6 giugno 2011

POVERO MARE! POVERI NOI!

Mappa Ostone: identificazione Analisi Attiva Lizzano e Analisi ARPA Taranto




Risultati delle Analisi effettuate da AttivaLizzano il 18 Marzo 2011



Risposta dell'Arpa all'Invio della documentazione



Oggi andremo a fare un ulteriore prelievo di acqua marina alla foce del Canale LiCupi, li renderemo pubblici quanto prima.
Abbiamo già mandato una relazione documentatissima alle Istituzioni di Controllo e Tutela Locali con la preghiera di risolvere questo enerme problema, non abbiamo ancora avuto risposta da nessuno.

Il decreto al quale si deve fare riferimento è il Dlg 116/08:



IPOTESI DI RESPONSABILITA':

  1. Il Depuratore consortile di Lizzano-Fragagnano-San Marzano sito in zona San Vito (Lizzano) non funziona correttamente: in questo caso il Responsabile è L'acquedotto Pugliese.
  2. Il depuratore funziona a norma ma ciò che rende inpraticabile il mare ostone è l'autorizzazione rilasciata per lo scarico delle acque "depurate" nel Canali Li Cupi (canale, ricordiamo, naturale ossia inadatto ad accogliere ulteriori acque; il sovraccarico delle acque, infatti, oltre ad inondare tanti terreni in zona Mosca e Porvica (con danni enormi ai coltivatori Lizzanesi) sta facendo franare dei pozzi; il canale sfocia al mare dopo neanche un Km portando acque contaminate. In questo caso i responsabili sono diversi: Regione-AQP, Enti Locali.
  3. Il Depuratore non funziona bene e lo scarico nel canale è illegittimo.
L'Amministrazione non parla, non si lamenta, non lotta. L'Amministrazione dopo tavoli rotondi, discussioni e comunicati (tutti inefficaci e inutili) si limita a fare da "passa-carte" (le nostre).

Le autorità a cui abbiamo mandato il Dossier:
Sindaco di Lizzano,
Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria Dott. Liliana La Sala,
Presidente Regione Puglia Nicola Vendola,
Assessore Regionale Ambiente Nicastro Lorenzo,
Ass. Provinciale Ambiente Michele Conserva, ARPA Taranto,
ASL Ta1,
Prefettura di Taranto,
Capitaneria di Porto.

NON HA RISPOSTA NESSUNO!
Ricordiamo che nell'anno 2010 venne fatta un'Ordinanza Sindacale (n. 51 del 19 Luglio 2010) che Vietava la balneazione nel canale li Cupi; sono passati 11 mesi e la situazione è la stessa, se non peggiorata.
Le parti lese da questa situazione sono: i bagnanti, le attività economiche-commerciali della zona balneare, il Turismo (la case sfitte al mare aumentano), gli agricoltori dei tratti interessati dal canale Li Cupi (chi li paga dei danni che stanno subendo? si dovranno accollare tutto loro?) e l'intera Comunità per l'immagine che Lizzano da di sè.

VI ESORTIAMO A NON BAGNARVI NEL TRATTO INTERESSATO DALLO SCARICO DEL CANALE LI CUPI. L'ACQUA E' PALESEMENTE INQUINATA DA ESCHERICHIA COLI ED ENTEROCOCCHI.
Non dovremmo essere Noi a dirvelo ma purtroppo qui va tutto al contrario.

RENDIAMOGLI GRAZIE e DICIAMOGLI: "SIETE UNA RISORSA". GRAZIE.

5 febbraio 2011

Lettera di Attiva Lizzano e papà a Vendola

Egregio Presidente Vendola,


Le scriviamo per sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione che noi, papà e cittadini della provincia tarantina, ed in particolare di Lizzano, siamo costretti a vivere per colpa di scelte “scellerate”, fatte negli anni passati da amministratori pubblici e da imprenditori senza scrupoli e di cui noi paghiamo le problematiche conseguenze.

Tra i comuni di Lizzano, Faggiano, Roccaforzata, Fragagnano, Monteparano vi è l'Isola Amministrativa chiamata “Taranto B” distante 18 km dalla città Jonica. Per l'enorme presenza di cave di estrazione di tufi la zona è sembrata, a chi gestiva le cave, luogo idoneo al conferimento di rifiuti e occasione perfetta per lucrosi guadagni. Per quasi 40 anni una vasta zona è stata utilizzata come discarica incontrollata da parte di tutta la Provincia (ma anche da altre province, soprattutto del settentrione) senza che ci siano mai stati controlli né quindi, nessuna bonifica; questa stessa zona adesso è utilizzata per coltivazioni agricole.

Come Lei ben sa, prima non vi era nessuna normativa, mentre, dal 1982, tutte le discariche devono sottostare al DPR 915/82 che obbliga all'impermeabilizzazione dell'impianto per evitare che vengano contaminate le falde acquifere ed il terreno. La presenza di discariche incontrollate, precedenti all'emanazione del decreto normativo, ci fa temere l’eventualità di una contaminazione delle falde e del terreno. Come è noto, dal 1982 proprio quelle discariche incontrollate sono diventate discariche autorizzate allo smaltimento di RSU (rifiuti solidi urbani).

Nel 2003 invece, è iniziata, con un iter autorizzativo singolare e controverso, la triste storia della discarica per rifiuti speciali ex 2B “Mennole” della società Vergine, sita a soli 2 km dal centro abitato di Lizzano, con una volumetria di 1.080.000 m³. Rispetto all’iter, riteniamo che le Amministrazioni Provinciali e Regionale non abbiano fatto nulla per dipanare i dubbi e dare a noi cittadini risposte convincenti. Basti pensare che per la discarica San Felice di Palagianello, che aveva problematiche analoghe a quella della ditta Vergine spa, si è proceduto con revoca delle autorizzazioni.

Dal 2008 è entrata in esercizio la seconda discarica Vergine per rifiuti speciali “Palombara”, un sito con una volumetria di 2.288.000 m³, vicinissima al centro abitato (1500 metri). Per il suo avvio, i cittadini non sono stati interpellati e si è fatto passare per “un ampliamento” quello che di fatto si può considerare l’apertura di una nuova discarica di dimensioni enormi, quasi 3 volte superiore a quella precedente. Nel rilascio della VIA, non è stato preso in considerazione l’effetto cumulativo di 40 anni di discarica, ciò malgrado fosse già evidente una carenza negli strati di impermeabilizzazione, oggi palesata dalla relazione tecnica di un’equipe di ingegneri (secondo la quale mancherebbe 1 metro di stato di impermeabilizzazione).

Nello stesso anno la Regione Puglia autorizzava 3.612.298m³ e 2.612.146m³ alla Italcave di Statte e 2.200.000m³ alla Ecolevante di Grottaglie (famoso terzo lotto, a pochi km dai Comuni interessati anche dalla Vergine), tra le più grandi d’Europa. La sola provincia di Taranto può smaltire in totale 10.708.444m³ di rifiuti speciali.

Perché questa quantità immane?

E’ dato che ci lascia sconcertati. Nella sola provincia di Taranto viene smaltita una quantità di rifiuti speciali, provenienti da tutta Italia, di 14 volte superiore a quella dell'intera regione Lombardia pari a 750.000m³ nonostante non abbia un tessuto industriale tale da giustificare tutte queste discariche. Questo dato è ancora più sconcertante se si pensa che l’ILVA dispone di proprie discariche.

Come Lei può immaginare, lo smaltimento dei rifiuti speciali è un’attività che crea problemi nel territorio in cui è effettuata. La discarica Vergine ci fa vivere una vita fortemente disagiata: tutte le notti e le mattine ci costringe a respirare un’aria “puzzolente”, acre e nauseabonda, sprigionando gas velenosi per la nostra salute. Queste esalazioni non ci permettono di dormire, di poter respirare. A Lizzano siamo costretti a indossare le mascherine, a chiudere le finestre, a tappare le fughe per il gas per evitare l’ingresso delle esalazioni (rischiando), a “imbustare” le canne fumarie dei caminetti e a lasciarli inutilizzati, ad aprire le finestre delle scuole tutte le mattine perché il veleno ristagna nelle aule rimaste chiuse durante la notte, ad accompagnare i bambini a scuola coprendo loro il naso e la bocca con sciarpe per proteggerli almeno dalla puzza, purtroppo non dai danni che ne derivano. .

Noi, a Lizzano, siamo costretti a respirare veleni. Non c’è alternativa, non si può uscire e liberarsene, non puoi scegliere. NO! C’è solo gas. Se c’e vento di tramontana, noi sappiamo già nel pomeriggio che la sera ci lacrimeranno gli occhi, che la nausea inizierà a farci soffrire intorno alle 19,00, che non potremo uscire a farci una passeggiata, che i nostri bambini asmatici avranno serie difficoltà a respirare invocando aiuto. Purtroppo è un aiuto che noi non possiamo dare loro e questo ci fa sentire male, inutili, impotenti.

La nostra libertà è fortemente limitata. Presidente Le sembra normale tutto questo?

A seguito delle centinaia di telefonate di segnalazione del problema, fatte da noi papà e mamme, ai vigili del fuoco e alla Polizia Provinciale, finalmente l’apparato di controllo e tutela si è attivato. L’11 Gennaio di quest’anno i controlli sono stati effettuati e hanno riscontrato quello che noi da tempo continuiamo a dire: il non rispetto della legge 36/03, dell’AIA e delle condizioni poste da quest’ultima.

La discarica Vergine sembra abbia costruito un impianto di captazione del biogas soltanto ora, a seguito delle denunce dei cittadini, e, tuttora, sembra che non lo utilizzi e non abbia mai (o quasi mai) effettuato la copertura giornaliera dei rifiuti. Inoltre, sembra che la società non abbia mai condotto serie analisi sulla qualità dell’aria, dell’acqua e della terra, basti pensare che i dati rilevati nelle analisi auto-condotte all’interno dell’impianto evidenziavano valori di gran lunga inferiori a quelli riscontrati dall’ARPA al di fuori della discarica. Questo ci sembra paradossale e lo abbiamo evidenziato anche all’ARPA Taranto.

Inoltre, il monitoraggio di protocollo ARPA concerne solo il problema odorigeno, infatti, l’ARPA monitora la qualità dell’aria di Lizzano attraverso tre sole molecole organiche: Acido Solfidrico, Ammoniaca, Limonene. Questo non ci sembra essere esauriente per tutelare la nostra salute. Riteniamo che si dovrebbe tener conto anche delle molecole inodore, ma ugualmente tossiche e pericolose.

Ad ogni modo, già queste rilevazioni non ci lasciano tranquilli. L'acido solfidrico o idrogeno solforato HS è un gas incolore che emana un caratteristico odore di uova marce. Risulta essere uno dei responsabili dei miasmi insopportabili che ci attanagliano. Abbiamo appreso che è classificato come una sostanza fortemente velenosa (tossica a largo spettro) e che è un gas irritante che agisce su molti organi del corpo umano. I dati riscontrati dal monitoraggio differenziale dell’ARPA a Lizzano registrano valori che corrispondono agli effetti documentati nella letteratura scientifica1: bruciori agli occhi e al naso, tosse, mal di testa, odori sgradevoli, difetti neuropsicologici, ritardi verbali, problemi motori, di coordinazione ad occhi chiusi, di riconoscimento cromatico.

Per l’Acido Solfidrico non esiste una legislazione che ponga una soglia vincolante le emissioni, si conosce solo una soglia olfattiva alla quale si fa riferimento, ma non c’è nessuna soglia da rispettare.

La discarica Vergine presumibilmente non rispetta le norme, altrimenti non si spiegherebbero le enormi esalazioni.

In ogni caso, segnaliamo anche il suo coinvolgimento in 3 processi per traffico illecito di rifiuti (El Dorado 2003, Ragnatela Giugno 2010 e Spiderman Febbraio 2010).


Salute Pubblica

A preoccuparci di più, però, è la situazione sanitaria del nostro paese. A Lizzano c’è un’altissima percentuale di malati di tiroide (ghiandola spugnosa particolarmente sensibile a ciò che si respira), il dato è sin troppo anomalo se si pensa che Lizzano è ubicata a circa 4 km dal mare e che da 15
anni è meta ambita per “vacanze terapeutiche” dai bambini della Bielorussia (che necessitano di iodio a seguito dell’incidente di Chernobyl); quindi avrebbe dovuto essere teoricamente al riparo da effetti sulla tiroide; ed invece no!

A testimonianza di ciò, infatti, la vendita di farmaci per curare la tiroide (Eutirox e similari) è sconvolgente; un’altra anomalia sono le patologie asmatiche acute e croniche e del tratto respiratorio che colpiscono soprattutto i bambini;anche qui il riscontro della vendita dei farmaci (Seretide, Aliflus e similari) è allarmante.

A Lizzano è assai difficile morire di morte naturale, c’è sempre una patologia fulminante che porta al decesso. La mortalità per tumore è assai aumentata in questi ultimi anni, i casi ex novo aumentano diminuendo l’età media dei pazienti tumorati. Sempre più giovani al di sotto dei 40 anni sono affetti da patologie terminali! Di questo no riusciamo a darvi delle cifre perché non abbiamo indagini sanitarie geo-discriminanti.

Nonostante ciò la situazione sanitaria sembra non interessare nessun Ente, nonostante ciò non si procede alla creazione di Mappe Epidemiologiche che da anni andiamo chiedendo.

Occorre effettuare dei seri controlli mediante carotaggi su tutte le discariche esistenti in quella vastissima area, sia quelle chiuse e mai bonificate sia quelle in coltivazione, per indagare (retroattivamente) la bontà dei rifiuti conferiti, la reale effettuazione delle coperture giornaliere, verificare lo stato delle impermeabilizzazioni sul fondo delle discariche per scongiurarne l’eventuale possibilità di infiltrazioni nelle falde acquifere, analisi dettagliate sulle acque (noi non sappiamo niente sulla qualità dell’acqua), sulla terra (essendo il nostro territorio a forte vocazione agricola); sull’aria andrebbe effettuato un monitoraggio differenziale dove si evincano i picchi di concentrazione di acido Solfidrico: l’attuale monitoraggio a cui si fa riferimento è un campionamento passivo su media mensile dal quale, la stessa ARPA Puglia lo ha confermato, non si riesce ad evidenziare alcun picco delle esalazioni velenose.

La sospensione del 20 Gen 2011

La Regione Puglia a seguito dei controlli effettuati l’11 Gennaio 2011 ha provveduto alla sospensione in via cautelativa dell’autorizzazione alla Discarica Vergine poi prontamente revocata dal TAR di Lecce. Cosa intende fare la Regione? Quale la via che vuole seguire per garantirci un minimo di vivibilità?

Riaprire le AIA

Le AIA dovrebbero essere rispettate. Non basta rilasciare AIA con prescrizioni vincolanti; è necessario poi accertarsi che le condizioni poste (a tutela della salute pubblica e dell’ambiente) vengano rispettate: questo non viene fatto.

La Discarica Vergine non è passiva di adeguati controlli quindi le popolazioni non sono tutelate adeguatamente tanto che siamo costretti a vivere in una camera a gas dalla quale è impossibile uscirne.

I carotaggi sono la modalità investigativa retroattiva per indagare l’effettivo rispetto delle prescrizioni dalla Regione Puglia poste mediante le AIA.

Non solo la legge dovrebbe essere rispettata e fatta rispettare, ma anche i cittadini dovrebbero avere il diritto di essere ascoltati per poter scegliere come vivere sul proprio territorio, sulla propria terra.


Infine, La invitiamo come ospite nelle nostre case per fare esperienza di quello che le diciamo in questa lettera, magari in una sera di tramontana.

Auspicandoci che nelle future scelte istituzionali possa, insieme alla Sua Giunta, tenere in considerazione quanto oggi abbiamo cercato di illustrarLe, Le auguriamo buon lavoro.

Cordiali saluti,

I papà di Lizzano con l’associazione di volontariato AttivaLizzano


1 R. W. Beasley, “The eye and hydrogen sulfide” British Journal of Industrial Medicine, 20 32 (1963)

J. Luck, “An unrecognized form of hydrogen sulfide keratoconjunctivitis”, British Journal of Industrial Medicine 10, 748 (1989)

K. H. Kilburn, “Effects of hydrogen sulfide on neurobehavioral function”, Southern Medical Journal 96 639 (2003)

K. H. Kilburn and R H Warshaw, “Hydrogen sulfide and reduced sulfur gases adversely affect neurophysiological functions” Toxicological Industrial Health 11 p 185 (1995)

K. Partti-Pellinen, O. Martilla,V. Vilkka V, “ The South Karelia air pollution study: Effects of low-level exposure to malodorous sulfur compounds on symptoms” Archives of Environmental Health, 51 315 (1996)

K. H. Kilburn, “Evaluating health effects from exposure to hydrogen sulfide: central nervous system dysfunction”, Environmental Epidemiology and Toxicology 207 1 (1999)

T. H. Milby and R. C. Baselt, “Hydrogen Sulfide Poisoning: Clarification of some controversial issues”, American Journal of Industrial Medicine 35 192 (1999)

P. Jappinen, V. Vikka and O. Marttila, “Exposure to hydrogen sulfide and respiratory function”, British Journal Industrial Medicine 47 824 (1990)

15 gennaio 2011

Irregolarità alla discarica Vergine. Un inizio?


COMUNICATO STAMPA AttivaLizzano 14 GENNAIO 2011

In data 12 Gennaio 2011 abbiamo appreso, per il tramite della stampa locale, che la Polizia Provinciale ha finalmente effettuato i primi sopralluoghi nella Discarica Vergine S.p.a., rilevando "irregolarità nella gestione di smaltimento dei rifiuti speciali". La circostanza conferma pertanto la fondatezza dei timori precedentemente e ripetutamente espressi dalla cittadinanza lizzanese, ed ignorati per più di un anno dalle pubbliche autorità sino alle note attività di protesta poi tradotte nella mobilitazione popolare di cittadini, comitati e associazioni della provincia.
Per quanto non sia nei nostri intenti sottostimare la buona volontà manifestata dagli organi competenti, non possiamo tuttavia esimerci dal richiedere maggiori assicurazioni circa l'eventualità che i controlli sugli inquinanti siano stati condotti in forma approfondita, considerata tra l'altro la tardività degli stessi ed il contestuale aggravamento delle condizioni di disagio fisico e psico-sociale manifestate dalla popolazione nei vari ambiti della propria vita: domestici, lavorativi e di svago. Ci riferiamo in particolare all'inspiegabile aumento della frequenza dei disturbi, malori e stati patologici ad andamento cronico-recidivante a carico per lo più dell'apparato polmonare, intestinale, delle mucose e della epidermide, infine delle ghiandole tiroidee, non necessariamente correlati alla
presenza in aria delle sole esalazioni maleodoranti avvertibili e, pertanto, segnalate dai residenti prossimi alla zona di conferimento. Ci riferiamo al vissuto di frustrazione e di impotenza della popolazione costretta a respirare le esalazioni e attanagliata dal dubbio che quell’aria potrebbe essere tossica; alla disperazione del sentirsi abbandonata dalle Istituzioni competenti di fronte a problemi così grandi; allo sconforto del sentirsi beffata dall’invocazione di solidarietà verso altre popolazioni che versano in condizioni analoghe. Ci riferiamo, inoltre, al vissuto di rabbia di una popolazione che vede costantemente anteporre il proprio diritto alla salute ai profitti economici di pochi, in una logica soverchiante del mors tua, vita mea da cui esce inesorabilmente sconfitta; alla tragedia di chi sente in pericolo tutte le attività produttive su cui regge il proprio territorio(turismo,
produzioni agricole, edilizia etc.). Non si tratta, dunque, di semplici reoccupazioni ambientalistiche, come qualche politico vuol far credere per sminuire la portata del problema. Si tratta, invece, di una condizione di rischio totale a
livello psico-socio-sanitario ed economico. E’ a rischio la salute nella sua eccezione più ampia, vale a dire bio-psico-sociale, e la convivenza civile. La perdita di fiducia nel futuro e nelle Istituzioni e l’assenza di speranza nel poter andare avanti genera inevitabilmente l’anomia, il sentimento di essere in una società priva di regole che può portare a degenerazioni pericolose e violente per la
convivenza civile.
In riferimento a tali problemi e alla evidente e preoccupante anomalia di carattere sanitario, ancora tutta da chiarire e normalizzare, sollecitiamo il coordinamento unitario dei vari livelli delle pubbliche amministrazioni al fine di condurre gli accertamenti con gli specifici strumenti detenuti da ognuna di esse, compresi quelli medici ed epidemiologici. Non ci è in proposito possibile fare a meno di notare il deplorevole rimpallo e le ripetute fughe nello sterile ed inconcludente tentativo di esimersi dalle proprie responsabilità facendo unicamente appello a quelle degli altri.
Auspichiamo in proposito di definire le relative o supplementari pertinenze economiche che possano finalmente consentire di “verificare problemi e anomalie e apportare le giuste soluzioni”, inclusa la chiusura definitiva e coatta dei siti giudicati irregolari e/o pericolosi per la salute.
Seppure non contrari alla proposta testè avanzata dalla presidenza provinciale di riaprire in ambito regionale le procedure Autorizzative Integrate Ambientali, sulla scorta di quanto anticipato e dichiarato nel corso del Consiglio Provinciale del 10 Gennaio 2011 e nel sit-in effettuato l’11 Gennaio 2011 davanti al Municipio di Lizzano, richiediamo tuttavia al Presidente e alla Giunta Provinciale e al Sindaco del Comune di Lizzano, unitamente alla sua Giunta, di non attendere l'apertura e l'esito dei procedimenti di rivisitazione delle AIA, e di utilizzare i riscontri di
irregolarità disponibili poiché la popolazione ha mostrato inequivocabilmente di attendere l'effettiva messa in opera delle prescrizioni previste per la tutela della salute. Laddove siano già state riscontrate violazioni delle condizioni irrinunciabili, richiediamo di procedere, come previsto dalle norme per la tutela della salute pubblica, alla sospensione dell'attività, in previsione della revoca definitiva delle autorizzazioni concesse, infine alla chiusura
degli impianti non senza la puntuale quantificazione del danno arrecato alla Comunità in tutti questi anni.
Alla data attuale, infatti, nessuna amministrazione si è preoccupata di verificare il danno alle persone, in assenza delle indagini epidemiologiche, e al territorio in assenza di rilievi geologici come i carotaggi indirizzati alle falde acquifere, così come nessuna amministrazione ha mai mostrato di aver compreso né di saper quantificare la portata di particolari esternalità negative quali il danno all'attività turistica causato dall'attività di conferimento rifiuti provenienti da ogni dove.
Chiediamo pertanto che le amministrazioni locali e gli organi preposti al controllo, ognuno per le propria parte di responsabilità e competenza e per i poteri istituzionali conferiti, si attivino affinché si ponga la parola FINE alla questione Discariche Ioniche e si avvii un percorso virtuoso che non deroghi al principio di prossimità di conferimento dei rifiuti speciali industriali di altri territori e,
attraverso la raccolta differenziata porta a porta, conduca all'unico traguardo possibile per i rifiuti solidi urbani: RIFIUTI ZERO.
Soltanto così sarà possibile tutelare realmente il diritto alla salute, prevenire le malattie e i problemi di salute mentale, evitare degenerazioni pericolose per la convivenza e investire realmente nello sviluppo economico del nostro territorio entro una logica del vita tua, vita mea.

AttivaLizzano continua e continuerà ad essere vigile e attenta alle problematiche del territorio.
Mò basta!

Per la Nostra Terra.
Coordinamento AttivaLizzano.
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Lettera aperta al Presidente della Provicnia Gianni Florido



Caro Presidente Florido,

siamo stanchi. Ieri sera, durante una diretta in una tv locale, l’assessore Mancarelli ha parlato di “strumentalizzazioni nella folla del consiglio provinciale”. È l’ennesima volta, negli ultimi 3 giorni, che sentiamo parlare di questo. Ora basta.


Nella corposa rassegna video del sito ufficiale della Provincia di Taranto le Sue dichiarazioni fanno riferimento a strumentalizzazioni, per non parlare del comunicato stampa del 12 gennaio (Questione rifiuti, Florido a Vendola: rivedere subito le autorizzazioni, la gente è stanca e non possiamo più aspettare): <>. Addirittura il consigliere regionale Chiarelli nel suo comunicato del 13 gennaio (Rifiuti Taranto: Chiarelli, istituire task force con poteri straordinari) dichiara: “Quel fastidioso vizio, tipico degli esponenti della sinistra, di scendere sul piano della lotta civica nell’ambito delle proprie realtà locali dimenticando poi le posizioni assunte quando si recano nei consensi di governo”.

E così, caro Presidente, Lei crede che “la piazza sia stata agitata”? Forse non siamo stati abbastanza chiari…

Lei sa cosa significa abitare vicino la discarica di rifiuti speciali Vergine?

Lei sa cosa significa portare il proprio figlio a scuola con la sciarpa attorcigliata fino a coprirgli il naso?

Lei sa cosa significa mettere il nastro adesivo attorno alle finestre o gli asciugamani bagnati agli infissi per far entrare meno puzza?

Lei sa cosa vuol dire essere svegliati nel cuore della notte perché non si riesce a respirare e perché si ha nausea?

Lei sa cosa vuol dire tappare le prese d’aria per il gas in cucina?

Lei sa cosa vuol dire cercare di sigillare il comignolo del camino della propria casa?

Vuole dormire una notte a casa nostra?

Le uniche cose che agitano, come dice Lei, le piazze sono la puzza, i malesseri e i disagi che subiamo e le conseguenze sulla nostra salute, anche mentale. Siamo esasperati. Probabilmente ancora questo non si è capito eppure abbiamo avuto degli incontri con Lei, sa che la nostra lotta va avanti da mesi e non nasce nel consiglio del 10 gennaio (già a luglio avevamo inviato 800 esposti alla Procura della Repubblica e a tutti gli enti interessati).

Non permettiamo a nessuno di “usarci” per giustificare scelte politiche interne. Non vogliamo sentire commenti dall’opinione pubblica del tipo “siete capaci di far cadere una giunta provinciale” perché per noi è assurdo e inammissibile. L’unico azzeramento che ci interessa è quello delle discariche e dei veleni che ci costringono a respirare. L’associazione nasce apartitica, lo siamo e continueremo ad esserlo. Sempre più fieri. Buon lavoro.

AttivaLizzano

e i cittadini non-strumentalizzati


27 dicembre 2010

SOLIDARIETA' A FABIO MATACCHIERA



Solidarietà e vicinanza all'Amico Fabio Matacchiera per la querela ricevuta dall'ILVA. Non scoraggia ne impaurisce l'arroganza dell'ILVA che anzi innesca un meccanismo di solidarietà capillare necessaria. Adesso QUERELATECI TUTTI!

4 dicembre 2010

PER LA NOSTRA TERRA!




COMUNICATO STAMPA

In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perché continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.
Ci pare inoltre oltremodo fuorviante porre l'accoglimento dei rifiuti come una questione di solidarietà. Da anni ormai i comitati cittadini, i medici, gli scienziati addirittura gli economisti propongono una soluzione ecocompatibile e vantaggiosa in termini di risparmio collettivo economico ed energetico, a favore dell'incremento dell'occupazione e della tutela dell''ambiente, fatta di riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riutilizzo, con l'obbiettivo di raggiungere "Rifiuti Zero", mentre i vari governi di turno si intestardiscono nella politica dell'incenerimento e dello smaltimento in discarica, che favorisce grandi industriali - come la Marcegaglia - e clientele di dubbia legalità. La solidarietà ai cittadini campani, e come loro a tutti gli altri cittadini impegnati nella tutela del proprio territorio in questo Paese contro questa gestione anacronistica e basata sul continuo consumo senza fine dei beni comuni e notevole spesa economica per i contribuenti, consiste nell'opporsi a tutte le “soluzioni” che le perpetuino.
Riteniamo per questo indispensabile aderire alla giornata europea contro le opere inutili prevista l'11 dicembre per ribadire che gli impianti di incenerimento dei rifiuti non sono una soluzione ma una perpetuazione del problema (dato che un terzo del conferito finisce in discarica sotto forma di ceneri altamente tossiche) ed invitiamo tutta la provincia a sostenere la manifestazione che il 12 Dicembre si terrà a Lizzano promossa per sensibilizzare le popolazioni della provincia contro lo scempio che da anni la politica di gestione dei rifiuti sta perpetrando nelle zone limitrofe alle discariche (come la Vergine che tra l'altro presenta una non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del lgs. 36/2003 ed Ecolevante). Pretendiamo inoltre che i sindaci teoricamente chiamati a rappresentare i cittadini prendano le dovute tutele e non si limitino a esporre a parole il loro parere negativo verso i rifiuti campani, ma che realizzino atti istituzionali concreti. Sono attese dalla Campania 50.000 tonnellate destinate ai siti di Italcave a Statte, Ecolevante a Grottaglie e Vergine ai confini tra Lizzano, Fragagnano e Faggiano. Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici provinciali e regionali ignorarono completamente l’allarme 'rifiuti campani' mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano, Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati commentando la preoccupazione come infondata. I cittadini chiedono spiegazioni sulla evidente non curanza di molti e incoerenza degli altri, domandandosi che fine abbiamo fatto questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente. Visto che i sindaci hanno rotto il silenzio siamo tutti curiosi di vedere chi veramente farà seguire alle parole atti concreti. Quanti di questi sindaci non si limiteranno ad atti formali ma assumeranno posizioni intransigenti difronte ai rischi per la salute?

Attiva Lizzano, Comitato Taranto Libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Corita Taranto, CarosiNOdiscariche.


IL CANALE LI CUPI OGGI ALLE 12,45

Ecco...

Il canale li cupi è un canale naturale, dovrebbe cioè, accogliere solo il surplus delle acque piovane, acque bianche, pulite che attraversando i campi (irrigandoli anche) sfocia in mare. GUARDATE che scempio! L'acqua fuoriesce da una condotta (la famosa condotta) di colore nero. Se si sovraccarica il flusso del canale si allagano i terreni degli agricoltori, franano i margini del canale, crollano i pozzi e inquinano il mare!



E' stata chiamata la Polizia Municipale la quale ha verbalizzato il fatto.