12 luglio 2015


Associazione di Volontariato ATTIVA LIZZANO Onlus
Via Canova 9, 74020 Lizzano (TA)
Cod. Fisc.: 90195920732
Iscritta Nel Registro Regionale Delle Organizzazioni Di Volontariato al N° 1574 con Provvedimento N° 907 del 03/08/2012


AL PREFETTO DI TARANTO
Dott. Comm. UMBERTO GUIDATO
                                                                          
AL PRESIDENTE REGIONE PUGLIA
Dott. MICHELE EMILIANO

AL DIRETTORE AREA AMBIENTE REGIONE PUGLIA
Dott. ANTONELLO ANTONICELLI

AL PRESIDENTE PROVINCIA DI TARANTO

ALL’ASSESSORE AMBIENTE PROVINCIA DI TARANTO

AL SINDACO DEL COMUNE DI TARANTO
Dott. IPPAZIO STEFANO

AL SINDACO DEL COMUNE DI LIZZANO
Avv. DARIO MACRIPO’

AL SINDACO DEL COMUNE DI FRAGAGNANO
Sig. LINO ANDRISANO



AL SINDACO DEL COMUNE DI FAGGIANO
Sig. ANTONIO CARDEA

AL SINDACO DEL COMUNE DI MONTEPARANO
Sig. COSIMO BIRARDI

AL SINDACO DEL COMUN E DI ROCCAFORZATA
Avv. MARIA GIOVANNA IACCA


LETTERA APERTA

L’A.I.A., rilasciata dalla Regione Puglia con Determina n. 384 del 19/06/2008, agli impianti di discarica per rifiuti speciali non pericolosi del gestore VERGINE SRL, localizzata nel territorio di Lizzano (TA), è stata revocata  dalla Provincia di Taranto con determina del Dirigente N° 440 del 01/04/2015 per l’assenza totale di garanzie finanziarie.
La vicenda nasce dal susseguirsi   di competenze tra TAR di Lecce, Consiglio di Stato, Ministero dell’Ambiente e Regione Puglia sull’emanazione delle regole per definire l’entità delle garanzie che la Ditta Vergine SRL avrebbe dovuto depositare per i due impianti per rifiuti speciali: Mennole e Palombara, la prima in post chiusura e la seconda in esercizio, anche se dal febbraio 2014, quest’ultima, è sottoposta a sequestro giudiziario.  Alla fine di questo lungo rimbalzarsi di competenze, il Ministero dell’Ambiente ha conferito alla Regione Puglia, in via provvisoria, l’autorità per definire i modi e l’entità delle garanzie a fronte di eventuali danni che l’impianto di discarica per rifiuti speciali non pericolosi avrebbe potuto creare all’ ambiente e alla salute pubblica. E’ a questo punto che la Provincia di Taranto, a fronte di diverse diffide inoltrate al gestore della discarica Vergine, non avendo ottenuto alcuna garanzia, procede alla revoca dell’AIA che ricordiamo dovrebbe scadere naturalmente a settembre del 2016. La cifra richiesta come garanzia si aggirerebbe intorno ai 45.000.000 di euro.
AttivaLizzano si chiede: a questo punto, chi dovrebbe far fronte ad eventuali danni ambientali e/o alla salute pubblica che la discarica Vergine srl potrebbe causare alle popolazioni circostanti, che ricordiamo, distano da essa meno di due chilometri? Eventuali costituzioni di parte civile per risarcimento danni chi dovrà rimborsarli?
La gestione di post chiusura deve durare per non meno di 30 anni dalla chiusura dell’impianto. In tutto questo periodo gli impianti devono essere regolarmente manutenuti, controllati e vigilati. Siamo sicuri che il gestore degli impianti si faccia carico di questi oneri considerato che da oltre un anno la discarica Palombara è sottoposta a sequestro giudiziario (e che non percepisce introiti)? Infatti ci risulta che da qualche mese sia la discarica Mennole (in post produzione) che la discarica Palombara (in esercizio ma sotto sequestro) siano in stato di abbandono totale. Lo stato in cui si trovano le due discariche può ritenersi coerente con il ritorno dei miasmi che spesso invadono il paese da un po’ di mesi a questa parte.  L’Associazione AttivaLizzano chiede  agli enti che hanno rilasciato negli anni scorsi le relative AIA: prima alla discarica Mennole, ora in post chiusura,  e successivamente alla discarica Palombara, di non limitarsi solamente ad aver revocato  la relativa autorizzazione  all’esercizio degli impianti di discarica ma di esercitare uno stretto controllo affinché l’ambiente e le popolazioni circostanti la discarica non subiscano danni di nessun genere e che i risultati dei vari controlli vengano resi pubblici.
E’ importante far presente che la zona (circostante) su cui insistono le due discariche è interessata a ricevere rifiuti da oltre quaranta anni e che prima che entrassero in vigore le norme che regolano la costruzione e la condotta di una discarica, si scaricavano rifiuti di ogni genere sul fondo delle cave dismesse e sulla nuda terra: rifiuti urbani, pericolosi (si temono anche rifiuti radioattivi) e non pericolosi.  Riteniamo che sia assolutamente prioritario (di vitale importanza) che in  tutta la zona vengano effettuati dei carotaggi , che le acque di falda vengano analizzate (con continuità), che venga monitorata in continuo l'aria, che si proceda alla bonifica dei luoghi  (avvelenati) e che venga monitorato lo stato di salute delle popolazioni circostanti le discariche, infatti,  si evidenzia una prevalenza delle malattie sempre superiore ai riferimenti scientifici internazionali,  confermando la problematicità della situazione lizzanese. Tale dato si riscontra anche in malattie rare dovute a gravi alterazioni congenite la cui prevalenza risulta particolarmente preoccupante.

ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

                                                                                  AttivaLizzano

8 luglio 2015

Manovre salva-vita a tutela dell’infanzia


del Q Provincia Taranto, 6 Luglio 2015 
Giornate di formazione per il progetto “Genitori non si nasce”

Quattro giornate di formazione fra giugno e luglio, a Lizzano, sulle manovre salva-vita, accolte con grande entusiasmo e interesse da parte della comunità locale. Si sono svolte nella sede del progetto “Genitori non si nasce”, ideato e coordinato dalla dottoressa Paola Pagano, psicologa e dottore di ricerca in psicologia clinica. Il progetto è promosso da due realtà locali: l’associazione di volontariato AttivaLizzano Onlus e l’associazione di promozione sociale Prospettive di Sviluppo, entrambe con sede a Lizzano. Il progetto è vincitore del bando “PugliaCapitaleSociale. Cittadini attivi, comunità solidali”, emanato dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia. L’associazione AttivaLizzano, costituita nel 2010, opera nella tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente, ha realizzato molteplici iniziative di sensibilizzazione e di promozione della cittadinanza attiva per dare una risposta ai problemi ambientali, a cominciare dalla esalazioni della vicina discarica per rifiuti speciali. L’associazione Prospettive di Sviluppo è attiva in ambito psico-sociale ed è nata nel 2009 vincendo il concorso “Principi Attivi – Giovani Idee per una Puglia Migliore”, dell’assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia. L'esperienza realizzata è stata pubblicata nel libro “I giovani e il futuro. Un’analisi delle culture giovanili tarantine” di Paola Pagano. Il progetto “Genitori non si nasce” è stato avviato a dicembre 2014 per offrire servizi rivolti alle coppie con un figlio nato da poco o in attesa, promuovendo attività orientate allo sviluppo di pratiche di accudimento per la crescita dei bambini. Tra i servizi proposti vi è il “Percorso di formazione e riflessione”, condotto da professionisti ed esperti (psicologi, pediatri, odontoiatri, avvocati, podologi, nutrizionisti, ambientalisti) del territorio. Il percorso ha promosso l’integrazione tra sapere scientifico, conoscenze ambientaliste e patrimonio del contesto sociale in cui i genitori vivono, per migliorare la relazione tra genitori e figli. All'interno di questo percorso, sono state organizzate le quattro serate di formazione sulla manovra salva-vita. L’intento è stato di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione del rischio di inalazione di un corpo estraneo nel bambino e diffondere la conoscenza delle manovre d’emergenza. Sempre più spesso avvengono incidenti tra le mura domestiche o a scuola, che, se non prontamente trattati, degenerano, in brevissimo tempo, in arresto respiratorio al quale segue quello cardiaco. I bambini sono maggiormente esposti al rischio di inalazione per via dell’incompleta maturità della sincronizzazione dei riflessi di coordinazione neuromuscolare delle differenti funzioni delle vie aeree. L’inalazione accidentale di un corpo estraneo nel bambino è spesso conseguenza dell’azione simultanea del parlare o del ridere, mentre mangia o gioca. Il corso si è rivelato immediatamente utile, al di là di ogni immaginazione degli organizzatori. Infatti una partecipante alla terza giornata del corso, la dott.ssa Grazia Arcadio, all'indomani della formazione, si è trovata ad intervenire, presso un asilo nido di Grottaglie, per salvare la vita a un bambino di tredici mesi che stava soffocando. La tempestiva applicazione di tutto ciò che aveva appena appreso, le ha permesso di far espellere il corpo estraneo e, quindi, di evitare il peggio, con somma gioia di tutti i presenti.


1 luglio 2015

Ecomafie, un business da 22 miliardi

di AMDuemila, 30 Giugno 2015
Il rapporto di Legambiente: aumenta corruzione, più illegalità rifiuti e cemento

Il giro di affari delle Ecomafie non sembra conoscere ostacoli: nel 2014 cresce ancora e raggiunge i 22 miliardi di euro, con un incremento di 7 miliardi rispetto all'anno precedente. I reati accertati, nello stesso anno, sono stati 29.293, pari a 80 al giorno, quasi 4 ogni ora, con un aumento delle infrazioni nel settore dei rifiuti (più 26%) e del cemento (più 4,3%) perlopiù "alimentate dalla corruzione". Sono i dati sulle illegalità ambientali forniti dal nuovo rapporto Ecomafia di Legambiente, realizzato grazie al contributo delle forze dell'ordine, tra cui Carabinieri, Forestale, Guardia di finanza, Polizia di Stato, Capitanerie di porto, Agenzia delle dogane e dei monopoli, Polizie provinciali, Direzione Investigativa Antimafia e Direzione nazionale antimafia.
Prima in classifica è la regione Puglia, mentre al centro Italia è il Lazio a battere i record. La Liguria è la prima del nord mentre la Lombardia è in cima per le indagini sulla corruzione. Più della metà (14.736) del totale delle infrazioni è stato registrato nelle ''quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Puglia, Sicilia, Campania e Calabria’’. Si parla di 12.732 denunce, 71 arresti, 5.127 sequestri.

"Il settore più redditizio per le organizzazioni criminali è stato quello agroalimentare'', si legge nel rapporto, per un giro d'affari di 4,3 miliardi (l'anno prima era sui 500 milioni) mentre il racket degli animali colleziona 7.846 reati. Il documento mette in evidenza il calo dei reati in Campania (meno 21%) e un aumento degli illeciti in Puglia (15,4% dei reati accertati, pari a 4.499, 4.159 denunce e 5 arresti). Le inchieste sul traffico organizzato di rifiuti arrivano a 35 nel 2014 (285 dal 2002). In generale, le infrazioni nei rifiuti superano le 7 mila, quasi 20 al giorno. Aumentano anche gli illeciti nel ciclo del cemento: 5.750 reati realizzati soprattutto in Campania e poi in Calabria, Puglia e Lazio. Cala il numero di incendi ma aumenta la superficie boschiva finita in fumo (dai 4,7 mila ettari del 2013 ai 22,4 del 2014). Nel 2014 sono stati 852 i furti d'opere d'arte accertati dalle forze dell'ordine.
Legambiente traccia anche un identikit dei professionisti dell'ecomafia: si va dal trafficante dei rifiuti ai trasportatori e agli industriali fino agli intermediari con le istituzioni o ad alcune ''figure chiave'' tipo ''il politico locale'' e ''il funzionario pubblico''. ''Vogliamo ribadire che la buona politica e un sistema di controlli efficace - è la conclusione del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - sono il miglior antidoto per debellare le ecomafie, ecco perché auspichiamo che nei prossimi mesi sia varata la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, ancora ferma in Parlamento, e si metta mano alla Legge Obiettivo e alla nuova regolamentazione degli appalti'’.
Per Raffele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione “gli appalti pubblici nel settore dell'ambiente sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata''. E i dati confermano: ''sono ben 233 le inchieste ecocriminali in cui la corruzione ha svolto un ruolo cruciale, concluse con l'arresto di 2.529 persone e la denuncia di 2.016, grazie al contributo di 64 procure di 18 regioni. La Lombardia è la prima regione dove il fenomeno corruttivo si è maggiormente diffuso con 31 indagini, seguita subito dopo dalla Sicilia con 28 inchieste, la Campania con 27, il Lazio con 26 e la Calabria con 22''. Secondo Legambiente si tratta di un ''fenomeno nazionale'' che va ''dal Mose di Venezia ad alcuni cantieri dell'Alta velocità, dai Grandi eventi alle ricostruzioni post terremoto, dalla gestione dei rifiuti all'enogastronomia e alle rinnovabili''.


30 giugno 2015

Legambiente: Puglia «regina» per smaltimento illecito dei rifiuti

del La Gazzetta del Mezzogiorno.it, 30 Giugno 2015


BARI – Il giro di affari delle Ecomafie non si ferma: nel 2014 cresce ancora e raggiunge i 22 mld di euro, con un incremento di 7 mld rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno i reati accertati sono stati 29.293, cioè un ritmo di 80 al giorno, quasi 4 ogni ora, con un aumento delle infrazioni nel settore dei rifiuti (più 26%) e del cemento (più 4,3%) perlopiù "alimentate dalla corruzione". Questa la fotografia sull'illegalità ambientale scattata dal nuovo rapporto Ecomafia di Legambiente e presentato oggi a Bari.

La Puglia è in testa alla classifica regionale degli illeciti. Il Lazio è la prima regione del centro Italia, la Liguria la prima del nord mentre la Lombardia è al top per le indagini sulla corruzione. Più della metà (14.736) del totale delle infrazioni si è registrato nelle «quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Puglia, Sicilia, Campania e Calabria»: 12.732 denunce, 71 arresti, 5.127 sequestri. Spiccano i numeri dell’agroalimentare: fattura 4,3 miliardi per 7.985 illeciti; il racket degli animali colleziona 7.846 reati.

SCHIZZANO I CASI DI SMALTIMENTO ILLEGALE DI RIFIUTI
Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia sale al primo posto ed è la regione con il più alto numero di infrazioni accertate, ben 2.081, quasi il 29% di quanto registrato nelle 20 regioni, un numero 4 volte più grande rispetto all’anno scorso (quando si attestavano a quota 469). Record anche per persone denunciate, 2.020, e sequestri effettuati, 1.744. La maggior parte delle infrazioni accertate si concentra nelle province di Bari, 1.641, e Foggia, 184. In Puglia, dal 2002 ad oggi (24 giugno 2015), ci sono state ben 48 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, cioè il 16,8% circa delle inchieste su tutto il territorio nazionale. Inchieste che hanno visto 153 persone arrestate, 222 persone denunciate e 60 aziende coinvolte.


Venendo alle inchieste più importanti, nel 2014 è stata la D.D.A. di Bari a coordinare una maxi operazione contro un traffico organizzato di rifiuti, denominata “Black Land”, eseguita dal NOE di Bari del Comando Carabinieri, dalla DIA di Bari e dal Comando Provinciale Carabinieri di Foggia. L’inchiesta si è concentrata soprattutto nell’area foggiana e ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti su scala nazionale, portando all’arresto di 14 persone, fra cui imprenditori del foggiano e del napoletano. Migliaia di tonnellate di rifiuti speciali non trattati, provenienti da impianti di compostaggio e di stoccaggio, ubicati in Campania, nelle province di Salerno, Caserta e Avellino, venivano smaltiti illecitamente in Puglia, in un enorme voragine ricavata in un terreno agricolo di Ordona, nel foggiano. Particolare attenzione da parte del NOE di Lecce, nell’anno 2014, è stata riposta sul fenomeno dei tombamenti abusivi di rifiuti su tutto il territorio salentino e anche in provincia di Taranto. Numerose le indagini del Corpo Forestale dello Stato che hanno permesso di portare alla luce ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi e non, tombati in diverse località: in una ex cava sita a “Grottelline” in agro di Spinazzola (Ba), nel Torrente Picone, in agro di Sannicandro di Bari, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, e in località Santa Fara nel Comune di Bari, dove è stato trovato anche amianto frantumato. L’operazione “Pozzo senza fondo” del Corpo Forestale dello Stato, nell’ambito di una indagine condotta dalla D.D.A. di Bari, ha portato al sequestro di un maxi frantoio del barese che smaltiva direttamente in falda le acque di vegetazione derivanti dalla lavorazione delle olive, in violazione delle normative ambientali di settore. Invece sono state quasi 1.800 le infrazioni accertate e 37 le discariche sequestrate dalla Guardia di Finanza nell’ambito della tutela ambientale sul territorio pugliese.

«Nel Rapporto Ecomafia 2015 la Puglia conquista la vetta della poco edificante classifica delle illegalità ambientali in Italia, primato raggiunto scalzando quello storico della Campania - dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - Nella nostra regione, infatti, le forze dell’ordine hanno riscontrato ben 4.499 infrazioni, il 15,4% di quanto accertato su tutto il territorio nazionale, denunciato 4.159 persone ed effettuato 2.469 sequestri. In linea col dato regionale, la provincia di Bari risulta essere la più colpita d’Italia per numero complessivo di infrazioni, 2.519, così come non sfigura nemmeno quella foggiana con 802 infrazioni. A questo si aggiunge un altro primato, quello nel ciclo illegale dei rifiuti con ben 2.081 infrazioni accertate, mentre l’abusivismo edilizio e i reati contro la fauna non accennano a diminuire. Una scalata ai vertici da parte della Puglia che si spiega con il capillare lavoro di monitoraggio e controllo svolto in tutta la regione dalle forze dell’ordine (in particolare Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri), coordinate operativamente da diversi anni grazie a un Accordo Quadro promosso e finanziato dalla Regione e che si avvale delle competenze scientifiche di Cnr e Arpa Puglia. Un lavoro di squadra che sta dando i suoi risultati (dal 2007 ad oggi sono state ben 3.154 le discariche sequestrate), dimostrando il valore di una buona pratica di sinergia nel contrasto ai crimini ambientali, reso peraltro necessario dal livello di aggressione, che si potrebbe estendere a livello nazionale».

LE DISCARICHE DI RIFIUTI E L’IMPATTO SULLA SALUTE

Comunicato stampa sull’incontro del 14 maggio 2015 a Lizzano


In occasione del 5° anniversario della fondazione di AttivaLizzano onlus, associazione di volontariato per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute, i soci hanno pensato di festeggiare insieme ai cittadini, organizzando un evento nell’ambito del progetto in corso “Genitori non si nasce…”, vincitore del bando “Puglia Capitale Sociale. Cittadini Attivi, Comunità solidali” emanato dall’Assessorato al Welfare della Regione Puglia.
L’evento è organizzato in collabolazione con l’associazione Prospettive di Sviluppo, anch’essa di Lizzano e attiva in campo psico-socio-sanitario, partner nella realizzazione del progetto, e con l’ISDE (International Society of Doctors for Enviroment), associazione di medici impegnati per la salvaguardia dell’ambiente, con sede in Italia ad Arezzo e internazionale a Basilea (Svizzera). È l’unica al mondo nel suo genere, riconosciuta dalle Nazioni Unite e dall’OMS.
Si tratta di un incontro sul tema: “Le discariche di rifiuti e l’impatto sulla salute” che si svolgerà giovedì 14 maggio 2015 alle ore 18,30 presso l’ex Frantoio Mandurino, in via Fontanelle a Lizzano (nei pressi di piazza Plebiscito, accanto al Castello). L’incontro rappresenta una tappa importante nella storia di AttivaLizzano, che si è sempre caratterizzata per l’impegno constante nella sensibilizzazione sulle problematiche legate all’ambiente e alla salute collettiva, con particolare attenzione per quella dei bambini, maggiormente esposti agli inquinanti ambientali, prodotti dalle discariche.
A tal proposito, occorre ricordare che AttivaLizzano è nata dall’aggregazione spontanea di alcuni cittadini per contrastare “la puzza”, sempre presente a Lizzano per via delle emissioni odorigene della vicinissima discarica, attualmente sotto sequestro della magistratura.
In questa serata, grazie all’impegno dei medici dell’ISDE, si informeranno i cittadini, con particolare riguardo ai genitori, e i rappresentanti delle Istituzioni sui rischi per la salute pubblica connessi alla presenza delle discariche.

Questo tema con le sue ripercussioni sulla crescita sana dei bambini è una delle questioni che sta maggiormente a cuore ai genitori, impegnati nel percorso di formazione e riflessione, attivato nell’ambito del progetto.
La serata sarà introdotta dalla psicologa Paola Pagano, responsabile scientifico del progetto “Genitori non si nasce...”. A seguire, interverranno: il presidente di AttivaLizzano Angelo Del Vecchio, il referente ISDE per la Puglia Dott. Agostino Di Ciaula, l’oculista e medico ISDE Maria Grazia Serra e la pediatra e medico ISDE Antonietta D’Oria.
Al termine ci sarà un dibattito con cittadini, comitati ed associazioni.      
                                                                                                                           ATTIVALIZZANO




1 marzo 2015

Speciale Ecologia e Riciclo

del Q Provincia Taranto, 26 Febbraio 2015
Le politiche ambientali secondo l’Unione Europea

Nel corso degli ultimi decenni i problemi legati all’inquinamento, al deterioramento delle risorse naturali e alla salute dei lavoratori hanno acquistato un’importanza sempre crescente. Tutto questo ha prodotto un’intensificazione delle iniziative di politica ambientale e socio-sanitaria, sia a livello nazionale che internazionale al fine di perseguire il cosiddetto sviluppo sostenibile, ossia uno sviluppo tecnologico e produttivo in grado di garantire una buona qualità della vita ed il rispetto per le generazioni future. La crescita della popolazione mondiale, l’aumento dell’urbanizzazione, l’incremento degli standard di vita e il rapido sviluppo della tecnologia hanno contribuito all’aumento della quantità e delle tipologie di rifiuti prodotti dalle industrie, dalle abitazioni e da altre attività. La Commissione Europea ha proposto un nuovo programma di azione per l’ambiente: “The Sixth Environment Action Programme of the European Community 2001-2010”. Questa proposta contiene una nuova ed ambiziosa strategia ambientale che definisce le aree prioritarie di intervento per i prossimi cinque – dieci anni. Il programma “Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” ruota attorno a quattro aspetti fondamentali: cambiamento climatico, ambiente e salute, natura e biodiversità, gestione delle risorse naturali. Inoltre evidenzia l’importanza di nuove forme di partecipazione di cittadini e imprese. All’interno della quarta priorità sulla gestione delle risorse naturali si trova un riferimento importante al ricorso al riciclo dei rifiuti; uno degli aspetti più problematici della politica ambientale dell’UE, infatti, è l’inesorabile accumulo di rifiuti; il programma «Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta» propone di sganciare la generazione di rifiuti dalla crescita economica, ad esempio ponendo maggiore enfasi sul riciclo e sulla prevenzione della generazione di rifiuti, da perseguire fra l’altro mediante una politica integrata dei prodotti. Ulteriori proposte si riferiscono a flussi specifici di rifiuti, come fanghi e rifiuti biodegradabili. Un uso più efficiente delle risorse sarà il leitmotiv della strategia tematica sul consumo sostenibile delle risorse altro settore in cui il Sesto programma di azione ambientale segnerà una svolta. La Commissione ritiene che in questo come in altri settori la fissazione di elevati obiettivi ambientali non comprometterà, anzi promuoverà, la competitività dell’industria europea. Spiega il Commissario Wallström: «Sarà vantaggiosa per l’industria, grazie a costi minori e a nuovi mercati, per i consumatori, che avranno meno rifiuti da smaltire, e naturalmente per l’ambiente».

Gestione e trasformazione dei materiali di plastica

I rifiuti possono essere gestiti in maniera ecologica, sostenibile e produttiva, al fine di creare un indotto economico nazionale e di garantire possibilità occupazionali. Il processo di riciclo della plastica deve risultare il più possibile virtuoso. Quando i rifiuti di plastica post-consumo vengono valorizzati al 100%, siamo di fronte ad un processo che porta ad una elevata percentuale di riutilizzo del materiale riciclato e alla trasformazione degli scarti non riciclabili restanti. In un ciclo virtuoso, il 75% dei rifiuti di plastica da imballaggi viene riciclato e trasformato dapprima in materia prima-seconda ed in seguito in un nuovo manufatto. Il rimanente 25% risulta costituito dagli scarti eterogenei degli imballaggi, che non sono più riciclabili. Vengono dunque trasformati in CSS. Si tratta di combustibile solido secondario, che viene impiegato nei cementifici in sostituzione del carbone. I rifiuti vengono trasportati dapprima verso i centri di raccolta regionali e in seguito agli stabilimenti per il riciclo. Viene valutata la qualità del materiale da consegnare per la trasformazione. Gli imballaggi - ad esempio bottiglie di plastica, shopper e flaconi del detersivo - vengono inseriti in un impianto di suddivisione e selezionamento. I rifiuti vengono preparati per il successivo processo di riciclo, previa suddivisione per tipo di polimero e per colore. Le bottiglie di plastica vengono lavate in acqua calda per eliminare etichette e eventuali residui di sporcizia. I flaconi di detersivo vengono sottoposti a processi meccanici di eliminazione dei materiali indesiderati. Il materiale consegnato, selezionato e preparato viene inviato al riciclo. Grazie al riciclo si ottiene il materiale finale, o materia prima-seconda. Si tratta di scaglie, granuli e geo-membrana bugnata. Dalle bottiglie di plastica si ottengono scaglie in PET adatte per la produzione di lastre, contenitori, prodotti per l’edilizia, per le auto o per il settore tessile, ma anche per ottenere nuove bottiglie d’acqua. Dai flaconi di detersivo si ricavano granuli destinati alla produzione di tubi e geo-membrana bugnata. Dagli shopper e dagli imballaggi filmati hanno origine scaglie e granuli utilizzati per produrre vasi per fiori, manufatti per l’arredo urbano, nuovi sacchetti e materiali per l’edilizia, come canaline, distanziatori e guaine bituminose.

La seconda vita dei materiali ferrosi


I rifiuti possono essere gestiti in maniera ecologica, sostenibile e produttiva, al fine di creare un indotto economico nazionale e di garantire possibilità occupazionali. Il processo di riciclo della plastica deve risultare il più possibile virtuoso. Quando i rifiuti di plastica post-consumo vengono valorizzati al 100%, siamo di fronte ad un processo che porta ad una elevata percentuale di riutilizzo del materiale riciclato e alla trasformazione degli scarti non riciclabili restanti. In un ciclo virtuoso, il 75% dei wrifiuti di plastica da imballaggi viene riciclato e trasformato dapprima in materia prima-seconda ed in seguito in un nuovo manufatto. Il rimanente 25% risulta costituito dagli scarti eterogenei degli imballaggi, che non sono più riciclabili. Vengono dunque trasformati in CSS. Si tratta di combustibile solido secondario, che viene impiegato nei cementifici in sostituzione del carbone. I rifiuti vengono trasportati dapprima verso i centri di raccolta regionali e in seguito agli stabilimenti per il riciclo. Viene valutata la qualità del materiale da consegnare per la trasformazione. Gli imballaggi - ad esempio bottiglie di plastica, shopper e flaconi del detersivo - vengono inseriti in un impianto di suddivisione e selezionamento. I rifiuti vengono preparati per il successivo processo di riciclo, previa suddivisione per tipo di polimero e per colore. Le bottiglie di plastica vengono lavate in acqua calda per eliminare etichette e eventuali residui di sporcizia. I flaconi di detersivo vengono sottoposti a processi meccanici di eliminazione dei materiali indesiderati. Il materiale consegnato, selezionato e preparato viene inviato al riciclo. Grazie al riciclo si ottiene il materiale finale, o materia prima-seconda. Si tratta di scaglie, granuli e geo-membrana bugnata. Dalle bottiglie di plastica si ottengono scaglie in PET adatte per la produzione di lastre, contenitori, prodotti per l’edilizia, per le auto o per il settore tessile, ma anche per ottenere nuove bottiglie d’acqua. Dai flaconi di detersivo si ricavano granuli destinati alla produzione di tubi e geo membrana bugnata. Dagli shopper e dagli imballaggi filmati hanno origine scaglie e granuli utilizzati per produrre vasi per fiori, manufatti per l’arredo urbano, nuovi sacchetti e materiali per l’edilizia, come canaline, distanziatori e guaine bituminose

L’ecologista Carrieri segnala una discarica «Nessuno interviene»

del Q Provincia Taranto, 27 Febbraio 2015


Discarica a cielo aperto a pochi passi dal centro di Torricella. La presenza della discarica, è stata già segnalata al sindaco di Torricella tre mesi fa dal responsabile della Cpa Ambiente, Mimmo Carrieri; fino ad oggi, però, nessuno è intervenuto. L’area interessata dal degrado ambientale e dall’inquinamento è in gran parte ricoperta da erbacce infestanti che favoriscono il proliferare di topi, animali striscianti e insetti di varia natura. Peraltro, presenta ammassi di tonnellate di inerti di costruzioni, eternit, tubi in plastica e tondini in ferro in parte interrati in un’ampia area spianata dalla quale emergono pericolosamente. «Ciò che è davvero inverosimile – dice Carrieri – che, malgrado la vicinanza dal centro abitato, tutti fanno finta di non avere visto nulla e, all’insegna della “tradizionale” omertà, nessuno denuncia». Con aria indignata, l’ecologista ricorda che in più di qualche circostanza ha sottolineato che, la difesa dell’ambiente non ha bisogno solo degli interventi degli Enti pubblici, in questo caso non intervenuti. Ma ha bisogno soprattutto di senso civico da parte di ogni cittadino che sia pure nei limiti delle proprie possibilità, deve concorrere a questo sforzo comune affinché il comportamento responsabile di ciascuno possa dare immancabilmente i suoi frutti.

Isola ecologica: finanziamento della Regione per attuarla

di Lucia J. IAIA, Q Provincia Taranto, 26 Febbraio 2015

Duecentocinquantamila euro, è la cifra che il comune di Lizzano ha ottenuto, grazie ad un finanziamento regionale, per la realizzazione dell'isola ecologica. «Lo scorso anno – chiarisce il sindaco Dario Macripò – abbiamo avanzato la richiesta ed oggi, siamo veramente soddisfatti di questo risultato. Si tra certamente di un'opera importante per dare ulteriore slancio alla raccolta differenziata dei rifiuti sul nostro territorio». Il sindaco Macripò, alle prese da tempo con il problema connesso alla raccolta dei rifiuti, appare ottimista. “La realizzazione dell’isola ecologica contribuirà non solo all’innalzamento delle percentuali della raccolta differenziata dei rifiuti, oggi al 38%, ma sarà un modo per premiare con incentivi economici i cittadini virtuosi che vedranno così abbattuti i costi della tari.” Macripò dunque, difende il proprio operato. «Ci siamo attivati per cercare di intercettare delle somme e, come sempre in silenzio, abbiamo lavorato per il bene della comunità». Per quanto riguarda i tempi di realizzazione dell’opera, così come stabilito dalla regione Puglia, non dovranno essere lunghi. «Le opere saranno realizzate e collaudate entro l’anno 2015, pena la revoca del finanziamento. Già in questi giorni – dice Macripò – l’ufficio tecnico del Comune si adopererà per l’avvio dell’iter amministrativo. La realizzazione dell’isola ecologica per noi rappresenta una delle priorità fondamentali. Finalmente, il nostro paese avrà un luogo moderno ed innovativo dove poter conferire i rifiuti». D'altro canto, le opposizioni solo alcuni giorni fa, si sono recate dal prefetto per evidenziare la complessa situazione della raccolta differenziata a Lizzano. «Vi è un disservizio connesso alla mancata raccolta dei rifiuti urbani – denunciano i consiglieri di minoranza – si tratta di un'emergenza che dura ormai da diversi mesi, sfociata in un'azione clamorosa di qualche settimana fa, con il deposito di diversi sacchetti di rifiuti vicino al portone d'ingresso della casa municipale. I cittadini lizzanesi sono stanchi di depositare i rifiuti della raccolta differenziata vicino alle loro porte ed assistere, quasi quotidianamente, alla mancata raccolta degli stessi. Risultato? Strade e piazze piene di rifiuti di ogni genere, invasione delle campagne e della marina di tali prodotti, pericolo per la salute pubblica dei cittadini». Ed anche sulla realizzazione dell'isola ecologica, i consiglieri di minoranza si sono mostrati preoccupati. «Addirittura, è sorprendente che la stessa ditta inadempiente si prenda il lusso di citare in giudizio il Comune, chiedendo oltre un milione e trecentomila euro per la mancata realizzazione dell'isola ecologica».


26 febbraio 2015

Speciale Ecologia e Riciclo

del Q Provincia Taranto, 26 Febbraio 2015
    Le politiche ambientali secondo l’Unione Europea

Nel corso degli ultimi decenni i problemi legati all’inquinamento, al deterioramento delle risorse naturali e alla salute dei lavoratori hanno acquistato un’importanza sempre crescente. Tutto questo ha prodotto un’intensificazione delle iniziative di politica ambientale e socio-sanitaria, sia a livello nazionale che internazionale al fine di perseguire il cosiddetto sviluppo sostenibile, ossia uno sviluppo tecnologico e produttivo in grado di garantire una buona qualità della vita ed il rispetto per le generazioni future. La crescita della popolazione mondiale, l’aumento dell’urbanizzazione, l’incremento degli standard di vita e il rapido sviluppo della tecnologia hanno contribuito all’aumento della quantità e delle tipologie di rifiuti prodotti dalle industrie, dalle abitazioni e da altre attività. La Commissione Europea ha proposto un nuovo programma di azione per l’ambiente: “The Sixth Environment Action Programme of the European Community 2001-2010”. Questa proposta contiene una nuova ed ambiziosa strategia ambientale che definisce le aree prioritarie di intervento per i prossimi cinque – dieci anni. Il programma “Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” ruota attorno a quattro aspetti fondamentali: cambiamento climatico, ambiente e salute, natura e biodiversità, gestione delle risorse naturali. Inoltre evidenzia l’importanza di nuove forme di partecipazione di cittadini e imprese. All’interno della quarta priorità sulla gestione delle risorse naturali si trova un riferimento importante al ricorso al riciclo dei rifiuti; uno degli aspetti più problematici della politica ambientale dell’UE, infatti, è l’inesorabile accumulo di rifiuti; il programma «Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta» propone di sganciare la generazione di rifiuti dalla crescita economica, ad esempio ponendo maggiore enfasi sul riciclo e sulla prevenzione della generazione di rifiuti, da perseguire fra l’altro mediante una politica integrata dei prodotti. Ulteriori proposte si riferiscono a flussi specifici di rifiuti, come fanghi e rifiuti biodegradabili. Un uso più efficiente delle risorse sarà il leitmotiv della strategia tematica sul consumo sostenibile delle risorse altro settore in cui il Sesto programma di azione ambientale segnerà una svolta. La Commissione ritiene che in questo come in altri settori la fissazione di elevati obiettivi ambientali non comprometterà, anzi promuoverà, la competitività dell’industria europea. Spiega il Commissario Wallström: «Sarà vantaggiosa per l’industria, grazie a costi minori e a nuovi mercati, per i consumatori, che avranno meno rifiuti da smaltire, e naturalmente per l’ambiente».

·         Gestione e trasformazione dei materiali di plastica

I rifiuti possono essere gestiti in maniera ecologica, sostenibile e produttiva, al fine di creare un indotto economico nazionale e di garantire possibilità occupazionali. Il processo di riciclo della plastica deve risultare il più possibile virtuoso. Quando i rifiuti di plastica post-consumo vengono valorizzati al 100%, siamo di fronte ad un processo che porta ad una elevata percentuale di riutilizzo del materiale riciclato e alla trasformazione degli scarti non riciclabili restanti. In un ciclo virtuoso, il 75% dei rifiuti di plastica da imballaggi viene riciclato e trasformato dapprima in materia prima-seconda ed in seguito in un nuovo manufatto. Il rimanente 25% risulta costituito dagli scarti eterogenei degli imballaggi, che non sono più riciclabili. Vengono dunque trasformati in CSS. Si tratta di combustibile solido secondario, che viene impiegato nei cementifici in sostituzione del carbone. I rifiuti vengono trasportati dapprima verso i centri di raccolta regionali e in seguito agli stabilimenti per il riciclo. Viene valutata la qualità del materiale da consegnare per la trasformazione. Gli imballaggi - ad esempio bottiglie di plastica, shopper e flaconi del detersivo - vengono inseriti in un impianto di suddivisione e selezionamento. I rifiuti vengono preparati per il successivo processo di riciclo, previa suddivisione per tipo di polimero e per colore. Le bottiglie di plastica vengono lavate in acqua calda per eliminare etichette e eventuali residui di sporcizia. I flaconi di detersivo vengono sottoposti a processi meccanici di eliminazione dei materiali indesiderati. Il materiale consegnato, selezionato e preparato viene inviato al riciclo. Grazie al riciclo si ottiene il materiale finale, o materia prima-seconda. Si tratta di scaglie, granuli e geo-membrana bugnata. Dalle bottiglie di plastica si ottengono scaglie in PET adatte per la produzione di lastre, contenitori, prodotti per l’edilizia, per le auto o per il settore tessile, ma anche per ottenere nuove bottiglie d’acqua. Dai flaconi di detersivo si ricavano granuli destinati alla produzione di tubi e geo-membrana bugnata. Dagli shopper e dagli imballaggi filmati hanno origine scaglie e granuli utilizzati per produrre vasi per fiori, manufatti per l’arredo urbano, nuovi sacchetti e materiali per l’edilizia, come canaline, distanziatori e guaine bituminose.

·         La seconda vita dei materiali ferrosi


I rifiuti possono essere gestiti in maniera ecologica, sostenibile e produttiva, al fine di creare un indotto economico nazionale e di garantire possibilità occupazionali. Il processo di riciclo della plastica deve risultare il più possibile virtuoso. Quando i rifiuti di plastica post-consumo vengono valorizzati al 100%, siamo di fronte ad un processo che porta ad una elevata percentuale di riutilizzo del materiale riciclato e alla trasformazione degli scarti non riciclabili restanti. In un ciclo virtuoso, il 75% dei wrifiuti di plastica da imballaggi viene riciclato e trasformato dapprima in materia prima-seconda ed in seguito in un nuovo manufatto. Il rimanente 25% risulta costituito dagli scarti eterogenei degli imballaggi, che non sono più riciclabili. Vengono dunque trasformati in CSS. Si tratta di combustibile solido secondario, che viene impiegato nei cementifici in sostituzione del carbone. I rifiuti vengono trasportati dapprima verso i centri di raccolta regionali e in seguito agli stabilimenti per il riciclo. Viene valutata la qualità del materiale da consegnare per la trasformazione. Gli imballaggi - ad esempio bottiglie di plastica, shopper e flaconi del detersivo - vengono inseriti in un impianto di suddivisione e selezionamento. I rifiuti vengono preparati per il successivo processo di riciclo, previa suddivisione per tipo di polimero e per colore. Le bottiglie di plastica vengono lavate in acqua calda per eliminare etichette e eventuali residui di sporcizia. I flaconi di detersivo vengono sottoposti a processi meccanici di eliminazione dei materiali indesiderati. Il materiale consegnato, selezionato e preparato viene inviato al riciclo. Grazie al riciclo si ottiene il materiale finale, o materia prima-seconda. Si tratta di scaglie, granuli e geo-membrana bugnata. Dalle bottiglie di plastica si ottengono scaglie in PET adatte per la produzione di lastre, contenitori, prodotti per l’edilizia, per le auto o per il settore tessile, ma anche per ottenere nuove bottiglie d’acqua. Dai flaconi di detersivo si ricavano granuli destinati alla produzione di tubi e geo membrana bugnata. Dagli shopper e dagli imballaggi filmati hanno origine scaglie e granuli utilizzati per produrre vasi per fiori, manufatti per l’arredo urbano, nuovi sacchetti e materiali per l’edilizia, come canaline, distanziatori e guaine bituminose

15 gennaio 2015





ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TARANTO

OGGETTO: DENUNCIA PRESENZA DI RIFIUTI DI VARIO GENERE, ANCHE SPECIALI, NEI PRESSI DEL CIMITERO COMUNALE DI LIZZANO (TA).


Il sottoscritto Angelo DEL VECCHIO, nato a Manfredonia (FG) il 20/08/1949, in qualità di Presidente dell'Associazione AttivaLizzano, con sede in Via Canova 9 a Lizzano (TA), espone quanto segue:

il 09/01/2015 mi giungeva una segnalazione da un socio della nostra organizzazione AttivaLizzano indicandomi, con alcune foto, che nella zona antistante al Cimitero Comunale, ignoti versano rifiuti di vario genere, tanto da colmare grandi estensioni di terreno.
Dal momento che non può esserci alcuna autorizzazione all’abbandono di rifiuti sul suolo pubblico, mi sono recato nella zona indicata e ho constatato che appare come una discarica con vari scarti edilizi, amianto, copertoni, pilastri di cemento, ecc.
Addentrandomi nella zona, ho notato che era presente anche una vasca in cemento, in costruzione, scavata nel terreno, profonda circa 4 metri, completamente scoperta e quindi estremamente pericolosa per chiunque sia di passaggio e, in particolare, per i bambini che potrebbero trovarsi in quella zona per un motivo qualsiasi.

Per quanto sopra esposto, sporgo formale denuncia contro ignoti per il reato di cui all’art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e di qualsiasi altro reato che si possa configurare da quanto su esposto e chiedo l'intervento delle Autorità competenti al fine di salvaguardare il diritto alla salute, ex art. 32 Costituzione, della collettività lizzanese e di chiunque si avvicini nella zona in parola.

Infine chiedo di essere informato sugli esiti della presente ai sensi dell'art. 408 comma II c.p.p.

Si allega documentazione fotografica consistente in 11 foto.

Lizzano,


                                                               Il Presidente AttivaLizzano