Visualizzazione post con etichetta Cittadinanza Attiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cittadinanza Attiva. Mostra tutti i post

5 febbraio 2011

Lettera di Attiva Lizzano e papà a Vendola

Egregio Presidente Vendola,


Le scriviamo per sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione che noi, papà e cittadini della provincia tarantina, ed in particolare di Lizzano, siamo costretti a vivere per colpa di scelte “scellerate”, fatte negli anni passati da amministratori pubblici e da imprenditori senza scrupoli e di cui noi paghiamo le problematiche conseguenze.

Tra i comuni di Lizzano, Faggiano, Roccaforzata, Fragagnano, Monteparano vi è l'Isola Amministrativa chiamata “Taranto B” distante 18 km dalla città Jonica. Per l'enorme presenza di cave di estrazione di tufi la zona è sembrata, a chi gestiva le cave, luogo idoneo al conferimento di rifiuti e occasione perfetta per lucrosi guadagni. Per quasi 40 anni una vasta zona è stata utilizzata come discarica incontrollata da parte di tutta la Provincia (ma anche da altre province, soprattutto del settentrione) senza che ci siano mai stati controlli né quindi, nessuna bonifica; questa stessa zona adesso è utilizzata per coltivazioni agricole.

Come Lei ben sa, prima non vi era nessuna normativa, mentre, dal 1982, tutte le discariche devono sottostare al DPR 915/82 che obbliga all'impermeabilizzazione dell'impianto per evitare che vengano contaminate le falde acquifere ed il terreno. La presenza di discariche incontrollate, precedenti all'emanazione del decreto normativo, ci fa temere l’eventualità di una contaminazione delle falde e del terreno. Come è noto, dal 1982 proprio quelle discariche incontrollate sono diventate discariche autorizzate allo smaltimento di RSU (rifiuti solidi urbani).

Nel 2003 invece, è iniziata, con un iter autorizzativo singolare e controverso, la triste storia della discarica per rifiuti speciali ex 2B “Mennole” della società Vergine, sita a soli 2 km dal centro abitato di Lizzano, con una volumetria di 1.080.000 m³. Rispetto all’iter, riteniamo che le Amministrazioni Provinciali e Regionale non abbiano fatto nulla per dipanare i dubbi e dare a noi cittadini risposte convincenti. Basti pensare che per la discarica San Felice di Palagianello, che aveva problematiche analoghe a quella della ditta Vergine spa, si è proceduto con revoca delle autorizzazioni.

Dal 2008 è entrata in esercizio la seconda discarica Vergine per rifiuti speciali “Palombara”, un sito con una volumetria di 2.288.000 m³, vicinissima al centro abitato (1500 metri). Per il suo avvio, i cittadini non sono stati interpellati e si è fatto passare per “un ampliamento” quello che di fatto si può considerare l’apertura di una nuova discarica di dimensioni enormi, quasi 3 volte superiore a quella precedente. Nel rilascio della VIA, non è stato preso in considerazione l’effetto cumulativo di 40 anni di discarica, ciò malgrado fosse già evidente una carenza negli strati di impermeabilizzazione, oggi palesata dalla relazione tecnica di un’equipe di ingegneri (secondo la quale mancherebbe 1 metro di stato di impermeabilizzazione).

Nello stesso anno la Regione Puglia autorizzava 3.612.298m³ e 2.612.146m³ alla Italcave di Statte e 2.200.000m³ alla Ecolevante di Grottaglie (famoso terzo lotto, a pochi km dai Comuni interessati anche dalla Vergine), tra le più grandi d’Europa. La sola provincia di Taranto può smaltire in totale 10.708.444m³ di rifiuti speciali.

Perché questa quantità immane?

E’ dato che ci lascia sconcertati. Nella sola provincia di Taranto viene smaltita una quantità di rifiuti speciali, provenienti da tutta Italia, di 14 volte superiore a quella dell'intera regione Lombardia pari a 750.000m³ nonostante non abbia un tessuto industriale tale da giustificare tutte queste discariche. Questo dato è ancora più sconcertante se si pensa che l’ILVA dispone di proprie discariche.

Come Lei può immaginare, lo smaltimento dei rifiuti speciali è un’attività che crea problemi nel territorio in cui è effettuata. La discarica Vergine ci fa vivere una vita fortemente disagiata: tutte le notti e le mattine ci costringe a respirare un’aria “puzzolente”, acre e nauseabonda, sprigionando gas velenosi per la nostra salute. Queste esalazioni non ci permettono di dormire, di poter respirare. A Lizzano siamo costretti a indossare le mascherine, a chiudere le finestre, a tappare le fughe per il gas per evitare l’ingresso delle esalazioni (rischiando), a “imbustare” le canne fumarie dei caminetti e a lasciarli inutilizzati, ad aprire le finestre delle scuole tutte le mattine perché il veleno ristagna nelle aule rimaste chiuse durante la notte, ad accompagnare i bambini a scuola coprendo loro il naso e la bocca con sciarpe per proteggerli almeno dalla puzza, purtroppo non dai danni che ne derivano. .

Noi, a Lizzano, siamo costretti a respirare veleni. Non c’è alternativa, non si può uscire e liberarsene, non puoi scegliere. NO! C’è solo gas. Se c’e vento di tramontana, noi sappiamo già nel pomeriggio che la sera ci lacrimeranno gli occhi, che la nausea inizierà a farci soffrire intorno alle 19,00, che non potremo uscire a farci una passeggiata, che i nostri bambini asmatici avranno serie difficoltà a respirare invocando aiuto. Purtroppo è un aiuto che noi non possiamo dare loro e questo ci fa sentire male, inutili, impotenti.

La nostra libertà è fortemente limitata. Presidente Le sembra normale tutto questo?

A seguito delle centinaia di telefonate di segnalazione del problema, fatte da noi papà e mamme, ai vigili del fuoco e alla Polizia Provinciale, finalmente l’apparato di controllo e tutela si è attivato. L’11 Gennaio di quest’anno i controlli sono stati effettuati e hanno riscontrato quello che noi da tempo continuiamo a dire: il non rispetto della legge 36/03, dell’AIA e delle condizioni poste da quest’ultima.

La discarica Vergine sembra abbia costruito un impianto di captazione del biogas soltanto ora, a seguito delle denunce dei cittadini, e, tuttora, sembra che non lo utilizzi e non abbia mai (o quasi mai) effettuato la copertura giornaliera dei rifiuti. Inoltre, sembra che la società non abbia mai condotto serie analisi sulla qualità dell’aria, dell’acqua e della terra, basti pensare che i dati rilevati nelle analisi auto-condotte all’interno dell’impianto evidenziavano valori di gran lunga inferiori a quelli riscontrati dall’ARPA al di fuori della discarica. Questo ci sembra paradossale e lo abbiamo evidenziato anche all’ARPA Taranto.

Inoltre, il monitoraggio di protocollo ARPA concerne solo il problema odorigeno, infatti, l’ARPA monitora la qualità dell’aria di Lizzano attraverso tre sole molecole organiche: Acido Solfidrico, Ammoniaca, Limonene. Questo non ci sembra essere esauriente per tutelare la nostra salute. Riteniamo che si dovrebbe tener conto anche delle molecole inodore, ma ugualmente tossiche e pericolose.

Ad ogni modo, già queste rilevazioni non ci lasciano tranquilli. L'acido solfidrico o idrogeno solforato HS è un gas incolore che emana un caratteristico odore di uova marce. Risulta essere uno dei responsabili dei miasmi insopportabili che ci attanagliano. Abbiamo appreso che è classificato come una sostanza fortemente velenosa (tossica a largo spettro) e che è un gas irritante che agisce su molti organi del corpo umano. I dati riscontrati dal monitoraggio differenziale dell’ARPA a Lizzano registrano valori che corrispondono agli effetti documentati nella letteratura scientifica1: bruciori agli occhi e al naso, tosse, mal di testa, odori sgradevoli, difetti neuropsicologici, ritardi verbali, problemi motori, di coordinazione ad occhi chiusi, di riconoscimento cromatico.

Per l’Acido Solfidrico non esiste una legislazione che ponga una soglia vincolante le emissioni, si conosce solo una soglia olfattiva alla quale si fa riferimento, ma non c’è nessuna soglia da rispettare.

La discarica Vergine presumibilmente non rispetta le norme, altrimenti non si spiegherebbero le enormi esalazioni.

In ogni caso, segnaliamo anche il suo coinvolgimento in 3 processi per traffico illecito di rifiuti (El Dorado 2003, Ragnatela Giugno 2010 e Spiderman Febbraio 2010).


Salute Pubblica

A preoccuparci di più, però, è la situazione sanitaria del nostro paese. A Lizzano c’è un’altissima percentuale di malati di tiroide (ghiandola spugnosa particolarmente sensibile a ciò che si respira), il dato è sin troppo anomalo se si pensa che Lizzano è ubicata a circa 4 km dal mare e che da 15
anni è meta ambita per “vacanze terapeutiche” dai bambini della Bielorussia (che necessitano di iodio a seguito dell’incidente di Chernobyl); quindi avrebbe dovuto essere teoricamente al riparo da effetti sulla tiroide; ed invece no!

A testimonianza di ciò, infatti, la vendita di farmaci per curare la tiroide (Eutirox e similari) è sconvolgente; un’altra anomalia sono le patologie asmatiche acute e croniche e del tratto respiratorio che colpiscono soprattutto i bambini;anche qui il riscontro della vendita dei farmaci (Seretide, Aliflus e similari) è allarmante.

A Lizzano è assai difficile morire di morte naturale, c’è sempre una patologia fulminante che porta al decesso. La mortalità per tumore è assai aumentata in questi ultimi anni, i casi ex novo aumentano diminuendo l’età media dei pazienti tumorati. Sempre più giovani al di sotto dei 40 anni sono affetti da patologie terminali! Di questo no riusciamo a darvi delle cifre perché non abbiamo indagini sanitarie geo-discriminanti.

Nonostante ciò la situazione sanitaria sembra non interessare nessun Ente, nonostante ciò non si procede alla creazione di Mappe Epidemiologiche che da anni andiamo chiedendo.

Occorre effettuare dei seri controlli mediante carotaggi su tutte le discariche esistenti in quella vastissima area, sia quelle chiuse e mai bonificate sia quelle in coltivazione, per indagare (retroattivamente) la bontà dei rifiuti conferiti, la reale effettuazione delle coperture giornaliere, verificare lo stato delle impermeabilizzazioni sul fondo delle discariche per scongiurarne l’eventuale possibilità di infiltrazioni nelle falde acquifere, analisi dettagliate sulle acque (noi non sappiamo niente sulla qualità dell’acqua), sulla terra (essendo il nostro territorio a forte vocazione agricola); sull’aria andrebbe effettuato un monitoraggio differenziale dove si evincano i picchi di concentrazione di acido Solfidrico: l’attuale monitoraggio a cui si fa riferimento è un campionamento passivo su media mensile dal quale, la stessa ARPA Puglia lo ha confermato, non si riesce ad evidenziare alcun picco delle esalazioni velenose.

La sospensione del 20 Gen 2011

La Regione Puglia a seguito dei controlli effettuati l’11 Gennaio 2011 ha provveduto alla sospensione in via cautelativa dell’autorizzazione alla Discarica Vergine poi prontamente revocata dal TAR di Lecce. Cosa intende fare la Regione? Quale la via che vuole seguire per garantirci un minimo di vivibilità?

Riaprire le AIA

Le AIA dovrebbero essere rispettate. Non basta rilasciare AIA con prescrizioni vincolanti; è necessario poi accertarsi che le condizioni poste (a tutela della salute pubblica e dell’ambiente) vengano rispettate: questo non viene fatto.

La Discarica Vergine non è passiva di adeguati controlli quindi le popolazioni non sono tutelate adeguatamente tanto che siamo costretti a vivere in una camera a gas dalla quale è impossibile uscirne.

I carotaggi sono la modalità investigativa retroattiva per indagare l’effettivo rispetto delle prescrizioni dalla Regione Puglia poste mediante le AIA.

Non solo la legge dovrebbe essere rispettata e fatta rispettare, ma anche i cittadini dovrebbero avere il diritto di essere ascoltati per poter scegliere come vivere sul proprio territorio, sulla propria terra.


Infine, La invitiamo come ospite nelle nostre case per fare esperienza di quello che le diciamo in questa lettera, magari in una sera di tramontana.

Auspicandoci che nelle future scelte istituzionali possa, insieme alla Sua Giunta, tenere in considerazione quanto oggi abbiamo cercato di illustrarLe, Le auguriamo buon lavoro.

Cordiali saluti,

I papà di Lizzano con l’associazione di volontariato AttivaLizzano


1 R. W. Beasley, “The eye and hydrogen sulfide” British Journal of Industrial Medicine, 20 32 (1963)

J. Luck, “An unrecognized form of hydrogen sulfide keratoconjunctivitis”, British Journal of Industrial Medicine 10, 748 (1989)

K. H. Kilburn, “Effects of hydrogen sulfide on neurobehavioral function”, Southern Medical Journal 96 639 (2003)

K. H. Kilburn and R H Warshaw, “Hydrogen sulfide and reduced sulfur gases adversely affect neurophysiological functions” Toxicological Industrial Health 11 p 185 (1995)

K. Partti-Pellinen, O. Martilla,V. Vilkka V, “ The South Karelia air pollution study: Effects of low-level exposure to malodorous sulfur compounds on symptoms” Archives of Environmental Health, 51 315 (1996)

K. H. Kilburn, “Evaluating health effects from exposure to hydrogen sulfide: central nervous system dysfunction”, Environmental Epidemiology and Toxicology 207 1 (1999)

T. H. Milby and R. C. Baselt, “Hydrogen Sulfide Poisoning: Clarification of some controversial issues”, American Journal of Industrial Medicine 35 192 (1999)

P. Jappinen, V. Vikka and O. Marttila, “Exposure to hydrogen sulfide and respiratory function”, British Journal Industrial Medicine 47 824 (1990)

29 novembre 2009

Grande Marcia per l'Ambiente


A distanza di un anno, Altamarea organizza una seconda manifestazione contro l'inquinamento, contro gli impianti e le istutuzioni che ci stanno uccidendo giorno per giorno.
Una grande marcia che, partendo dall'arsenale e attraversando via Di Palma e via D'Aquino, ha manifestato il suo dissenso e sdegno per la situazione in cui versa la nostra Taranto.
Striscioni, cori, urla e ancora mascherine, ciminiere in cartone, volti truccati per simulare un'unica verità: si muore di tumore, si muore avvelenati, si muore per abbandono istituzionale.
Taranto e non solo (infatti alla manifestazione hanno partecipato gli abitanti di alcuni paesi della provincia) ha dimostrato di essere ancora viva e vuole continuarlo a fare in un ambiente sano e non in un contesto in cui può solo sopravvivere o vivere nel terrore che si possa restare vittima dell'inquinamento.
La marcia si è conclusa in piazza Garibaldi dove, dall'alto del palco, gli organizzatori e coloro che hanno reso possibile questa mirabile manifestazione hanno gridato alla folla l'appello a non lasciarsi scoraggiare, a continuare uniti nella lotta per recuperare la dignità di Taranto e l'inviolabile diritto alla salute che ormai da troppo tempo le è stato negato, e invitando a ripetere tutti insieme e a gran voce: "Voglio vivere qui, voglio vivere qui!"
Infine ,e non per ordine di importanza,si è ricordata la dipartita dell'ennesima vittima avvenuta alla vigilia della marcia, il lizzanese Mattia, ex lavoratore Ilva, la cui vita è stata stroncata a soli 31 anni, a cui è stato rivolto un malinconico saluto:" Ciao Mattia!"


23 ottobre 2009

Acqua comune? Firmiamo e Partecipiamo.


Il 13 novembre alle ore 17:00 alla sede della Provincia di Taranto in via Anfiteatro avverrà un incontro tra alcuni rappresentanti del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, la cittadinanza e gli amministratori che vorranno essere presenti.

E' partita a livello nazionale la campagna “SALVA L’ACQUA” che si articolerà nelle seguenti iniziative:

  1. PETIZIONE POPOLARE rivolta ai sindaci per chiedere: il riconoscimento nello Statuto Comunale del Diritto Umano all’acqua e del servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica; di intraprendere tutte le azioni per contrastare i provvedimenti privatizza tori previsti dall’art. 23 bis della L. 133/2008, come modificato dall’art. 15 del D.L. 135/20.
  2. Raccolta di firme e adesioni all’ APPELLO al PRESIDENTE della REPUBBLICA e al PRESIDENTE DELLE DUE CAMERE per chiedere di impedire la mercificazione dell’acqua. Le modalità di raccolta possono essere a livello di piazza o via posta elettronica o nell'ambito di spazi ed eventi pubblici. I modelli per la raccolta firme sono in allegato o scaricabili dalla home-page del sito www.acquabenecomune.org

E’ importante che tutte le organizzazioni e i cittadini si mobilitino al massimo e al più presto. Il futuro dipende da ognuno di noi, nessuno escluso.

Come dice Vandana Shiva “la democrazia non è semplicemente un rituale elettorale ma il potere delle persone di forgiare il proprio destino, determinare in che modo le loro risorse naturali debbono essere possedute ed utilizzate, come la loro sete vada placata, come il loro cibo vada prodotto e distribuito, quali sistemi sanitari e di istruzione debbono avere […]. Ognuno di noi ha un suo ruolo nel forgiare la futura storia della creazione. Ognuno di noi è responsabile del kumbh, la brocca dell’acqua”.
Margherita Ciervo, Per il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

Sembra che dopo anni di mobilitazione e confronti con gli enti da parte del Comitato Pugliese, la Regione Puglia sia finalmente intenzionata a ripubblicizzare l'Acquedotto Pugliese (tra l'altro, potrebbe essere un incredibile precedente da applicare per le altre regioni italiane). ma l'attenzione e la partecipazione su questo tema, proprio per questo motivo, devono crescere perchè c'è bisogno che dalle parole si passi ai fatti.

Regione Puglia. Tariffe acqua in base al reddito.

BARI - Tariffe non più basate sui consumi, ma sui redditi dei consumatori. E poi, addio alla società per azioni Acquedotto pugliese, che deve invece diventare soggetto giuridico di diritto pubblico ben prima della fatidica data (2018) entro la quale si concluderà per legge la concessione della gestione del servizio idrico, aprendo di fatto ai privati il settore. Nichi Vendola ha deciso di voltare pagina sul tema dell’acqua bene pubblico, impegnando la giunta regionale a promulgare entro dicembre un disegno di legge ad hoc e affidando all’avvocatura l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale del decreto legge 135 del 2009 con cui il governo ha legiferato sui servizi pubblici locali, accusandolo di conflitto d’attribuzione su una materia - quella del servizio idrico integrato - di esclusiva competenza delle Regioni.
Come servizio essenziale e universale, questa la versione della Regione, la materia non è soggetta a concorrenza con lo Stato ed è per questo che la Regione può legiferare, stabilendo - questa la filosofia della delibera di ieri - che l’offerta di acqua ai cittadini è tema privo di rilevanza economica e non può, per questo, essere gestito da una spa. Nel caso il ddl, che sarà studiato da una commissione allargata al Forum pugliese dei movimenti per l’acqua bene comune, dovesse andare in porto entro dicembre, potrebbe dunque entrare in vigore un nuovo meccanismo di calcolo per le bollette: non più il pagamento uguale per tutti del «surplus» di consumi rispetto al minimo vitale, ma pagamenti differenziati basati sui redditi dei consumatori. La delibera approvata contiene inoltre la candidatura della Puglia quale sede Onu per l'organizzazione di una conferenza internazionale per la formalizzazione del riconoscimento del diritto universale all'acqua per tutti.
«L’acqua è un bene comune dell'umanità, un diritto di tutti, non assoggettabile a logiche di mercato. È un principio unanimemente riconosciuto sul quale è giunta l'ora senza totem e tabù - spiega il presidente Vendola - di applicarsi per giungere ad una regolamentazione di dettaglio che tenga conto del principio ed allo stesso tempo non ci faccia tornare indietro, con strumenti di gestione che hanno abbondantemente segnalato la loro inadeguatezza».
«Con il ddl - sottolinea l’assessore al ramo Fabiano Amati - si conta di aprire un cantiere di valutazione, la cui serietà sarà misurata anche sulla tempistica abbreviata che la Puglia dimostrerà di utilizzare». Con motivazioni diverse, dal Pdl si dà ragione all’iniziativa. Il consigliere regionale Donato Salinari, infatti, sottolinea «la leggerezza con la quale l’Aqp ha proceduto ad innalzare il costo dell’acqua in Puglia: l’acqua, in quanto bene primario, non può essere utilizzata per rastrellare denaro con cui ripianare il buco di bilancio di Aqp. Tali incombenze vanno affrontate con risorse proprie se l’Ente ne è capace, senza affliggere i pugliesi con altre tasse aggiuntive».

Ieri, intanto, si è sancita la fine della guerra tra centrodestra e Vendola sul caso Manna. Una breve riunione preliminare al consiglio regionale è servita ai chiarimenti e all’ingresso in aula, insieme, di Vendola e del capogruppo Fi Rocco Palese. La fine delle ostilità ha consentito il via libera al Piano tutela delle acque, che rinnova l’analisi della tutela, riqualificazione ed utilizzo sostenibile del patrimonio idrico, ancora ferma all’83.(La Gazzetta del Mezzogiorno)

17 ottobre 2009

Ci presentiamo

In comune si fa la vera politica!

E' il comune che decide se fare un parco giochi per bambini o un parcheggio, se dare degli spazi verdi alle persone o cementificare, se vigilare seriamente sulla discarica quindi sul benessere, se valorizzare il localismo, l'agricoltura, se fare le piste ciclabili, se bruciare i rifiuti spendendo di più o se riutilizzarli e ridurli spendendo meno, se risparmiare sull'energia, se informare i cittadini o tenerli all'oscuro di tutto ciò che li riguarda; è il comune che decide se aiutare i giovani, se valorizzare la costa e le attività che ivi possono sorgere o se lasciarla a beneficio di pochi “fortunati”, se farci vedere il mare o lasciarci contemplare dei ruderi antiestetici, se riparare una strada piuttosto che propagandare una piazza rifatta! A loro spetta migliorare le condizioni del paese.

e noi cittadini?

Che si fa?

Si aspetta che venga un benefattore dall'alto? si aspetta che il Cambiamento ci venga imposto? o che scenda lo Spirito Santo? che è pur sempre ben accetto?

Allora..


La mancanza di un Movimento costituito da semplici cittadini organizzati e sensibili all'avvenire del nostro territorio ha portato la classe politica ad osare nella gestione del Comune.


Non vogliamo fare processi a nessuno ma semplicemente prendere atto della situazione attuale. Prendiamo atto della cattiva nomea di cui il paese “gode”, prendiamo atto del GAP creatosi con i paesi limitrofi, prendiamo atto che è necessario mobilitarci e impegnarci tutti in prima persona per la tanto anelata “rinascita” di Lizzano. Non solo discutere e discettare ma FARE, operare.

Queste le motivazioni che ci hanno spinto ad aprire questo “cantiere” che non vuole essere nè ostile alle amministrazioni nè prendere posizioni politiche; l'unica politica che ci interessa è quella volta alla salvaguardia ed allo sviluppo culturale del territorio nostro.

I temi che CITTADINANZA ATTIVA LIZZANO abbraccia sono vari: la salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini, il decoro cittadino, il rispetto delle regole, il rispetto dei diritti e della dignità dei Lizzanesi, la trasparenza, le politiche giovanili e sociali, i rifiuti, l'energia.

CITTADINANZA ATTIVA LIZZANO vuole essere un “laboratorio partecipato permanente”, dove specialisti e semplici cittadini cooperino per lo sviluppo di progetti e iniziative.

L'arma principale è l'informazione. La conoscenza!


Il valorizzare quel che già si ha è la via maestra di Cittadinanza Attiva Lizzano, in linea con i principi di sobrietà e buonsenso.

Il FORUM di Lizzano.eu ci ha dato una piattaforma dove poter discutere e dibattere creando talvolta interessanti dibattiti e scambi d'opinione. Ma rimaneva tutto la.

CITTADINANZA ATTIVA LIZZANO si pone come scopo lo studio e la realizzazione PRATICA e fattibile delle alternative previamente discusse con la comunità e presentandole sotto forma di progetti.


Abbiamo capito che l'ingegno porta idee e l'informazione le veicola. Da sole queste due possono migliorare la situazione Lizzanese. Ne siamo convinti. I partiti e le amministrazioni succedutesi non hanno avuto idee o mancavano di volontà. Noi questo possiamo e vogliamo dare: idee; in modo serio e costruttivo, semplice e pratico.

L'unica cosa di cui CITTADINANZA ATTIVA LIZZANO ha bisogno è la partecipazione; che è forza.

Chi vorrà impegnarsi, in virtù delle proprie conoscenze, competenze, volontà, passione, appartenenza, tempo libero può aggregarsi a noi. Troverà semplici cittadini attenti e sensibili alla sorte della comunità.

Nel mondo si chiama Attivismo Civico.

NOTA BENE! Vi preghiamo di non strumentalizzare CAL come associazione di sovversivi o politicizzati, Esperienza DOCET.

Il cambiamento è possibile. Bisogna volerlo però.


.