ambiente, ha registrato una discontinua partecipazione del Comune di Taranto.
Ribadisce, inoltre la propria propensione a chiudere definitivamente la discarica, non senza procedere alla messa in sicurezza delle matrici ambientali ed alla corretta gestione di percolato e biogas.
Infine, spiega che, in un contesto così articolato, è necessaria una forte e coordinata iniziativa politica; nel rimarcare ciò ricorda che l'unico esposto alla Procura della Repubblica è stato inoltrato da un'associazione ambientalista locale (AttivaLizzano, non nota del 03/01/2017), mentre l'azione politica sembra procedere con difficoltà.
L'Assessore del Comune di Faggiano lamenta il fatto che la Provincia di Taranto ha sospeso l'iter amministrativo finalizzato all'emissione di ordinanza sulla base di una semplice comunicazione da parte degli avvocati e del consulente tecnico della Società Vergine, pur in presenza di dati analitici certi (prodotti da ARPA), anche se parziali (la prima campagna di indagine è stata condotta sui pozzi a servizio dell'impianto).
In pratica, ritenendo deleterio l'atteggiamento prudente della Provincia, deplora la mancata produzione di un chiaro cronoprogramma delle azioni da mettere in atto, nonostante le numerose riunioni tecniche ed istituzionali succedutesi nell'ultimo anno.
Il rappresentante del Comune di Fragagnano ritiene che il territorio abbia pagato a caro prezzo la presenza delle discariche gestite dalla Società Vergine (impianti di Mennole e Palombara). Rimarca la necessità di procedere alla chiusura definitiva degli impianti, avviandone la corretta post-gestione e la messa in sicurezza delle matrici ambientali. In una tale situazione, disapprova l'assenza del Comune di Taranto.
Infine, alla luce delle risultanze analitiche anticipate da ARPA, annuncia l'inoltro di un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.
Il Consigliere Galante concorda con le osservazioni fatte dai colleghi presenti, ritenendo necessaria una forte presa di posizione da parte dei rappresentanti politici. In particolare, attesa l'attestazione di ARPA sulla sussistenza dei superamenti che comportano un potenziale degrado ambientale, esorta la definizione di un piano di azione che preveda altresì un coinvolgimento dell'Assessorato regionale alla Sanità e della ASL territoriale per la definizione del reale rischio sanitario.
Il rappresentante di Legambiente Fragagnano riassume l'annosa vicenda di impianti (quelli gestiti dalla Società Vergine) nati contro la volontà del territorio circostante l'isola amministrativa di Taranto e secondo un iter a suo parere articolato e, a tratti, poco chiaro. Citando episodi (accertati in sede giudiziaria) di smaltimento irrituale di rifiuti non autorizzati, invita gli organi competenti ad agire secondo il principio di massima precauzione in difesa del territorio, superando impedimenti di carattere burocratico-amministrativo.
Il rappresentante dell'associazione AttivaLizzano richiama le competenze dei vari Enti, mettendo in evidenza che, a suo parere, il perdurare della situazione di stallo potrebbe configurarsi come una vera e propria inadempienza agli obblighi dettati dalla legge.
Il Consigliere Perrini, riconoscendo il percorso intrapreso, auspica che quella odierna sia l'ultima riunione del tavolo istituzionale e che venga dato corso, di conseguenza, all'iter amministrativo interrotto dalla Provincia.
Inoltre, ritiene opportuno coinvolgere l'azienda Sanitaria Locale al fine di definire gli aspetti sanitari legati alla vicenda.
Il Consigliere chiude l'intervento rimarcando l'assenza, al tavolo odierno, del Comune di Taranto, competente anche in relazione agli aspetti sanitari.
Il Dirigente della Provincia di Taranto spiega che la ripresa dell'iter in applicazione dell'art. 244 del D.Lgs. 152/06 riprenderà, anche con una nuova convocazione del tavolo tecnico, non appena saranno formalmente prodotti gli esiti dell'investigazione della falda.
Il Dirigente della Sezione regionale Ciclo Rifiuti e Bonifiche ricorda che l'utilizzo di fondi pubblici potrebbe avvenire a seguito dell'ipotetico percorso: a) emissione di ordinanza; b) inerzia da parte del soggetto responsabile; c) stanziamento di risorse pubbliche e predisposizione degli interventi sostitutivi ai danni del responsabile individuato.
L'Assessore Santorsola ricorda che la questione ambientale relativa agli impianti della Vergine s.r.l. ha radici lontane nel tempo, per cui quanto attuato dagli Enti negli ultimi mesi non può che essere valutato positivamente.
Ad oggi, sembra accertato che l'intervento sugli impianti in questione comporti l'impiego di risorse pubbliche. Tuttavia, un sostegno economico di tal guisa, finalizzato all'intervento sostitutivo da parte del comune (ex art. 250 del D.Lgs. 152/06) può essere attivato solo a seguito di un ben definito percorso amministrativo, quello attivato dalla Provincia di Taranto (ex art. 244 del D.Lgs. 152/06).
Riguardo alle proposte orientate al coinvolgimento della ASL competente per territorio, fa presente che l'Azienda Sanitaria partecipa alle riunioni tecniche convocate dalla Provincia. Pur non ravvisando elementi ostativi alla predisposizione di ulteriori studi a carattere puramente sanitario (per es., studi epidemiologici), ricorda che per la predisposizione di interventi mirati alla salvaguardia dell'ambiente sono sì necessari, ma anche sufficienti, i già appurati superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione.
In conclusione, risulta necessario il completamento delle attività provinciali che potrebbero concretizzarsi con l'emissione di un'ordinanza verosimilmente costruita su motivazioni di carattere sia tecnico-scientifico che amministrativo.
La riunione è chiusa alle ore 14.00 circa.
4 marzo 2017
RACCOLTA BENEFICA
2 marzo 2017
«La discarica Vergine deve essere bonificata e chiusa per sempre»
del Q Provincia Taranto, 28 Febbraio 2017
«Continuiamo a vigilare sulla
discarica “Vergine”, a breve nuova conferenza di servizi. E in merito
alla
vicenda del sequestro di un pozzo artesiano nelle immediate vicinanze della
discarica “Vergine” di Fragagnano, che avrebbe contaminato la falda del
territorio circostante, siamo in attesa dei riscontri scientifici dell’Arpa
Puglia». A parlare è il consigliere regionale Cosimo Borraccino, presidente
della II Commissione Affari Generali e Personale della Regione Puglia. Una
dichiarazione con la quale l’eponente di Sinistra Italiana ha voluto ribadire
come sulla vicenda non si sia spenta l’attenzione. «Dopo il sequestro per
sospetto inquinamento da idrocarburi - ricorda il consigliere regionale - avevo
sollecitato immediatamente l’intervento dell’assessore regionale all’Ambiente
Santorsola, che celermente si era attivato sul tema da lui ritenuto importante.
L’assessore Santorsola ci ha fornito ampie garanzie a riguardo e ci ha
comunicato che attende l’esito dei rilievi dell’Arpa». Con i dati alla mano,
quindi, si dovrebbe procedere con la convocazione della conferenza di servizi,
in programma entro metà marzo. «Continuerò a vigilare sulla vicenda - conclude
- per evitare il reiterarsi di nuovi casi di inquinamento del territorio
tarantino. L’obiettivo di Sinistra Italiana è quello di traghettare la
definitiva messa in sicurezza della discarica “Vergine”, favorire la sua
bonifica e naturalmente la sua chiusura definitiva»15 febbraio 2017
Discarica, torna la paura «Subito altri accertamenti»
di Lucia J. Iaia, Q Provincia di Taranto, 14 Febbraio 2017
Preoccupazione alle stelle dopo i
sigilli al pozzo contaminato
di sostanze oleose a 60 metri
di profondità, tiene tutti con il
fiato sospeso. Da anni,
quell’area, sia in superficie che
nel sottosuolo, rappresenta l’incubo
peggiore di molti. In primis
dei lizzanesi che, tante volte,
hanno protestato contro la discarica,
vittime dei cattivi odori e
prigionieri, a detta di molti, nelle
loro stesse abitazioni.
Intanto, in attesa di risultati
scientifici, l’accaduto fa discutere
e preoccupa non poco. «Tempo
fa – chiarisce il sindaco di
Lizzano, Dario Macripò – e nello
specifico, durante l’ultimo tavolo
tecnico in Regione sul tema,
avevo offerto due pozzi, uno
pubblico e l’altro privato, con lo
scopo che fossero monitorate le
acque. Purtroppo, quella mia richiesta
è rimasta ignorata. Oggi,
ribadisco nuovamente la nostra
disponibilità, anzi sollecito con
forza, che vengano effettuali dei
prelievi». Il sindaco appare seriamente
preoccupato. «Non abbiamo
ancora dati ufficiali, né notizie
certe che vi sia una connessione
tra l’inquinamento di quel
pozzo sequestrato e la discarica.
Abbiamo però ragione di credere
che così possa essere. Il rischio
che si corre è altissimo. Temiamo
che non sia contaminata solo
la zona in questione, ma l’intera
falda acquifera del nostro territorio.
E’ urgente svolgere delle
analisi appropriate». Naturalmente,
il problema ambientale resta
comunque a monte. «Si, è chiaro
che è inutile riparare una gomma,
se poi la strada è piena di
chiodi. Voglio dire che è indispensabile
procedere, in tempi rapidissimi,
alla bonifica di quella
discarica. Non possiamo tollerare
ulteriori scuse e ritardi».
Anche il presidente di AttivaLizzano,
Angelo Del Vecchio, si
mostra turbato.
«Purtroppo, è accaduto quello
che temevamo e che abbiamo denunciato
all’inizio del mese di
gennaio. Il rischio che sostanze
molto dannose per la salute si
possano immettere nella catena
alimentare esiste. In quella zona,
sono praticate diverse attività
agricole e di pastorizia. Ma c’è
di più. Lizzano è situata lungo la
direttrice della falda acquifera ed
un terzo della popolazione, me
compreso, utilizza l’acqua della
falda».
La richiesta di un intervento
immediato giunge anche da AttivaLizzano
quindi. «Mi rivolgo al
sindaco Macripò, al quale ho anche
inviato una lettera ieri. Intendiamo
conoscere quali misure si
stanno adoperando per scongiurare
il problema. Sollecito il sindaco
anche, ad effettuare analisi in
maniera autonoma, anziché attendere
che lo faccia l’Arpa o altri.
La situazione è critica, anche noi
come associazione stiamo facendo
effettuare delle verifiche di
un pozzo». La preoccupazione
appare comunque politicamente
trasversale. Antonio Clemente
Cavallo, capogruppo consiliare
de “Il Giglio-Insieme per Lizzano”
pretende chiarimenti. «A distanza
di tre anni dal sequestro
della discarica “Vergine”, senza
alcun intervento di bonifica, non
bisogna meravigliarsi se si scopre
che pozzi della zona contengono
sostanze oleose, presumibilmente
assimilabili a percolato.
Mi chiedo dove sono state le istituzioni
politiche nel frattempo?
Il sindaco riferisca in consiglio».
Anche per il Movimento Cinque
Stelle di Lizzano, il timore
che i danni siano più ampi del
previsto appare fondato.
Il problema ambientale, in località
Palombara, come è noto,
non coinvolge solo Lizzano, ma
anche diversi comuni limitrofi.
A San Marzano, il consigliere comunale
Francesco Leo, chiede
“urgentemente al sindaco Giuseppe
Tarantino di intercedere presso
le autorità competenti e pretendere
le medesime analisi nelle
acque dei pozzi che ricadono nei
pressi della discarica”.«“L’inquinamento
della falda, se confermato
– sottolinea Leo - rappresenterebbe
un disastro ambientale immane.
Ed essendo difficile capire
la sua estensione risulterebbe
anche difficile risalire alla reale
portata del disastro e del territorio
interessato. Dobbiamo dare
assoluta priorità a questa problematica,
lo dobbiamo a noi e ai
nostri figli. Chiedo un consiglio
comunale monotematico».
«Vergine», il giallo delle analisi
di Mimmo Mazza, Gazzetta del Mezzogiorno, 13 Febbraio 2017
Il sequestro preventivo di
un pozzo artesiano ubicato in
contrada «Palombara»,
nell’isola amministrativa del
Comune di Taranto, a pochi
chilometri dai centri abitati
di Lizzano, Fragagnano e
Monteparano, proietta
un’ombra pesante sulla discarica
Vergine.
L’impianto per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani
è stato sequestrato dalla Magistratura
nel febbraio del
2014 e praticamente da allora
versa in stato di completo
abbandono, privo anche della
minima attività di manutenzione.
La società Vergine srl
che aveva rilevato la gestione
della società Vergine spa, è in
liquidazione; le fideiussioni
consegnate alla Provincia a
garanzia delle attività di gestione
e - soprattutto - post
gestione sono scadute (una
vicenda denunciata dalla
«Gazzetta» il 4 ottobre del
2015) e l’ordinanza firmata dal
Comune di Taranto alla fine
del 2015 con la quale si imponeva
a gestori e proprietari
di provvedere immediatamente
alla rimozione del percolato
(per una somma di
circa mezzo milione di euro) è
rimasta senza effetti pratici.
La Provincia, dopo aver avviato
la procedura di revoca
dell’Aia per assenza di fideiussioni,
il 15 dicembre
scorso, all’esito delle analisi
eseguite dall’Arpa nel maggio
2016, ha individuato nel gestore
Vergine srl in liquidazione
il responsabile di superamento
delle soglie di contaminazione
delle acque di
falda della discarica Vergine
in contrada Palombara, facendo
partire il procedimento
amministrativo finalizzato alla
emissione dell’ordinanza di
diffida a provvedere all’im -
mediata bonifica.
Un mese fa, però, Arpa Puglia
su incarico della Provincia
ha compiuto una nuova
campagna di monitoraggio
della falda acquifera di località
Palombara, campagna
che ha interessato anche altri
pozzi in aggiunta a quelli spia
della discarica. E tra questi
pozzi, c’è il pozzo artesiano
sequestrato dai Carabinieri
del Noe di Lecce l’altro giorno
in quanto all’interno i tecnici
dell’Arpa hanno rinvenuto
sostanze oleose. Si tratta di
sostanze arrivate nel pozzo,
ubicato poco distante dall’im -
pianto e di proprietà di un
cittadino all’ignaro di tutto,
tramite la discarica oppure si
tratta di un episodio, per
quanto inquietante, che nulla
ha a che vedere con l’assenza
di manutenzione e con le modalità
di gestione della Vergine?
Alla domanda probabilmente
risponderanno i Carabinieri
del Noe. D’altronde
la zona della discarica Vergine
è in tutti i sensi abbandonata
a sé stessa e davvero
nulla si può escludere,
nemmeno che ci sia chi approfitta
della situazione per
compiere sversamenti illegali,
praticamente certo della
impunità.
Anche alla luce dell’ultimo sequestro compiuto dal Noe,
sequestro che inevitabilmente
ha creato allarme nei residenti
nei paesi vicini alla
discarica Vergine, è fondamentale
che gli esiti della
nuova campagna di monitoraggio
compiuta da Arpa Puglia
sino resi noti alle autorità
competenti e pubblici
quanto prima. Il nodo della
Vergine va sciolto, sono passati
ormai 3 anni dal sequestro
ed è evidente a tutti che
un impianto di quelle dimensioni,
attivo complessivamente
per oltre 20 anni se si
considerano i vari lotti, non
può restare in quelle condizioni.
Il fascicolo riguardante il
sequestro del pozzo artesiano
è stato trasmesso dai Carabinieri
del Noe al pm Lanfranco
Marazia, lo stesso magistrato
che assieme al collega
Alessio Coccioli, ha chiesto
e ottenuto il rinvio a giudizio
dei 5 imputati coinvolti
nell’inchiesta sulle emissioni
odorigene della discarica Vergine.
Il 6 marzo inizierà il
processo a carico di Paolo
Ciervo, Mario Petrelli, Pasquale
Moretti e delle società
Vergine spa e Vergine srl. I
reati contestati sono gestione
illecita di rifiuti, getto pericoloso
di cose e violazioni al
testo unico sull’ambiente.
Ancora non noti gli esiti della campagna
di monitoraggio compiuta da Arpa a gennaio
Il sequestro preventivo di
un pozzo artesiano ubicato in
contrada «Palombara»,
nell’isola amministrativa del
Comune di Taranto, a pochi
chilometri dai centri abitati
di Lizzano, Fragagnano e
Monteparano, proietta
un’ombra pesante sulla discarica
Vergine.
L’impianto per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani
è stato sequestrato dalla Magistratura
nel febbraio del
2014 e praticamente da allora
versa in stato di completo
abbandono, privo anche della
minima attività di manutenzione.
La società Vergine srl
che aveva rilevato la gestione
della società Vergine spa, è in
liquidazione; le fideiussioni
consegnate alla Provincia a
garanzia delle attività di gestione
e - soprattutto - post
gestione sono scadute (una
vicenda denunciata dalla
«Gazzetta» il 4 ottobre del
2015) e l’ordinanza firmata dal
Comune di Taranto alla fine
del 2015 con la quale si imponeva
a gestori e proprietari
di provvedere immediatamente
alla rimozione del percolato
(per una somma di
circa mezzo milione di euro) è
rimasta senza effetti pratici.
La Provincia, dopo aver avviato
la procedura di revoca
dell’Aia per assenza di fideiussioni,
il 15 dicembre
scorso, all’esito delle analisi
eseguite dall’Arpa nel maggio
2016, ha individuato nel gestore
Vergine srl in liquidazione
il responsabile di superamento
delle soglie di contaminazione
delle acque di
falda della discarica Vergine
in contrada Palombara, facendo
partire il procedimento
amministrativo finalizzato alla
emissione dell’ordinanza di
diffida a provvedere all’im -
mediata bonifica.
Un mese fa, però, Arpa Puglia
su incarico della Provincia
ha compiuto una nuova
campagna di monitoraggio
della falda acquifera di località
Palombara, campagna
che ha interessato anche altri
pozzi in aggiunta a quelli spia
della discarica. E tra questi
pozzi, c’è il pozzo artesiano
sequestrato dai Carabinieri
del Noe di Lecce l’altro giorno
in quanto all’interno i tecnici
dell’Arpa hanno rinvenuto
sostanze oleose. Si tratta di
sostanze arrivate nel pozzo,
ubicato poco distante dall’im -
pianto e di proprietà di un
cittadino all’ignaro di tutto,
tramite la discarica oppure si
tratta di un episodio, per
quanto inquietante, che nulla
ha a che vedere con l’assenza
di manutenzione e con le modalità
di gestione della Vergine?
Alla domanda probabilmente
risponderanno i Carabinieri
del Noe. D’altronde
la zona della discarica Vergine
è in tutti i sensi abbandonata
a sé stessa e davvero
nulla si può escludere,
nemmeno che ci sia chi approfitta
della situazione per
compiere sversamenti illegali,
praticamente certo della
impunità.
Anche alla luce dell’ultimo sequestro compiuto dal Noe,
sequestro che inevitabilmente
ha creato allarme nei residenti
nei paesi vicini alla
discarica Vergine, è fondamentale
che gli esiti della
nuova campagna di monitoraggio
compiuta da Arpa Puglia
sino resi noti alle autorità
competenti e pubblici
quanto prima. Il nodo della
Vergine va sciolto, sono passati
ormai 3 anni dal sequestro
ed è evidente a tutti che
un impianto di quelle dimensioni,
attivo complessivamente
per oltre 20 anni se si
considerano i vari lotti, non
può restare in quelle condizioni.
Il fascicolo riguardante il
sequestro del pozzo artesiano
è stato trasmesso dai Carabinieri
del Noe al pm Lanfranco
Marazia, lo stesso magistrato
che assieme al collega
Alessio Coccioli, ha chiesto
e ottenuto il rinvio a giudizio
dei 5 imputati coinvolti
nell’inchiesta sulle emissioni
odorigene della discarica Vergine.
Il 6 marzo inizierà il
processo a carico di Paolo
Ciervo, Mario Petrelli, Pasquale
Moretti e delle società
Vergine spa e Vergine srl. I
reati contestati sono gestione
illecita di rifiuti, getto pericoloso
di cose e violazioni al
testo unico sull’ambiente.
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