19 novembre 2011

Da noi il mare in autunno si abbronza


Da noi il mare anche in autunno si abbronza. Ecco come appare oggi, 19/11/2011, il nostro canale che sfocia nel nostro ( fu ) bel mare dell'Ostone. L'appello che Attivalizzano, i cittadini, gli operatori turistici e i turisti che frequentano i nostri lidi rivolgono alle Autorità è di ricordarsi che anche quest'anno arriverà estate e che bisogna prodigarsi affinchè si blocchi questo disastro ambientale.

13 novembre 2011

Dopo il sequestro, esigiamo i carotaggi




Di recente, il 10 ottobre 2011, noi di AttivaLizano avevamo nuovamente ribadito la necessità e l'urgenza di controlli da parte delle istituzioni competenti sui rifiuti che stavano arrivando alla discarica Vergine, per la possibile presenza di diossine, furani, pcb e pop (inquinanti organici persistenti). In quel momento i controlli apparivano più che mai necessari per via del decreto con cui il Governo centrale aveva autorizzato i gestori della discarica a trattare direttamente il traffico dei rifiuti con la Campania e a seguito della diffida, emanata dalla Regione Puglia nei confronti della discariche tarantine, ad accogliere i rifiuti campani.

Qualche giorno fa, il 7 novembre 2011, apprendiamo dalla stampa che i carabinieri del Noe Lecce, coadiuvati dal Comando della Polizia Provinciale di Taranto, al termine dell'attività ispettiva, hanno apposto i sigilli alla discarica per rifiuti speciali gestita dalla Vergine S.p.A. sita in località Palombara. I sigilli sono scattati, su provvedimento emesso dal Procuratore della Repubblica aggiunto, Pietro Argentino, del Tribunale di Taranto. Al rappresentante legale della società Vergine S.r.l., proprietaria della discarica controllata, è stato notificato il decreto di sequestro preventivo emesso dal Pubblico Ministero per motivi di urgenza a seguito di una serie di accertamenti finalizzati alla verifica dei requisiti previsti dalla legge. La discarica sequestrata è stata affidata in custodia amministrativa a Nicola Bruni con il compito, anche, di proseguire l'attività nel rispetto delle autorizzazioni e salvaguardare l'attività dei lavoratori occupati presso la discarica.

Soltanto nel corso dell’ultimo anno questo risulta già il terzo controllo che rileva anomalie nella gestione della discarica. Ricordiamo che l’11 gennaio 2011 un controllo dell’Arpa e della Polizia Provinciale ha rilevato la lacerazione di alcuni sacchi e la presenza di dreno di rifiuti tossico-nocivi, precedentemente abbancati e lasciati scoperti. Il dreno, non autorizzato, era di notevoli dimensioni 10 mt x 15 mt x 4mt di altezza per il quale sono stati rimossi circa 600m3, corrispondenti a circa 100 autocompattatori). Qualche mese prima, il 4 ottobre 2010 la Regione Puglia aveva formalmente invitato i gestori ad adottare ogni opportuno accorgimento finalizzato alla corretta gestione dell'impianto per scongiurare ogni possibile pregiudizio alle matrici ambientali e per minimizzare i disagi derivanti dagli impatti odorigeni dopo il sopralluogo del 2 ottobre 2010 in cui l’Arpa aveva riscontrato la presenza di rifiuti scoperti.

Alla luce di questo ennesimo evento giudiziario che coinvolge la discarica Vergine spa, esigiamo tutti i controlli necessari a verificare lo stato del territorio della stessa con carotaggi nelle vasche attive e in quelle dismesse, al fine di valutare correttamente lo stato delle impermeabilizzazioni e la composizione di tutto ciò che è stato ed è conferito; chiediamo le analisi del percolato a spese dei gestori della discarica e togliere ogni dubbio sulla non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del Dlgs. 36/2003; reclamiamo le analisi delle acque delle falde acquifere e i monitoraggi costanti sulle emissioni gassose.

Non va dimenticato che la storia, anche recente, della discarica Vergine spa annovera almeno tre inchieste in parte già concluse con l’accertamento di illeciti da parte della ditta. Questo fa temere una prosecuzione di tali condotte illegali.
Nel 2003, la discarica Vergine “Mennole” e la Ecolevante di Grottaglie sono state coinvolte nell'inchiesta giudiziaria “El Dorado” che ha accertato un traffico illegale di rifiuti tra la Campania, la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Puglia, destinazione finale delle balle di immondizia. Il sistema messo in piedi prevedeva complessi viaggi di carichi di rifiuti urbani di ogni tipo che dalla Campania venivano miscelati in Lombardia con rifiuti tossici e terre di
spazzatura delle strade milanesi e altri materiali per passare illecitamente come rifiuti industriali non pericolosi.

Nel Febbraio 2010, le discariche della ditta Vergine sono coinvolte nell'inchiesta, giudiziaria “Spiderman”, insieme alla discarica Cerratina di Lanciano. Nell’ambito di questa inchiesta sono state 8 le persone arrestate e 22 quelle indagate per smaltimento irregolare di rifiuti speciali. I rifiuti venivano conferiti nelle discariche, senza essere trattati, falsificando analisi e documenti con l’ausilio di chimici e dipendenti conniventi. I rifiuti in questione erano vernici, residui di lavorazioni industriali e stracci intrisi di sostanze chimiche.

Nel Giugno 2010 la discarica Vergine è coinvolta nell’inchiesta “Ragnatela” della procura di Napoli e poi di Macerata. L’inchiesta riguarda un traffico di rifiuti pericolosi, compresi scarti e fanghi della raffineria di Gela, che secondo gli investigatori sarebbero stati smaltiti illegalmente fra il 2005 e il 2009, accompagnati da formulari e certificati falsificati; gli scarti, provenienti in genere dal centro-sud (anche da aziende multiservizi di Roma e Colleferro) erano diretti in discariche di diverse regioni d'Italia tra le quali la discarica Vergine di Lizzano, per essere smaltiti dopo essere transitati nell'impianto di Corridonia per un trattamento che, in realtà, non veniva mai effettuato.

Facciamo appello alla coscienza umana ed etica di quanti sono istituzionalmente preposti al controllo e al giudizio su questo problema, chiediamo di non dimenticare che gli illeciti in questo campo hanno una ricaduta drammatica sulla collettività mettendo seriamente in pericolo la salute delle comunità che risiedono nelle zone limitrofe alla discarica, come quella di Lizzano e compromettendo definitivamente lo sviluppo futuro del territorio. Gli interessi dei cittadini si possono difendere soltanto garantendo controlli scrupolosi e frequenti a salvaguardia della salute e del territorio.

Il nostro unico augurio è che il nostro piccolo paese possa avere nel turismo e nell’agricoltura la speranza di un progresso economico, e che lo sviluppo, già compromesso dalla discarica, non completamente negato con un ampliamento della stessa che già è annoverata fra le più grandi
d’Europa.

ASSOCIAZIONE ATTIVALIZZANO

6 novembre 2011

RIFIUTI TOP SECRET


Negli ultimi giorni , nei giornali locali, ha trovato spazio(poco per la verità), la notizia della battaglia fra la Regione Puglia e le discariche per rifiuti speciali della provincia di Taranto Italcave in particolare, ma anche Ecolevante e Vergine.Questo nuovo capitolo ha inizio con la scadenza al 30 agosto, del protocollo d'intesa fra la Regione Puglia e la Regione Campania, in base al quale il conferimento dei rifiuti campani nelle predette discariche, era subordinato a controlli severi sulla natura e la pericolosità dei rifiuti stessi.Ora invece, un decreto governativo consentirebbe alla Regione Campania di interloquire direttamente con i gestori privati delle discariche attraverso il sistema degli appalti. (La Gazzetta di Taranto 1 ott. 2011)

.Nel gennaio scorso è stata avviata un'indagine dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, su un presunto traffico illecito di rifiuti fra Puglia e Campania . Da questa indagine ha preso le mosse la diffida datata 23 settembre da parte della Regione , nella persona dell'assessore Nicastro, ad accogliere i rifiuti campani alla Italcave la quale invece ha continuato la sua attività. A questo punto è intervenuto l'atto di sospensione delle autorizzazioni, siamo al 29 settembre.(Paese Nuovo 28 sett. 2011). Il provvedimento però, motivato come “doveroso, con finalità precauzionali volte a tutelare le matrici ambientali della Regione Puglia e il diritto alla salute pubblica dei cittadini pugliesi”, è stato sospeso dal TAR di Lecce con una velocità supersonica , 1 ottobre.

Quindi tutto il trafffico di rifiuti si svolge ora tranquillamente.Si parla della possibile presenza in questi rifiuti di diossine, furani, pbc e pop (inquinanti organici persistenti).

Noi di Attiva Lizzano ci chiediamo : come mai la Regione Puglia non riesce ad emettere un provvedimento inoppugnabile dato il gravissimo rischio per l'ambiente e la salute dei cittadini?

Ci chiediamo inoltre se anche nella discarica Vergine stanno arrivando questi rifiuti e in caso affermativo crediamo giusto che i cittadini dei paesi intorno alla discarica siano informati della provenienza e del tipo di rifiuti che vengono riversati nel LORO territorio, infatti per quanto l'attività della discarica sia privata, l'impatto sull'ambiente è così rilevante che quantomeno questa attività si dovrebbe svolgere nella piena trasparenza. Inoltre ci chiediamo perchè i controlli non vengono effettuati periodicamente e senza preavviso al gestore, dal momento che ci sono indagini in corso che farebbero temere gravi illegalità. Ci chiediamo infine le amministrazioni dei comuni che sono intorno alla discarica Vergine quali azioni concrete di impulso ai controlli svolgono a tutela delle popolazioni?


5 novembre 2011

Le acque reflue, il canale e il mare



Un reportage che racconta la situazione a Marina di Lizzano (TA) dove arrivano a cielo aperto le acque del depuratore di tre comuni. L'arpa dal 2010 ha certificato molti sforamenti circa i livelli di Escherichia Coli consentiti per legge. I cittadini protestano, il comune di Lizzano chiede alla regione di non utilizzare più il canale naturale Li Cupi come recapito finale del depuratore.

19 settembre 2011

COMUNICATO STAMPA del 16 Settembre 2011 PUZZA INSOPPORTABILE A LIZZANO




Questa mattina, in modo irruente e insopportabile, il paese di Lizzano è stata invaso nuovamente dai veleni puzzolenti e nauseabondi che verosimilmente provengono dalla vicinissima discarica Vergine. A darne notizia siamo noi volontari dell’associazione Attiva Lizzano che da quasi due anni oltre ai panni di mamme, papà, nonni, professionisti, pensionati, studenti, artisti, ci impegniamo a vestire anche quelli di garanti per la tutela del nostro territorio, sollecitando costantemente gli interventi degli organi istituzionali preposti che sembrano vacillare, incapaci di garantire i diritti inerenti il benessere psico-fisico dei cittadini. L'invasione di puzza asfissiante e nauseabonda è durata circa un'ora, dalle 07:00 alle 08:00, creando sconcerto, panico e poi rabbia negli abitanti, dilaniati dal dilemma: tapparsi in casa oppure sfidare la puzza e uscire per accompagnare i propri figli a scuola per non privarli oltre che del diritto alla propria salute, anche di quello all'istruzione...
Negli ultimi mesi, la puzza non è mai andata via, è solo diventata più debole, ma durante le notti d’estate è capitato più volte, a finestre aperte di svegliarci di colpo e di sentirla forte e acre. Da qualche giorno però sta drammaticamente tornando in tutta la sua veemenza. E’ un odore di “veleno” che entra nelle case e provoca gli stessi sintomi che da tempo avvertiamo tutti: il bruciore alla gola, nausea, la tosse. Va da sè che è incommensurabile la rabbia dei cittadini perché ci sente abbandonati da chi dovrebbe tutelare i diritti e anche figli di un Dio minore soltanto perché residenti al Sud, terra in cui sembra che ognuno possa calpestare i diritti collettivi e distruggere le risorse territoriali senza mai essere fermato...


Perché sembra che nessuno possa fare nulla? Perché tutto si rinvia e non si trova mai una soluzione? I monitoraggi costanti non si possono fare perché l'ARPA è impegnata altrove, l'attività della discarica non può essere bloccata perché gli interessi economici prevalgono rispetto alla nostra salute e poi il TAR sostiene che la puzza andrebbe accertata meglio... Non bastano alcune migliaia di soggetti che la percepiscono, l'ARPA stessa che l'ha attestata attribuendola all'acido solfidrico
proveniente dalla discarica Vergine spa, gli ottocento esposti presentati alla Procura della Repubblica l'estate scorsa, i numerosi ricorsi alle cure mediche dei cittadini, le manifestazioni di protesta con oltre tremila partecipanti, gli studi scientifici che dimostrano i danni dell'acido solfidrico nell'aria? Cosa ci vuole per far si che vengano presi concreti provvedimenti per la tutela della nostra salute?


Associazione di volontariato AttivaLizzano
Via Canova, 9
74020 Lizzano (Ta)

28 AGOSTO 2011 COMUNICATO STAMPA: LA CATENA UMANA


Comunicato stampa
LA CATENA UMANA


Domenica 28 agosto il comitato spontaneo per la difesa della Marina di Lizzano organizza una catena umana in spiaggia per segnalare le condizioni problematiche del mare del tratto di spiaggia del Lido Bagnara e Canale Ostone.

L’appuntamento è alle ore 10 in piazzetta a Lido Bagnara (Marina di Lizzano) da dove si procederà per la spiaggia. Il comitato spontaneo è composto da proprietari delle case e di esercizi commerciali situati nella zona, da bagnanti della marina e da cittadini in genere interessati alla tutela del patrimonio territoriale e della salute. Con l’iniziativa il comitato intende segnalare la situazione del canale Li Cupi in cui si riversa il depuratore e le anomalie delle acque marine nel tratto del Lido Bagnara e del Canale Ostone che si verificano ormai da circa due anni. Con la catena umana il comitato spontaneo intende promuovere un gesto simbolico di unione di tutti di cittadini in difesa delle risorse collettive territoriali e richiamare l’attenzione delle Istituzioni preposte all’attuazione di specifici interventi.

L’iniziativa è promossa con l’intento di salvaguardare il turismo locale, fondamentale fonte di ricchezza per la zona, tutelare la salute collettiva, salvaguardare il patrimonio ambientale inestimabile rappresentato dal mare.
Da due anni, infatti, i cittadini lamentano che le acque marine non sono più sempre limpide e cristalline come una volta, ma assumono ripetutamente colorazione giallastra e verdognola e talvolta presentano anche delle chiazze molto scure. Tale fenomeno ha allontanato molti bagnanti abituali dalle spiagge lizzanesi, ha costretto gli stessi abitanti a recarsi altrove per fare il bagno e ha sollevato numerosi dubbi circa la salubrità delle stesse acque.

Per la realizzazione dell’iniziativa il comitato spontaneo dei cittadini ha richiesto il supporto di associazioni che si impegnano per la tutela del territorio come AttivaLizzano e Lega Ambiente che approvano l’iniziativa e vi parteciperanno fornendo informazioni ai cittadini interessati.

Inoltre, l’associazione di volontariato AttivaLizzano promuoverà nell’ambito dell’iniziativa una raccolta firme per segnalare lo stato delle acque e richiedere interventi risolutivi del problema da inoltrare alle Istituzioni competenti.

17 settembre 2011

COMUNICATO STAMPA ATTIVA LIZZANO 6 Giugno 2011 ALLARME CANALE LI CUPI E OSTONE: non bagnatevi in quelle acque!




E' inconcepibile il silenzio delle Istituzioni sulla questione allarmante del canale Li Cupi e del tratto Ostone. Da un anno ci stiamo occupando di questo problema e quattro mesi fa abbiamo effettuato delle analisi risultate molto critiche. Da allora stiamo denunciando la questione insistentemente, ma tutto tace.

Sono passati ormai 11 mesi dall'ordinanza Sindacale n. 51 del 19 Luglio 2010, emessa in seguito alle denunce e di casi di dermatiti e infezioni varie, non si è ancora riusciti a risolvere nulla. E' una questione di Salute Pubblica e deve essere tutelata senza se e senza ma. Abbiamo interpellato diversi interlocutori istituzionali: Dario Macripò, Sindaco di Lizzano, Liliana La Sala, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, Nicola Vendola, Presidente Regione Puglia, l’assessore Regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, l’Assessore Provinciale Ambiente Michele Conserva, ARPA Taranto, l’ASL Ta1, la Prefettura di Taranto, la Capitaneria di Porto, l’Arpa Bari.


NESSUNA RISPOSTA


L'unica preoccupazione dei nostri amministratori è quella di non far trapelare nulla di tutto ciò all'esterno per non danneggiare l’immagine e la reputazione della nostra marina. Di fronte a tutto ciò, la nostra etica ci impedisce di tacere. Sentiamo che è nostro dovere morale nei confronti delle persone che frequentano quel lido denunciare pubblicamente il problema.


Le analisi effettuate dalla nostra Associazione a pochi metri dalla riva dimostrano la grave contaminazione da Enterococchi e Escherichia Coli pari rispettivamente a 3200 e 2550 Col/100ml.

Ricordiamo che il Dlg 116/08 (Norma relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione ") prevede come limiti massimi rispettivamente 200 e 500 Ufc/100ml e che quindi l'acqua balneabile del tratto Ostone sfora di 16 volte (per gli Enterococchi) e 5 volte (per gli E.Coli) i limiti previsti dalla legge.


Per quanto sopra descritto chiediamo che la zona in oggetto venga sottoposta a divieto di balneazione e a continui monitoraggi, specie in questo periodo, per l'aumentare delle temperature e per la maggiore esposizione da parte dei bagnanti.

PRETENDIAMO che il problema venga risolto immediatamente attraverso controlli adeguati al depuratore consortile e la verifica dell'effettiva Autorizzazione e legittimità dello scarico nel canale Li Cupi.


I prelievi dall’ARPA sono stati eseguiti a circa 95 metri dal bagnasciuga, come evidenzia la stessa Arpa indicando le coordinate geografiche. A tale distanza, le acque inquinate provenienti dal canale sono diluite con quelle del mare, le correnti e i venti favoriscono il “ricambio” delle acque, limitando, pertanto, le concentrazioni batteriche.

I prelievi delle acque da noi fatte analizzare nel mese di Marzo u.s. sono stati effettuati, lo ribadiamo, a pochi metri dalla riva.


È evidente, pertanto, l’alto rischio di infezioni batteriche a cui la popolazione va incontro. Tale rischio risulta ancora più alto se si considera che, con l’arrivo della stagione estiva, i bagnanti e, in particolar modo i bambini, ignari delle condizioni delle acque del canale, sono soliti sostare in prossimità e, inoltre, sono costretti ad attraversarlo per passare da un lato all’altro della spiaggia. Difatti, durante la scorsa stagione estiva sono stati segnalati alla nostra Associazione diversi casi di gastroenteriti, dermatiti e infezioni cutanee insieme alle ripetute richieste di vigilare sulla situazione delle acque del canale e del mare in cui confluisce.


Malgrado questo sia stato reso noto all'autorità locale, organo preposto alla tutela della Salute Pubblica, a tutt'oggi non ha mai effettuato controlli in proprio nè è risultata sensibile alla questione Sanitaria prima e ambientale poi. La stagione balneare è alle porte. E' ora di svegliarsi.


A rimetterci in questa situazione sono in primis i Cittadini tutti che si vedono sottratti di un altro tratto fruibile di costa; i contadini delle zone Porvica e Mosca (danneggiati dallo straripamento del canale Li Cupi che ha provocato l'allagamento costante dei terreni con ripercussioni sulle coltivazioni), il Turismo, le attività commerciali, la piccola economia della costa, i proprietari delle case in fitto, i pescatori e Lizzano tutta per la cattiva immagine che da di sé. Chi pagherà i danni? I cittadini dovranno farsi carico delle responsabilità altrui? GRAZIE A TUTTI. Ve ne siamo grati. Ci vediamo alle elezioni!!!


Il coordinamento di AttivaLizzano



Associazione di Cittadini Attiva Lizzano
Via Canova 9, 74020 Lizzano (TA)

email: attivalizzano@gmail.com
http://cittadinanzaattivalizzano.blogspot.com/




10 luglio 2011

Un piccolo dreno da 600m³

A Lizzano la “puzza” c’è e proviene dalla discarica Vergine spa, inoltre, la “puzza” è dovuta all’acido solfidrico. Lo dimostra l’ARPA. L’acido solfidrico è una sostanza altamente tossica che danneggia la salute dei cittadini. Lo provano gli studi scientifici internazionali.

Ma c’è di più. La discarica Vergine opera in modo discutibile. Lo attestano i verbali dei sopralluoghi della Polizia Provinciale che denunciano la realizzazione, non autorizzata, di un dreno con la rimozione di rifiuti precedentemente abbancati.

Il Tar di Lecce inspiegabilmente conferma la riapertura della discarica gestita dalla ditta Vergine, emettendo una sentenza che lascia i cittadini attoniti e ancora più sfiduciati nelle Istituzioni.

Dopo le rilevazioni effettuate ad agosto 2010, con sofisticati strumenti temporali, l’ARPA ha prodotto un’accurata relazione tecnica, sottoposta al TAR e disponibile al pubblico, in cui ha certificato che le lamentele dei cittadini hanno riscontri oggettivi nelle rilevazioni effettuate e che, di fatto, è stata riscontrata la presenza di ripetuti picchi di acido solfidrico o idrogeno solforato HS in misura notevolmente superiore alla soglia olfattiva. L’acido solfidrico è classificato come una sostanza fortemente velenosa “tossica a largo spettro” e, secondo la letteratura scientifica, questo acido è irritante e danneggia molti organi del corpo umano. L’esposizione e l’inalazione anche a basse concentrazioni può provocare, per citarne solo alcuni, tosse, mancanza di respiro, raffreddori, bronchite, irritabilità, declino intellettuale, danni ai polmoni, anche permanenti, lacrimazione agli occhi, congiuntiviti, bruciori agli occhi, sensibilità alla luce ulcerazione e mancanza di messa a fuoco, tensione, ansia ed affaticamento, danni ai tempi di reazione e al coordinamento motorio, stati di depressione, confusione, perdita di appetito, mal di testa, scarsa memoria, svenimento. Ne sono particolarmente colpiti i bambini affetti da asma. Guarda caso molti di questi sintomi sono lamentati dai cittadini di Lizzano e dei paesi limitrofi.

Malgrado ciò, il TAR dichiara che “è mancato un preciso e serio accertamento, da parte delle Amministrazioni resistenti, in ordine alle cause delle immissioni odorifere presenti nell’abitato ed in ordine alla riportabilità delle stesse”. Ha aggiunto il Tribunale che “In particolare, non è stata dimostrata, con un sufficiente grado di attendibilità, la derivazione delle immissioni odorifiche riscontrate nell’abitato di Lizzano dalle attività svolte nella discarica e, soprattutto, dal mancato abbancamento di rifiuti riscontrato in sede di sopralluogo in data 11 gennaio 2011”.

Ciò vuol dire, quindi, che il TAR di Lecce considera non sufficientemente attendibile e probante una relazione effettuata da un Ente pubblico preposto ai controlli, confermando la correttezza dell’operato del gestore privato dell’impianto. Se per il TAR, i rilievi e la relazione tecnica dell’ARPA non rappresentano “un preciso e serio accertamento”, cosa potrebbe esserlo?

Durante l’istruttoria si è parlato della realizzazione da parte del gestore di “un piccolo dreno” e della lacerazione di alcuni sacchi. Ma può essere definito piccolo dreno un’opera le cui dimensioni sono di 10 mt x 15 mt x 4mt di altezza per la quale sono stati rimossi circa 600m³ (corrispondenti a circa 100 autocompattatori) di rifiuti tossico-nocivi precedentemente abbancati, per giunta nemmeno coperti, trascurando accorgimenti obbligatori per ridurre al minimo il rischio per l'ambiente e la salute dell’uomo?

I lizzanesi ricordano perfettamente il fetore nauseabondo di quella notte e anche l’angoscia per i danni alla propria salute che in quei momenti li hanno costretti a chiamare insistentemente le autorità preposte per richiedere un intervento immediato.

Il TAR ha considerato insussistenti le violazioni del gestore rilevate nel Comune di Lizzano, quelle cioè che si riferiscono alla presenza in discarica di sacchi lacerati e alla realizzazione del dreno senza le dovute autorizzazioni. Con la sentenza del Tar, il ricordo amaro e indelebile di quella notte si rivivifica e si inasprisce fondendosi con la frustrazione e l’impotenza che scaturisce dal non sentirsi tutelati nei propri diritti dalle Istituzioni a questo preposte.

Agli abitanti di Lizzano, Carosino e di tutti i paesi limitrofi alla discarica, non soltanto viene calpestato il proprio diritto alla salute, ma viene offesa continuamente la propria dignità. Oltre al danno, resta la beffa. Di fronte al problema evidenziato chiaramente sia dal buon senso degli abitanti e sia dalle rilevazioni oggettive dell’ARPA e della Polizia Provinciale, il legale che difende gli interessi della discarica, l’avv. Quinto, continua a dichiarare pubblicamente che il problema non sussiste e se c’è puzza, proviene da un’altra parte.

Purtroppo, ancora una volta, i cittadini si rendono conto, a proprie spese, che lottare contro poteri forti non è cosa facile, ma la determinazione ricorda che talvolta Davide vince contro Golia e per questo non smetteranno mai di chiedere che venga garantito il sacrosanto diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana.

Per questo, ancora una volta, i cittadini, memori delle loro promesse, rivolgono nuovamente un accorato appello a tutte le Istituzioni.

Al Presidente della Provincia Florido che tempo addietro ha annunciato per mezzo stampa di chiedere alla Regione Puglia la riapertura immediata delle procedure di concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per le discariche della provincia jonica. Ciò allo scopo di procedere a nuovi controlli sul rispetto delle norme che tutelano la salute pubblica. In caso contrario, lo stesso Florido, si è impegnato ad emettere un’ordinanza per chiudere temporaneamente le discariche del tarantino accollandosi tutti i rischi del caso, compreso quello di tornare alle urne se ci fossero stati attriti tra i partiti di maggioranza.

Al Prefetto di Taranto, Dott.ssa Carmela Pagano che ha preso l’impegno di convocare un tavolo tecnico con gli Enti interessati alle autorizzazioni.

All’amministrazione del Comune di Lizzano che si è impegnato all’attuazione della Delibera unanime emanata durante il Consiglio comunale monotematico dedicato a questo problema.

A tutte le Amministrazioni Comunali che si sono impegnate all’attuazione della Delibera del Consiglio Intercomunale di Monteparano.

17 giugno 2011

Il nostro mare è da bere


Come è ormai ben noto, AttivaLizzano è un'associazione di volontariato che si occupa di attivismo civico, partecipazione popolare, di salvaguardia del territorio, dell'ambiente e della salute. In qualità di attivisti civici noi di AttivaLizzano ci sentiamo in dovere di segnalare i problemi che riscontriamo nel territorio, di sensibilizzare e informare i cittadini avviando un processo di presa di coscienza.

La nostra associazione non è contro nessuno, non appoggia né si contrappone ad alcun partito politico. AttivaLizzano s'impegna solo ed esclusivamente per motivi etici, civili e di tutela dei diritti dei cittadini.

Troppo spesso veniamo attaccati perchè denunciamo i problemi del nostro territorio. In questi momenti pensiamo a alle parole di Enzo Biagi: “Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti”. Denunciamo i problemi perché siamo fermamente convinti che sia eticamente scorretto venire a conoscenza di una situazione di rischio per la salute collettiva e tacere. In questi casi, pensiamo che non esistano motivi o giustificazioni validi per non avvertire gli altri cittadini e non sollecitare con fermezza gli opportuni interventi.

Rispetto allo specifico problema dell’Ostone, AttivaLizzano non è contro né l'ARPA né l'Amministrazione, né contro lo sviluppo del turismo (semmai a favore!). QUESTO DEVE ESSERE CHIARO. Salvaguardare l'immagine del paese e la qualità della costa non significa esporre a rischio centinaia di bagnanti, tenendo le informazioni celate, ma impegnarsi attivamente per risolvere i problemi alla radice e garantire la salute collettiva. Rovina l'immagine del territorio chi devasta le nostre risorse naturali per trarne profitto e chi, pur avendo mandato istituzionale, non vigila per tutelare i beni comuni e la salute collettiva.

A seguito della denuncia degli agricoltori Lizzanesi penalizzati dai danni (visibili) per gli straripamenti del Canale Li Cupi, AttivaLizzano ha effettuato delle analisi preliminari. Il problema del canale si è presentato a seguito dell'autorizzazione Regionale di scarico delle acque reflue nel Canale Naturale. Prima di questa autorizzazione le acque reflue venivano convogliate in pozzi di assorbimento molto profondi. Dopo la segnalazione di inquinamento di alcuni pozzi della zona vicina al depuratore consortile di San Vito, la Regione Puglia ha impedito l'accumulo in profondità di acque reflue. L'acqua, dopo le fasi di depurazione deve comunque fuoriuscire in qualche modo dall’impianto, pertanto è stato autorizzato lo scarico delle acque depurate nel Canale Naturale Li Cupi.

Per intenderci un canale naturale è un canale in cui dovrebbero confluire esclusivamente le acque piovane, e soltanto quelle.

Il canale in questione sino a pochi anni fa era gestito dal Genio Civile che annualmente ne effettuava la pulizia per garantire il flusso idrico ed evitare straripamenti. Da qualche anno invece la gestione è passata rispettivamente ai Comuni.


Per quanto riguarda il divieto di balneazione nel canale contenente acque reflue urbane emesso dal sindaco, dichiariamo che i cartelli sono stati posti solo il 10 giugno 2011 in conseguenza della nostra denuncia pubblica nonostante l’ordinanza risalga al 19 luglio 2010.

Teniamo a precisare, inoltre, che il limite di 5000 UFC/100ml si riferisce esclusivamente alle acque reflue urbane in uscita dal depuratore mentre i valori per le acque di transizione e costiere i parametri di buona qualità delle acque sono rispettivamente di 500 UFC/ml per eschericchia coli e di 200UFC/ml per gli enterococchi.

Il 6 giugno 2011 abbiamo effettuato un ulteriore prelievo alla foce e le analisi evidenziano valori di 6900 UFC/ml per eschericchia coli e 5500 UFC/ml per emterococchi.

Noi non diciamo che il mare è inquinato. Non abbiamo gli strumenti né i mezzi per analizzare l'intero mare. Sosteniamo, al contrario, che nel tratto di spiaggia dell'Ostone dove sfocia il Canale Li Cupi debba essere effettuate ulteriori analisi più approfondite in quanto, dalle nostre analisi, risulta esserci un'acqua contaminata in modo significativo da batteri fecali. Anche in riva al mare, subito dopo la battigia, l’acqua risulta essere contaminata, nonostante l'azione battericida delle sostanze contenute nell'acqua marina. Questo per tutelare principalmente i bambini poiché gli adulti si bagneranno solo i piedi, i bambini no.

AttivaLizzano si impegna ad andare avanti sulla questione per fare ulteriore chiarezza sul problema perché a noi sta a cuore la salute dei cittadini!

DI SEGUITO TROVERETE I RISULTATI DELLE ANALISI COMMISSIONATE DA ATTIVALIZZANO AL LABORATORIO STANTE DI TARANTO

Il 6 Giugno alle ore 15,40 abbiamo prelevato altri due campioni di acqua e fatti analizzare. I prelievi sono stati fatti sulle coordinate:

MARE FOCE: lat: 40° 19' 49''.9 N lon: 17° 26' 20''.9 E

FOCE INTERNO: lat: 40° 19' 50''.3 N lon: 17° 26' 21''.0 E




PER LA NOSTRA TERRA

Serata di sensibilizzazione

la dell’ambiente e dei beni comuni


Balleremo, canteremo e gliele suoneremo …

a chi danneggia l’ambiente, a chi devasta la natura, a chi stupra il nostro territorio, a chi ci avvelena, agli amministratori che promettono e non mantengono.

L'associazione AttivaLizzano, in collaborazione con i Cittadini di Taranto e Provincia in Mobilitazione, organizza la manifestazione "Per la nostra terra", serata di sensibilizzazione per la tutela dell'ambiente e della salute e per la salvaguardia dei beni comuni.


Tanta buona musica, buon vino, panini gustosi, condivisione ed informazione sono gli ingredienti di questa serata. Alcuni momenti di riflessione sulla strategia rifiuti zero e sulla riconversione del territorio, si alterneranno alla buona musica.

Sul palco salirà il giovane cantautore Emanuele Barbati, socio di AttivaLizzano, che aprirà la serata con i suoi ultimi brani e ci farà ascoltare anche il suo singolo “Scacco Matto” che impazza da più di un mese nei circuiti delle radio nazionali e il cui video è stato girato nel centro storico e a marina di Lizzano.


Per concludere, il concerto del grande Mimmo Cavallo che per l'occasione torna ad esibirsi a Lizzano, suo paese natale, con le canzoni che l'hanno reso famoso: Siamo meridionali”, “Uh, mammà!”, “Giù le mani”. Mimmo Cavallo canterà anche i brani del suo ultimo album “Quando saremo fratelli uniti” parte integrante dello spettacolo teatrale di grande successo “Terroni, centocinquant’anni di menzogne” di Roberto D’Alessandro, tratto dal libro “Terroni” di Pino Aprile.

Mimmo Cavallo è noto anche per aver scritto canzoni per artisti italiani come:- Mia Martini, Mariella Nava, Gianni Morandi, Zucchero, Syria, Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Al Bano,

Fiorella Mannoia. Suoi i testi degli ultimi singoli di Zucchero Fornaciari "Vedo Nero" e di Albano "Gloria".


Noi la chiamiamo festa” ma, sappiamo benissimo che a Lizzano, come in tutta la Provincia di Taranto, c’è ben poco da festeggiare: a causa di uno scellerato ricatto occupazionale ci avvelenano con i fumi delle grandi industrie, per una sbagliata politica su i rifiuti inquinano la nostra aria e i nostri polmoni con le polveri sottili e le diossine dei due inceneritori e con la puzza delle discariche ci opprimono e deprimono la salute: ricordiamo che a Taranto abbiamo il primato delle discariche di rifiuti speciali più grandi d'Europa (le discariche Italcave, Ecolevante e Vergine).

Liberiamoci di tutta la negatività che abbiamo dentro, dell’omertà, dell’indifferenza e avremo anche un mondo pulito fuori! Pretendiamo la salvaguardia dei beni comuni per il bene di tutti, contro il tornaconto di pochi. Battiamoci per una terra sana, più vivibile e più bella per noi e per i nostri figli!

SIAMO MERIDIONALI, SIAMO TERRONI E NON VOGLIAMO PIU’ FARCI CALPESTARE!


Vi aspettiamo numerosi il 19 giugno in piazza IV Novembre a

Lizzano alle ore 20

Il coordinamento di AttivaLizzano

8 giugno 2011

Spreco di Acqua a Lizzano: Votiamo SI al Referendum


video
In tempo di Referendum è un vero autogoal per Aqp e Politicanti (quelli che s'impegnano per il Referendum). Parliamo dello spreco di acqua pubblica delle fontane di Largo Bino e Piazza Matteotti che “perdono” acqua da oltre un mese: Abbiamo fatto un rapido calcolo per conoscere l'entità dello spreco.


  1. Fontana Largo Bino: 205,24 litri/ora che moltiplicati per 24 ore fanno: 4.925,884 litri al giorno.
  2. Fontana Piazza Matteotti : 61,2 litri l'ora che moltiplicati per 24 ore fanno: 1468,8 litri al giorno.


Sommando le due fontane (la terza fontana di Via Mascagni è stata chiusa e sarebbe auspicabile un rispristino) fanno 6.394,70 litri d'acqua sprecata al giorno. Calcolando che è circa un mese che questa storia, segnalata più volte al Comando di Polizia Municipale di Lizzano e alla Direzione di AQP, va avanti, si arriva a 6.394,70 x 30giorni: 191.840,52 litri d'acqua già sprecata.


Ogni giorno che passa sprechiamo 6 tonnellate di acqua. Che dite, le ripariamo queste fontane? Ah, da sapere, quest'acqua la paghiamo noi, Comune di Lizzano.


Una domanda: se io sono il fornitore privato di servizi idrici e il Signor Lizzano spreca 7 tonnellate di acqua al giorno. Chi ci gua
dagna? Chi paga? Chi ci rimette?

Si vota 2 volte SI al referendum anche per questo.

Evento: TUTTI IN BICI PER IL SI




giovedì 9 giugno · 17.30 - 20.30 Lizzano,
raduno piazza IV Novembre, vicino al ca
stello, ORE 18
Vieni in bici in giro per il paese con Attivalizzano e Legambiente e vota SI ai referendum del 12 e 13 giugno per salvaguardare i beni comuni e l'ambiente! Armati di bici, di fischietti e di tutto ciò che ritieni utile per far sentire la nostra voce del SI! Ricordati di indossare una t-shirt bianca e invita più amici che puoi! Ti aspettiamo!!!!!

https://www.facebook.com/event.php?eid=150410621699044


6 giugno 2011

POVERO MARE! POVERI NOI!

Mappa Ostone: identificazione Analisi Attiva Lizzano e Analisi ARPA Taranto




Risultati delle Analisi effettuate da AttivaLizzano il 18 Marzo 2011



Risposta dell'Arpa all'Invio della documentazione