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18 febbraio 2013

Emergenza discariche

Emergenza discariche tarantine, Nicastro: «Intervengano organi di controllo»

“In ordine alle discariche della provincia di Taranto la Regione ha ricevuto dall'amministrazione provinciale ionica la richiesta di riesame delle Autorizzazioni Integrale Ambientali in ragione dei fenomeni odorigeni degli ultimi giorni. Ferma restando l'assoluta disponibilità a prendere in esame le segnalazioni e i rilievi tecnici sulla base dei quali è possibile riaprire i procedimenti autorizzativi mettendosi al riparo da ricorsi e contenziosi, va però detto che, come è facile intuire, questi procedimenti avranno dei tempi che certamente non permettono di tamponare le emergenze riportate dalla stampa”. A dichiararlo è l'assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro.

 “In ordine alle emergenze credo che l’unico intervento possibile sia quello degli organi di controllo deputati e degli organi di polizia giudiziaria (o amministrativa) che procedano, sulla base di accertate violazioni, anche ad operazioni di sequestro cautelativo, laddove si ritenga. In capo alla Regione – prosegue Nicastro – è il compito di rilasciare le autorizzazioni sulla base dei riscontro. Agli organi di polizia amministrativa e giudiziaria, anche presso gli enti locali, il compito di mettere al riparo la cittadinanza dai rischi rinvenienti da eventuali violazioni di norme penali o amministrative”.

 http://www.inchiostroverde.it

13 novembre 2011

Dopo il sequestro, esigiamo i carotaggi




Di recente, il 10 ottobre 2011, noi di AttivaLizano avevamo nuovamente ribadito la necessità e l'urgenza di controlli da parte delle istituzioni competenti sui rifiuti che stavano arrivando alla discarica Vergine, per la possibile presenza di diossine, furani, pcb e pop (inquinanti organici persistenti). In quel momento i controlli apparivano più che mai necessari per via del decreto con cui il Governo centrale aveva autorizzato i gestori della discarica a trattare direttamente il traffico dei rifiuti con la Campania e a seguito della diffida, emanata dalla Regione Puglia nei confronti della discariche tarantine, ad accogliere i rifiuti campani.

Qualche giorno fa, il 7 novembre 2011, apprendiamo dalla stampa che i carabinieri del Noe Lecce, coadiuvati dal Comando della Polizia Provinciale di Taranto, al termine dell'attività ispettiva, hanno apposto i sigilli alla discarica per rifiuti speciali gestita dalla Vergine S.p.A. sita in località Palombara. I sigilli sono scattati, su provvedimento emesso dal Procuratore della Repubblica aggiunto, Pietro Argentino, del Tribunale di Taranto. Al rappresentante legale della società Vergine S.r.l., proprietaria della discarica controllata, è stato notificato il decreto di sequestro preventivo emesso dal Pubblico Ministero per motivi di urgenza a seguito di una serie di accertamenti finalizzati alla verifica dei requisiti previsti dalla legge. La discarica sequestrata è stata affidata in custodia amministrativa a Nicola Bruni con il compito, anche, di proseguire l'attività nel rispetto delle autorizzazioni e salvaguardare l'attività dei lavoratori occupati presso la discarica.

Soltanto nel corso dell’ultimo anno questo risulta già il terzo controllo che rileva anomalie nella gestione della discarica. Ricordiamo che l’11 gennaio 2011 un controllo dell’Arpa e della Polizia Provinciale ha rilevato la lacerazione di alcuni sacchi e la presenza di dreno di rifiuti tossico-nocivi, precedentemente abbancati e lasciati scoperti. Il dreno, non autorizzato, era di notevoli dimensioni 10 mt x 15 mt x 4mt di altezza per il quale sono stati rimossi circa 600m3, corrispondenti a circa 100 autocompattatori). Qualche mese prima, il 4 ottobre 2010 la Regione Puglia aveva formalmente invitato i gestori ad adottare ogni opportuno accorgimento finalizzato alla corretta gestione dell'impianto per scongiurare ogni possibile pregiudizio alle matrici ambientali e per minimizzare i disagi derivanti dagli impatti odorigeni dopo il sopralluogo del 2 ottobre 2010 in cui l’Arpa aveva riscontrato la presenza di rifiuti scoperti.

Alla luce di questo ennesimo evento giudiziario che coinvolge la discarica Vergine spa, esigiamo tutti i controlli necessari a verificare lo stato del territorio della stessa con carotaggi nelle vasche attive e in quelle dismesse, al fine di valutare correttamente lo stato delle impermeabilizzazioni e la composizione di tutto ciò che è stato ed è conferito; chiediamo le analisi del percolato a spese dei gestori della discarica e togliere ogni dubbio sulla non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del Dlgs. 36/2003; reclamiamo le analisi delle acque delle falde acquifere e i monitoraggi costanti sulle emissioni gassose.

Non va dimenticato che la storia, anche recente, della discarica Vergine spa annovera almeno tre inchieste in parte già concluse con l’accertamento di illeciti da parte della ditta. Questo fa temere una prosecuzione di tali condotte illegali.
Nel 2003, la discarica Vergine “Mennole” e la Ecolevante di Grottaglie sono state coinvolte nell'inchiesta giudiziaria “El Dorado” che ha accertato un traffico illegale di rifiuti tra la Campania, la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Puglia, destinazione finale delle balle di immondizia. Il sistema messo in piedi prevedeva complessi viaggi di carichi di rifiuti urbani di ogni tipo che dalla Campania venivano miscelati in Lombardia con rifiuti tossici e terre di
spazzatura delle strade milanesi e altri materiali per passare illecitamente come rifiuti industriali non pericolosi.

Nel Febbraio 2010, le discariche della ditta Vergine sono coinvolte nell'inchiesta, giudiziaria “Spiderman”, insieme alla discarica Cerratina di Lanciano. Nell’ambito di questa inchiesta sono state 8 le persone arrestate e 22 quelle indagate per smaltimento irregolare di rifiuti speciali. I rifiuti venivano conferiti nelle discariche, senza essere trattati, falsificando analisi e documenti con l’ausilio di chimici e dipendenti conniventi. I rifiuti in questione erano vernici, residui di lavorazioni industriali e stracci intrisi di sostanze chimiche.

Nel Giugno 2010 la discarica Vergine è coinvolta nell’inchiesta “Ragnatela” della procura di Napoli e poi di Macerata. L’inchiesta riguarda un traffico di rifiuti pericolosi, compresi scarti e fanghi della raffineria di Gela, che secondo gli investigatori sarebbero stati smaltiti illegalmente fra il 2005 e il 2009, accompagnati da formulari e certificati falsificati; gli scarti, provenienti in genere dal centro-sud (anche da aziende multiservizi di Roma e Colleferro) erano diretti in discariche di diverse regioni d'Italia tra le quali la discarica Vergine di Lizzano, per essere smaltiti dopo essere transitati nell'impianto di Corridonia per un trattamento che, in realtà, non veniva mai effettuato.

Facciamo appello alla coscienza umana ed etica di quanti sono istituzionalmente preposti al controllo e al giudizio su questo problema, chiediamo di non dimenticare che gli illeciti in questo campo hanno una ricaduta drammatica sulla collettività mettendo seriamente in pericolo la salute delle comunità che risiedono nelle zone limitrofe alla discarica, come quella di Lizzano e compromettendo definitivamente lo sviluppo futuro del territorio. Gli interessi dei cittadini si possono difendere soltanto garantendo controlli scrupolosi e frequenti a salvaguardia della salute e del territorio.

Il nostro unico augurio è che il nostro piccolo paese possa avere nel turismo e nell’agricoltura la speranza di un progresso economico, e che lo sviluppo, già compromesso dalla discarica, non completamente negato con un ampliamento della stessa che già è annoverata fra le più grandi
d’Europa.

ASSOCIAZIONE ATTIVALIZZANO

6 novembre 2011

RIFIUTI TOP SECRET


Negli ultimi giorni , nei giornali locali, ha trovato spazio(poco per la verità), la notizia della battaglia fra la Regione Puglia e le discariche per rifiuti speciali della provincia di Taranto Italcave in particolare, ma anche Ecolevante e Vergine.Questo nuovo capitolo ha inizio con la scadenza al 30 agosto, del protocollo d'intesa fra la Regione Puglia e la Regione Campania, in base al quale il conferimento dei rifiuti campani nelle predette discariche, era subordinato a controlli severi sulla natura e la pericolosità dei rifiuti stessi.Ora invece, un decreto governativo consentirebbe alla Regione Campania di interloquire direttamente con i gestori privati delle discariche attraverso il sistema degli appalti. (La Gazzetta di Taranto 1 ott. 2011)

.Nel gennaio scorso è stata avviata un'indagine dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, su un presunto traffico illecito di rifiuti fra Puglia e Campania . Da questa indagine ha preso le mosse la diffida datata 23 settembre da parte della Regione , nella persona dell'assessore Nicastro, ad accogliere i rifiuti campani alla Italcave la quale invece ha continuato la sua attività. A questo punto è intervenuto l'atto di sospensione delle autorizzazioni, siamo al 29 settembre.(Paese Nuovo 28 sett. 2011). Il provvedimento però, motivato come “doveroso, con finalità precauzionali volte a tutelare le matrici ambientali della Regione Puglia e il diritto alla salute pubblica dei cittadini pugliesi”, è stato sospeso dal TAR di Lecce con una velocità supersonica , 1 ottobre.

Quindi tutto il trafffico di rifiuti si svolge ora tranquillamente.Si parla della possibile presenza in questi rifiuti di diossine, furani, pbc e pop (inquinanti organici persistenti).

Noi di Attiva Lizzano ci chiediamo : come mai la Regione Puglia non riesce ad emettere un provvedimento inoppugnabile dato il gravissimo rischio per l'ambiente e la salute dei cittadini?

Ci chiediamo inoltre se anche nella discarica Vergine stanno arrivando questi rifiuti e in caso affermativo crediamo giusto che i cittadini dei paesi intorno alla discarica siano informati della provenienza e del tipo di rifiuti che vengono riversati nel LORO territorio, infatti per quanto l'attività della discarica sia privata, l'impatto sull'ambiente è così rilevante che quantomeno questa attività si dovrebbe svolgere nella piena trasparenza. Inoltre ci chiediamo perchè i controlli non vengono effettuati periodicamente e senza preavviso al gestore, dal momento che ci sono indagini in corso che farebbero temere gravi illegalità. Ci chiediamo infine le amministrazioni dei comuni che sono intorno alla discarica Vergine quali azioni concrete di impulso ai controlli svolgono a tutela delle popolazioni?


4 dicembre 2010

PER LA NOSTRA TERRA!




COMUNICATO STAMPA

In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perché continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.
Ci pare inoltre oltremodo fuorviante porre l'accoglimento dei rifiuti come una questione di solidarietà. Da anni ormai i comitati cittadini, i medici, gli scienziati addirittura gli economisti propongono una soluzione ecocompatibile e vantaggiosa in termini di risparmio collettivo economico ed energetico, a favore dell'incremento dell'occupazione e della tutela dell''ambiente, fatta di riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riutilizzo, con l'obbiettivo di raggiungere "Rifiuti Zero", mentre i vari governi di turno si intestardiscono nella politica dell'incenerimento e dello smaltimento in discarica, che favorisce grandi industriali - come la Marcegaglia - e clientele di dubbia legalità. La solidarietà ai cittadini campani, e come loro a tutti gli altri cittadini impegnati nella tutela del proprio territorio in questo Paese contro questa gestione anacronistica e basata sul continuo consumo senza fine dei beni comuni e notevole spesa economica per i contribuenti, consiste nell'opporsi a tutte le “soluzioni” che le perpetuino.
Riteniamo per questo indispensabile aderire alla giornata europea contro le opere inutili prevista l'11 dicembre per ribadire che gli impianti di incenerimento dei rifiuti non sono una soluzione ma una perpetuazione del problema (dato che un terzo del conferito finisce in discarica sotto forma di ceneri altamente tossiche) ed invitiamo tutta la provincia a sostenere la manifestazione che il 12 Dicembre si terrà a Lizzano promossa per sensibilizzare le popolazioni della provincia contro lo scempio che da anni la politica di gestione dei rifiuti sta perpetrando nelle zone limitrofe alle discariche (come la Vergine che tra l'altro presenta una non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del lgs. 36/2003 ed Ecolevante). Pretendiamo inoltre che i sindaci teoricamente chiamati a rappresentare i cittadini prendano le dovute tutele e non si limitino a esporre a parole il loro parere negativo verso i rifiuti campani, ma che realizzino atti istituzionali concreti. Sono attese dalla Campania 50.000 tonnellate destinate ai siti di Italcave a Statte, Ecolevante a Grottaglie e Vergine ai confini tra Lizzano, Fragagnano e Faggiano. Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici provinciali e regionali ignorarono completamente l’allarme 'rifiuti campani' mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano, Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati commentando la preoccupazione come infondata. I cittadini chiedono spiegazioni sulla evidente non curanza di molti e incoerenza degli altri, domandandosi che fine abbiamo fatto questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente. Visto che i sindaci hanno rotto il silenzio siamo tutti curiosi di vedere chi veramente farà seguire alle parole atti concreti. Quanti di questi sindaci non si limiteranno ad atti formali ma assumeranno posizioni intransigenti difronte ai rischi per la salute?

Attiva Lizzano, Comitato Taranto Libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Corita Taranto, CarosiNOdiscariche.


30 novembre 2010

50 milaTONNELLATE DI RIFIUTI CAMPANI NELLA NOSTRA PROVINCIA IN CAMBIO DI 500 MILIONI PER LA SANITA' PUGLIESE (UNA VERGOGNA!)

COMUNICATO STAMPA 29/11/10

La Puglia accetta 50.000 tonnellate di rifiuti speciali dalla Campania in Puglia per

avere lo sblocco di 500milioni trattenuti dal governo per la sanità pugliese: AttivaLizzano

non ci sta a questo patto IMMORALE e torna a mobilitarsi insieme agli altri 13 comitati

della provincia di Taranto che durante la conferenza stampa del 29 ottobre scorsolanciarono

l’allarme che rifiuti radioattivi provenienti dalla Campania potessero essere conferiti nella

discariche Vergine, Ecolevante e Italcave. Ancora più convinti a dire no sull’arrivo, ormai

confermato dal Presidente Vendola, di questi rifiuti nel nostro territorio già così

pesantemente compromesso,chiedono agli enti istituzionali di fare chiarezza e di prendere

finalmente coscienza che queste tre discariche creano già non pochi problemi ai paesi

limitrofi. Nel verbale del Comitatotecnico della Regione Puglia del 4/10/10 viene evidenziato

che “la discarica (Vergine) non può continuare a funzionare senza un impianto di estrazione e

distruzione delbiogas…

Questo implica la necessità della realizzazione di un impianto di estrazione del biogas…”,

a ciò si aggiungono le tante lamentele dei cittadini di Lizzano sui maleodori che attanagliano

il paese. Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici ignorarono

completamente l’allarme mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano,

Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati

commentando la preoccupazione come infondata. AttivaLizzano vuole spiegazioni sulla

evidente noncuranza di molti e incoerenza degli altri chiedendosi che fine abbiamo fatto

questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente. Salviamo la

sanità regionale e continuiamo a ignorare i disagi e i malesseri dei cittadini della provincia di

Taranto? AttivaLizzano sta già preparano una manifestazione il 12 dicembre per

esprimere l’insopportabile situazione che da anni Lizzano è costretta a subire. Basta

con il silenzio!

Prima di decidere sulle emergenze degli altri risolviamo le nostre!


La Presidente

Veronica Leggieri

Ufficio Stampa

Annamaria Calasso


Qui il comunicato stampa di Vigiliamo per la discarica.


30 ottobre 2010

Rassegna stampa 30 Ottobre 2010

Il Quotidiano di Puglia 30 Ottobre 2010



Corriere del Giorno 30 Ottobre 2010




Corriere del Mezzogiorno (Corriere della Sera) 30 Ott 2010


Gazzetta del Mezzogiorno 30 Ottobre 2010





Qui il documento inviato alla Regione, Provincia e Comuni interessati: