In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perché continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.
4 dicembre 2010
PER LA NOSTRA TERRA!
In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perché continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.
29 novembre 2009
Grande Marcia per l'Ambiente
Una grande marcia che, partendo dall'arsenale e attraversando via Di Palma e via D'Aquino, ha manifestato il suo dissenso e sdegno per la situazione in cui versa la nostra Taranto.
Striscioni, cori, urla e ancora mascherine, ciminiere in cartone, volti truccati per simulare un'unica verità: si muore di tumore, si muore avvelenati, si muore per abbandono istituzionale.
Taranto e non solo (infatti alla manifestazione hanno partecipato gli abitanti di alcuni paesi della provincia) ha dimostrato di essere ancora viva e vuole continuarlo a fare in un ambiente sano e non in un contesto in cui può solo sopravvivere o vivere nel terrore che si possa restare vittima dell'inquinamento.
La marcia si è conclusa in piazza Garibaldi dove, dall'alto del palco, gli organizzatori e coloro che hanno reso possibile questa mirabile manifestazione hanno gridato alla folla l'appello a non lasciarsi scoraggiare, a continuare uniti nella lotta per recuperare la dignità di Taranto e l'inviolabile diritto alla salute che ormai da troppo tempo le è stato negato, e invitando a ripetere tutti insieme e a gran voce: "Voglio vivere qui, voglio vivere qui!"
Infine ,e non per ordine di importanza,si è ricordata la dipartita dell'ennesima vittima avvenuta alla vigilia della marcia, il lizzanese Mattia, ex lavoratore Ilva, la cui vita è stata stroncata a soli 31 anni, a cui è stato rivolto un malinconico saluto:" Ciao Mattia!"

23 novembre 2009
DELIRI OLFATTIVO-VISIVI DI UN APOLIDE
di Tommaso Urselli
Qualche giorno fa, per motivi che non sto a raccontare, ho preso il treno - a Milano - sono arrivato - a Taranto - e sono tornato - a Lizzano.
Da un po' di anni mi piace fare la vita dell'apolide: parto da qualche parte - di solito Milano - e ritorno da qualche parte - di solito Lizzano. O viceversa. L'altro giorno però, arrivato in paese, mi sono sentito un apolide molto confuso, più del solito: ero partito - da Milano - ed ero arrivato - ma non a Lizzano...Eppure ero in paese, davanti la porta di casa, verso le sette di sera...ma la sensazione era quella di trovarmi sul ponte della Ghisolfa all'ora di punta (un cavalcavia sulla circonvallazione milanese intasato di auto e gas di scarico).
"No no, guarda che ti trovi a Lizzano" mi dice la vocina apolide dentro di me, "guardati intorno...altro che cavalcavia, altro che auto: il deserto"
E in effetti così era: nemmeno una macchina.
E allora perché quest'effetto cavalcavia-milanese-all'ora-di-punta?, dico alla vocina.
"Tappati il naso" mi risponde quella.
Me lo tappo...: è vero!!! L'effetto cavalcavia sparisce...sono a Lizzano!
"Stappalo" dice ora la vocina...e l'effetto cavalcavia riappare, più intasato che mai...e io confuso e intasato insieme a lui.
"Tappalo-stappalo-tappalo"...Gioco così per un po'...E in un attimo mi teletrasferisco...Milano-Lizzano-Milano....Sarà un effetto della globalizzazione?
Fino alle dieci del mattino dopo il giochetto globalizzante funziona.
Ma basta giocare...E' già ora di ripartire...Se no che apolide sarei...
Chiedo a mio fratello di accompagnarmi in macchina alla stazione di Taranto.
A circa tre chilometri da Lizzano vedo una scena che mi ricorda un film: una serie di camion in fondo a un'enorme cava-discarica...
Che film era?
Adesso sono in treno: né Milano né Lizzano, in nessun posto, da vero apolide.
Ma quella cosa...l'effetto globalizzante...mi è rimasto nel naso.
E all'improvviso ecco che mi torna in mente il film: "Gomorra", la scena della discarica nel napoletano. O era Lizzano?
23 ottobre 2009
Acqua comune? Firmiamo e Partecipiamo.

Il 13 novembre alle ore 17:00 alla sede della Provincia di Taranto in via Anfiteatro avverrà un incontro tra alcuni rappresentanti del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, la cittadinanza e gli amministratori che vorranno essere presenti.
E' partita a livello nazionale la campagna “SALVA L’ACQUA” che si articolerà nelle seguenti iniziative:
- PETIZIONE POPOLARE rivolta ai sindaci per chiedere: il riconoscimento nello Statuto Comunale del Diritto Umano all’acqua e del servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica; di intraprendere tutte le azioni per contrastare i provvedimenti privatizza tori previsti dall’art. 23 bis della L. 133/2008, come modificato dall’art. 15 del D.L. 135/20.
- Raccolta di firme e adesioni all’ APPELLO al PRESIDENTE della REPUBBLICA e al PRESIDENTE DELLE DUE CAMERE per chiedere di impedire la mercificazione dell’acqua. Le modalità di raccolta possono essere a livello di piazza o via posta elettronica o nell'ambito di spazi ed eventi pubblici. I modelli per la raccolta firme sono in allegato o scaricabili dalla home-page del sito www.acquabenecomune.org
E’ importante che tutte le organizzazioni e i cittadini si mobilitino al massimo e al più presto. Il futuro dipende da ognuno di noi, nessuno escluso.
Come dice Vandana Shiva “la democrazia non è semplicemente un rituale elettorale ma il potere delle persone di forgiare il proprio destino, determinare in che modo le loro risorse naturali debbono essere possedute ed utilizzate, come la loro sete vada placata, come il loro cibo vada prodotto e distribuito, quali sistemi sanitari e di istruzione debbono avere […]. Ognuno di noi ha un suo ruolo nel forgiare la futura storia della creazione. Ognuno di noi è responsabile del kumbh, la brocca dell’acqua”.
Margherita Ciervo, Per il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Sembra che dopo anni di mobilitazione e confronti con gli enti da parte del Comitato Pugliese, la Regione Puglia sia finalmente intenzionata a ripubblicizzare l'Acquedotto Pugliese (tra l'altro, potrebbe essere un incredibile precedente da applicare per le altre regioni italiane). ma l'attenzione e la partecipazione su questo tema, proprio per questo motivo, devono crescere perchè c'è bisogno che dalle parole si passi ai fatti.
Regione Puglia. Tariffe acqua in base al reddito.
BARI - Tariffe non più basate sui consumi, ma sui redditi dei consumatori. E poi, addio alla società per azioni Acquedotto pugliese, che deve invece diventare soggetto giuridico di diritto pubblico ben prima della fatidica data (2018) entro la quale si concluderà per legge la concessione della gestione del servizio idrico, aprendo di fatto ai privati il settore. Nichi Vendola ha deciso di voltare pagina sul tema dell’acqua bene pubblico, impegnando la giunta regionale a promulgare entro dicembre un disegno di legge ad hoc e affidando all’avvocatura l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale del decreto legge 135 del 2009 con cui il governo ha legiferato sui servizi pubblici locali, accusandolo di conflitto d’attribuzione su una materia - quella del servizio idrico integrato - di esclusiva competenza delle Regioni.
Come servizio essenziale e universale, questa la versione della Regione, la materia non è soggetta a concorrenza con lo Stato ed è per questo che la Regione può legiferare, stabilendo - questa la filosofia della delibera di ieri - che l’offerta di acqua ai cittadini è tema privo di rilevanza economica e non può, per questo, essere gestito da una spa. Nel caso il ddl, che sarà studiato da una commissione allargata al Forum pugliese dei movimenti per l’acqua bene comune, dovesse andare in porto entro dicembre, potrebbe dunque entrare in vigore un nuovo meccanismo di calcolo per le bollette: non più il pagamento uguale per tutti del «surplus» di consumi rispetto al minimo vitale, ma pagamenti differenziati basati sui redditi dei consumatori. La delibera approvata contiene inoltre la candidatura della Puglia quale sede Onu per l'organizzazione di una conferenza internazionale per la formalizzazione del riconoscimento del diritto universale all'acqua per tutti.
«L’acqua è un bene comune dell'umanità, un diritto di tutti, non assoggettabile a logiche di mercato. È un principio unanimemente riconosciuto sul quale è giunta l'ora senza totem e tabù - spiega il presidente Vendola - di applicarsi per giungere ad una regolamentazione di dettaglio che tenga conto del principio ed allo stesso tempo non ci faccia tornare indietro, con strumenti di gestione che hanno abbondantemente segnalato la loro inadeguatezza».
«Con il ddl - sottolinea l’assessore al ramo Fabiano Amati - si conta di aprire un cantiere di valutazione, la cui serietà sarà misurata anche sulla tempistica abbreviata che la Puglia dimostrerà di utilizzare». Con motivazioni diverse, dal Pdl si dà ragione all’iniziativa. Il consigliere regionale Donato Salinari, infatti, sottolinea «la leggerezza con la quale l’Aqp ha proceduto ad innalzare il costo dell’acqua in Puglia: l’acqua, in quanto bene primario, non può essere utilizzata per rastrellare denaro con cui ripianare il buco di bilancio di Aqp. Tali incombenze vanno affrontate con risorse proprie se l’Ente ne è capace, senza affliggere i pugliesi con altre tasse aggiuntive».
Ieri, intanto, si è sancita la fine della guerra tra centrodestra e Vendola sul caso Manna. Una breve riunione preliminare al consiglio regionale è servita ai chiarimenti e all’ingresso in aula, insieme, di Vendola e del capogruppo Fi Rocco Palese. La fine delle ostilità ha consentito il via libera al Piano tutela delle acque, che rinnova l’analisi della tutela, riqualificazione ed utilizzo sostenibile del patrimonio idrico, ancora ferma all’83.(La Gazzetta del Mezzogiorno)
