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10 aprile 2012

Lettera aperta al sindaco


Egregio sig. Sindaco del Comune di Lizzano,

Il nostro Comune da tempo è interessato da interventi di riqualificazione urbana che interessano in particolar modo le aree pubbliche, in cui in modo più o meno indiscriminato vengono abbattuti alberature di alto fusto.

E’ inutile ricordarLe l’importanza degli alberi all’interno dei luoghi costruiti, della loro funzione bio-ecologica e di socializzazione.

Proprio per queste ragioni, è urgente che Lei e l'Amministrazione tutta si assicuri, prima di ogni futuro intervento, di avere la possibilità di rispondere con chiarezza a delle semplici domande, le cui risposte rappresentano sia un diritto per ogni singolo cittadino che un dovere per l'Amministrazione tutta.

1) Nelle scelte e conseguenti delibere del Comune è stato tenuto conto del valore economico di ogni singolo albero?

Ogni albero presente sul territorio comunale è di proprietà del Comune stesso, il che è equivalente a dire che è proprietà di ogni singolo Cittadino.

Se un qualsiasi privato cagionasse un danno ad un albero appartenente al patrimonio comunale, sarebbe immediatamente sottoposto alla sanzione corrispondente alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi, precedentemente al danno stesso.

Quando è invece un'Amministrazione comunale a deliberare l'abbattimento, deve evidentemente dare una giustificazione tecnica del proprio operato, indicando chiaramente in delibera la conseguente diminuzione di valore del Patrimonio Comunale tra le voci di spesa, in modo che la scelta possa essere chiaramente valutabile dal Collegio dei Revisori dei Conti; diversamente qualsiasi Cittadino potrebbe chiedere ragione di questa mancanza attraverso la Corte dei Conti, con conseguente determinazione delle responsabilità.

Indicativamente, alberi come quelli esistenti in Piazza San Nicola hanno un valore economico compreso tra i 3000 e i 5000 euro per singolo esemplare.

Nel catalogo di Tor San Lorenzo [il più grande vivaio d'Italia] del 2006 i Pinus pinea di altezza compresa tra 5 ed i 6 metri vengono 3.408 euro l'uno, naturalmente IVA [al 10%], trasporto ed impianto esclusi.

Ci troviamo quindi di fronte a valori complessivi, per l'intera alberatura, dell'ordine di un centinaio di migliaia di euro.

2) L'abbattimento di un albero è chiaramente giustificato là dove vi fosse pericolo per la pubblica incolumità; tale necessità deve tuttavia sempre essere preceduta da un accurato esame tecnico, svolto da professionisti abilitati (Dottori Agronomi o Forestali, in quanto competenza esclusiva dell'Ordine cui afferiscono) utilizzando le metodologie che più sono accreditate allo scopo, come la VTA ( Visual Tree Assessment), ed approfondendo l'esame, qualora emergessero fattori di rischio, con gli opportuni esami strumentali, quali il Resitograph e l'Arbotom (Tomografia sonica tridimensionale).

Inoltre, i fattori di rischio riscontrati devono essere documentati fotograficamente, sia in fase preliminare, che in fase di abbattimento (carie interne o corteccia inglobata).

Ogni altra metodologia utilizzata, o parere professionale che non utilizzi le succitate metodiche è privo di qualsivoglia valore in sede legale.

3) Naturalmente, una possibile ragione per l'eliminazione di un albero può essere costituita da danni od interferenze ad infrastrutture pubbliche, qualora non siano possibili soluzioni alternative. Il costo delle alternative deve ovviamente essere valutato in confronto con la diminuzione di valore del patrimonio comunale conseguente all'abbattimento (si veda il punto 1, in proposito).

A questo proposito siamo lieti di fornire, in allegato, due relazioni che attestano la metodologia d'intervento da seguire in questi casi, per evitare futuri danni all'asfalto o alle reti idriche fognarie; la prima è del Prof. Francesco Ferrini, il maggior esperto italiano di arboricoltura urbana, nonché professore universitario a Firenze, che la redasse per un caso simile, all'interno della causa giudiziaria che vide conseguentemente coinvolto il Comune di Marina di Campo (LI); la seconda è una dettagliata relazione tecnica del Dott. Valentino TRAVERSA Consulente dello Osservatorio Europeo del Paesaggio membro della Commissione Locale per il Paesaggio dell’Union 3, redatta per il Comune di Nociglia e già posta in essere, che illustra con precisione modalità d'intervento e costi delle sperimentate metodologie che risolvono i conflitti tra alberi ed infrastrutture dell'ambiente urbano.

4) All'interno delle future decisioni di riassetto del paesaggio urbano, riteniamo oramai indispensabile corrispondere alle raccomandazioni e direttive che arrivano dall’U.E. per la gestione partecipata del governo del territorio, in modo partecipato, a partire dalla Convenzione di Århus e alla successiva Convenzione Europea del Paesaggio, ratificate e divenute quindi leggi di nazionali.

I principi ispiratori di questi trattati sono poi stati recepiti in sede regionale, ad esempio, il DRUG,la nuova legge regionale sull’uso e la tutela del territorio (LR 20/2001), i piani di rigenerazione urbana, e tanti, tanti altri esempi che ogni amministrazione dovrebbe conoscere. Le metodologie sono altrettanto note ed utilizzate in qualsiasi Comune, come il processo di Agenda 21 Locale e l’applicazione della procedura EASW, European Awarness Scenario Workshop , di consultazione della popolazione.

Per concludere, noi riteniamo giusto e utile intervenire nei luoghi urbani pubblici, che in quanto pubblici sono di tutti , ma riteniamo indispensabile in quest'ambito, la consultazione diretta dei Cittadini e delle Associazioni.

Riteniamo quindi necessario essere soggetti attivi all’interno di questi processi, ci piacerebbe che la democrazia partecipativa fosse un metodo di normale applicazione per prospettare nuovi scenari che interessano il futuro aspetto del nostro paese.

5 novembre 2011

Le acque reflue, il canale e il mare



Un reportage che racconta la situazione a Marina di Lizzano (TA) dove arrivano a cielo aperto le acque del depuratore di tre comuni. L'arpa dal 2010 ha certificato molti sforamenti circa i livelli di Escherichia Coli consentiti per legge. I cittadini protestano, il comune di Lizzano chiede alla regione di non utilizzare più il canale naturale Li Cupi come recapito finale del depuratore.

8 giugno 2011

Spreco di Acqua a Lizzano: Votiamo SI al Referendum



In tempo di Referendum è un vero autogoal per Aqp e Politicanti (quelli che s'impegnano per il Referendum). Parliamo dello spreco di acqua pubblica delle fontane di Largo Bino e Piazza Matteotti che “perdono” acqua da oltre un mese: Abbiamo fatto un rapido calcolo per conoscere l'entità dello spreco.


  1. Fontana Largo Bino: 205,24 litri/ora che moltiplicati per 24 ore fanno: 4.925,884 litri al giorno.
  2. Fontana Piazza Matteotti : 61,2 litri l'ora che moltiplicati per 24 ore fanno: 1468,8 litri al giorno.


Sommando le due fontane (la terza fontana di Via Mascagni è stata chiusa e sarebbe auspicabile un rispristino) fanno 6.394,70 litri d'acqua sprecata al giorno. Calcolando che è circa un mese che questa storia, segnalata più volte al Comando di Polizia Municipale di Lizzano e alla Direzione di AQP, va avanti, si arriva a 6.394,70 x 30giorni: 191.840,52 litri d'acqua già sprecata.


Ogni giorno che passa sprechiamo 6 tonnellate di acqua. Che dite, le ripariamo queste fontane? Ah, da sapere, quest'acqua la paghiamo noi, Comune di Lizzano.


Una domanda: se io sono il fornitore privato di servizi idrici e il Signor Lizzano spreca 7 tonnellate di acqua al giorno. Chi ci gua
dagna? Chi paga? Chi ci rimette?

Si vota 2 volte SI al referendum anche per questo.

Evento: TUTTI IN BICI PER IL SI




giovedì 9 giugno · 17.30 - 20.30 Lizzano,
raduno piazza IV Novembre, vicino al ca
stello, ORE 18
Vieni in bici in giro per il paese con Attivalizzano e Legambiente e vota SI ai referendum del 12 e 13 giugno per salvaguardare i beni comuni e l'ambiente! Armati di bici, di fischietti e di tutto ciò che ritieni utile per far sentire la nostra voce del SI! Ricordati di indossare una t-shirt bianca e invita più amici che puoi! Ti aspettiamo!!!!!

https://www.facebook.com/event.php?eid=150410621699044


6 giugno 2011

POVERO MARE! POVERI NOI!

Mappa Ostone: identificazione Analisi Attiva Lizzano e Analisi ARPA Taranto




Risultati delle Analisi effettuate da AttivaLizzano il 18 Marzo 2011



Risposta dell'Arpa all'Invio della documentazione



Oggi andremo a fare un ulteriore prelievo di acqua marina alla foce del Canale LiCupi, li renderemo pubblici quanto prima.
Abbiamo già mandato una relazione documentatissima alle Istituzioni di Controllo e Tutela Locali con la preghiera di risolvere questo enerme problema, non abbiamo ancora avuto risposta da nessuno.

Il decreto al quale si deve fare riferimento è il Dlg 116/08:



IPOTESI DI RESPONSABILITA':

  1. Il Depuratore consortile di Lizzano-Fragagnano-San Marzano sito in zona San Vito (Lizzano) non funziona correttamente: in questo caso il Responsabile è L'acquedotto Pugliese.
  2. Il depuratore funziona a norma ma ciò che rende inpraticabile il mare ostone è l'autorizzazione rilasciata per lo scarico delle acque "depurate" nel Canali Li Cupi (canale, ricordiamo, naturale ossia inadatto ad accogliere ulteriori acque; il sovraccarico delle acque, infatti, oltre ad inondare tanti terreni in zona Mosca e Porvica (con danni enormi ai coltivatori Lizzanesi) sta facendo franare dei pozzi; il canale sfocia al mare dopo neanche un Km portando acque contaminate. In questo caso i responsabili sono diversi: Regione-AQP, Enti Locali.
  3. Il Depuratore non funziona bene e lo scarico nel canale è illegittimo.
L'Amministrazione non parla, non si lamenta, non lotta. L'Amministrazione dopo tavoli rotondi, discussioni e comunicati (tutti inefficaci e inutili) si limita a fare da "passa-carte" (le nostre).

Le autorità a cui abbiamo mandato il Dossier:
Sindaco di Lizzano,
Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Dott. Liliana La Sala,
Presidente Regione Puglia Nicola Vendola,
Assessore Regionale Ambiente Nicastro Lorenzo,
Ass. Provinciale Ambiente Michele Conserva, ARPA Taranto,
ASL Ta1,
Prefettura di Taranto,
Capitaneria di Porto.

NON HA RISPOSTA NESSUNO!
Ricordiamo che nell'anno 2010 venne fatta un'Ordinanza Sindacale (n. 51 del 19 Luglio 2010) che Vietava la balneazione nel canale li Cupi; sono passati 11 mesi e la situazione è la stessa, se non peggiorata.
Le parti lese da questa situazione sono: i bagnanti, le attività economiche-commerciali della zona balneare, il Turismo (la case sfitte al mare aumentano), gli agricoltori dei tratti interessati dal canale Li Cupi (chi li paga dei danni che stanno subendo? si dovranno accollare tutto loro?) e l'intera Comunità per l'immagine che Lizzano da di sè.

VI ESORTIAMO A NON BAGNARVI NEL TRATTO INTERESSATO DALLO SCARICO DEL CANALE LI CUPI. L'ACQUA E' PALESEMENTE INQUINATA DA ESCHERICHIA COLI ED ENTEROCOCCHI.
Non dovremmo essere Noi a dirvelo ma purtroppo qui va tutto al contrario.

RENDIAMOGLI GRAZIE e DICIAMOGLI: "SIETE UNA RISORSA". GRAZIE.