14 dicembre 2012

Egregi Amministratori,

apprendiamo che in data 14/12/2012 si svolgerà presso la Provincia di Taranto un incontro per discutere i rilievi e le considerazioni della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. All’incontro, indetto dall’assessore provinciale all'Ambiente Giampiero Mancarelli, sono convocati l'Arpa Puglia e i sindaci dei comuni interessati. Non sono state convocate le associazioni e i comitati territoriali, la cui presenza era stata annunciata dall’assessore (Gazzetta del 22 novembre c.a.). Ancora una volta la politica taglia fuori i cittadini dalle decisioni che li riguardano. Nonostante l’esclusione dall’incontro, per il tramite del presente comunicato, vi rendiamo partecipi di alcune nostre considerazioni in merito al tema oggetto della riunione.
La relazione della Commissione parlamentare evidenzia il rischio di una diffusa e permanente contaminazione ambientale che, protratta nel tempo, potrebbe ripercuotersi pesantemente sulla popolazione residente nei comuni limitrofi, causando gravi danni, all’ambiente e alla salute. La commissione evidenzia traffici illeciti di rifiuti perciò si rende ancor più necessario individuare il rischio specifico, per il territorio e per la popolazione, attraverso la conoscenza della tipologia dei rifiuti smaltiti e del quantitativo sversato.
Ci preme tutelare il diritto dei cittadini alla salute e ci sembra necessario ed urgente che si pongano in essere azioni volte a:
- organizzare una mappatura epidemiologica delle patologie diffuse nella popolazione;
- realizzare la caratterizzazione delle discariche;
- effettuare l’opportuna Analisi di Rischio;
- effettuare i controlli adeguati da parte della Provincia su tutte le discariche, comprese quelle abbandonate e a quelle abusive. (controlli, come evidenziato dalla stessa Commissione, a tutt’oggi inesistenti);
- intervenire sui i problemi legati all'imminente ecotassa, per il mancato raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata;
- affrontare la problematica legata al ciclo dei rifiuti urbani e dell'impiantistica adeguata;
- risolvere il problema dei rifiuti transfrontalieri (nel porto si è riscontrato il maggior numero di reati ambientali);
- prendere atto delle mancate denunce alla Procura di Taranto da parte delle amministrazioni verso le problematiche dei rifiuti.
Vorremmo ricordare che la Provincia è tenuta a svolgere i controlli necessari rispetto alla gestione dei rifiuti e in materia di bonifica ed è tenuta a verificare l’attività dei gestori delle discariche rispetto alla corretta presentazione delle idonee garanzie finanziarie; ci appelliamo alle funzioni di tutela della salute e del territorio affidate ai sindaci; confidiamo nell’attività di monitoraggio e di controllo ambientale dell’Arpa.
Il problema delle fideiussioni è evidenziato anche dai recenti fatti riguardanti l’Ilva, infatti, dal 2 al 7 dicembre tre articoli (sul blog Delfini erranti e sui quotidiani Gazzetta del Mezzogiorno e Repubblica) hanno reso note le inadeguate fideiussioni e garanzie finanziarie che il gruppo Riva avrebbe presentato per le operazioni di bonifica e per i trentennali controlli post chiusura delle discariche di rifiuti speciali, presenti all’interno dell’impianto siderurgico.
Pertanto, in qualità di coordinamento di cittadini e comitati di Comuni limitrofi alle discariche Ecolevante, Vergine e Italcave, chiediamo agli amministratori convenuti e, in particolare all’assessore provinciale all’ambiente Mancarelli, se le fideiussioni e le garanzie finanziarie presentate dai gestori delle suddette discariche sono adeguate, sia rispetto ai progetti iniziali sia per i successivi abnormi ampliamenti. A nostro avviso, il riferimento all’Ilva è pertinente perché si tratta di discariche per rifiuti speciali che richiedono dopo la chiusura trenta anni di controlli a carico del gestore, ma anche perché nel 2005 la sentenza n. 1847 del Tar di Lecce, a chiusura di un procedimento avviato dal comitato Vigiliamo di Grottaglie, annullava il provvedimento di approvazione del piano di adeguamento presentato da Ecolevante per il I e II lotto della discarica perché “gravemente lacunoso sotto il profilo delle garanzie finanziarie”.
Sperando di aver dato il nostro contributo propositivo per la soluzione del problema, ci auguriamo di lottare insieme per il bene comune e di avere al più presto riscontri concreti da parte delle amministrazioni e dei politici che finora sono stati abili imbonitori. In anni di impegno abbiamo raccolto dagli amministratori comunali, provinciali e regionali tante buone intenzioni e promesse mai mantenute, delibere ad hoc, mai messe in atto, partecipazioni tronfie a incontri pubblici e manifestazioni. Tutti atti fini a se stessi, parole finora vuote.
Speriamo che la tutela del bene comune che muove i nostri passi e alimenta il nostro impegno da cittadini, diventi sempre più un obiettivo condiviso anche con gli amministratori e rappresenti l’unico scopo verso cui tendere in modo trasversale e totale.
Coordinamento provinciale per la difesa del territorio e della salute che riunisce comitati e cittadini di Lizzano, Grottaglie, Fragagnano, Maruggio, S. Marzano, Carosino, Monteparano, Faggiano, Statte e Taranto.

7 dicembre 2012

Quod Erat Demonstrandum

 "Stanchi di subire impotenti il disastro ambientale che si sta consumando con tutte le devastanti ricadute sul turismo e sull’agricoltura e seriemente preoccupati per la salute dei cittadini abbiamo deciso di sollecitare l’intervento delle Autorità competenti, a cominciare dalla Procura della Repubblica, per far cessare questo scempio e far sì che siano valutate le eventuali responsabilità civili, amministrative e finanche penali".

Così terminava il nostro comunicato stampa dello scorso gennaio 2012 in cui
esprimevamo la nostra frustrazione e dichiaravamo i nostri intenti rispetto al problema della proliferazione di alghe nel nostro mare. Come più volte ribadito, riscontriamo che il fenomeno, dovuto alle immissioni di nutrienti presenti nelle acque provenienti dal depuratore, sia aggravato nel periodo della molitura delle olive verosimilmente per l'illecito sversamento in fogna di acque di vegetazione
da parte dei frantoi.
Oggi, a distanza di quasi un anno, prendiamo atto che a nulla sono valsi gli appelli e l'esposto in Procura.
Come volevasi dimostrare, anche quest'anno si consuma l'ennesimo scempio territoriale nella nostra meravigliosa e martoriata terra!



3 dicembre 2012

3 dicembre 2012

7 dicembre 2012
7 dicembre 2012

26 novembre 2012

Mare, reflui e acque di vegetazione


Il 30 settembre 2012 è scaduta l’ordinanza del sindaco Macripò con la quale si vietava lo sversamento dei reflui del depuratore consortile dei comuni di Fragagnano, San Marzano e Lizzano nel Canale Li Cupi (e di qui direttamente in mare).
L’associazione AttivaLizzano ha manifestato nei mesi precedenti la propria contrarietà a tale ordinanza, che di fatto ha permesso lo sversamento delle acque “depurate” nel sottosuolo (pratica non permessa dalla legge italiana, perché può compromettere le falde) e che non ha prodotto gli effetti sperati dall’Amministrazione Comunale.
Infatti, dopo i primi bloom algali di inizio estate nella zona “Bagnara” della Marina di Lizzano, dovuti all’accumulo avvenuto durante gli ultimi 2 anni, di microalghe e sostanze fertilizzanti sul fondale, il problema si è spostato, a causa delle correnti, al lido Cisaniello fino a raggiungere lido Torretta.

Lido Cisaniello agosto 2012
Lido Cisaniello agosto 2012
Lido Ostone agosto 2012
Lido Ostone agosto 2012
Prima della stagione estiva si sono tenuti alcuni tavoli tecnici indetti dalla Regione Puglia, nel tentativo di elaborare soluzioni per minimizzare il problema della proliferazione microalgale nel mare. Come convenuto nei tavoli tecnici, l’amministrazione regionale ha dato mandato ad Acquedotto Pugliese S.p.A. di rendicontare sullo stato dell’impianto di affinamento delle acque reflue presente nel territorio lizzanese, realizzato pochi anni fa, con fondi comunitari per un importo di ca. 6 miliardi di lire, ma mai completato, ed al Comune di Lizzano di valutare l’annessa rete di distribuzione nelle campagne circostanti (già collaudata a suo tempo e la cui lunghezza totale è di circa 23 km!). AQP ritenendo antieconomico a causa dei già accaduti numerosi atti vandalici che hanno danneggiato la struttura stessa e dei ripetuti furti di elettropompe, cavi, quadri elettrici, etc Aqp, ha proposto di adeguare l’attuale depuratore consortile, dotandolo di impianto di affinamento stimando i costi per completare la struttura in 500.000 euro.

Il Comune di Lizzano stranamente non ha accolto le proposte dei tavoli tecnici ritenendo inutile l’ utilizzo delle acque affinate da destinare ad uso agricolo.
Proposta necessaria per limitare la portata dei reflui scaricati nel Canale li Cupi.


AttivaLizzano ha evidenziato già dal novembre 2010 le legittime denunce degli agricoltori dei terreni nelle zone attorno al Canale Li Cupi - “Porvica”, “Mosca” e “Morroni” - che ancora oggi risultano gravemente danneggiate dalle esondazioni dei reflui; eppure i lavori di pulizia idraulica del tratto interessato sono ancora fermi alla progettazione, nonostante l’ urgenza di misure che possano ristabilire la salubrità di terreni destinati alle coltivazioni.
AttivaLizzano propone, ritenendolo più opportuno, di utilizzare i fondi europei ca. un milione di euro richiesti per il miglioramento idraulico del canale Li Cupi come da progetto del Consorzio Stornara e Tara , (presentato a Lizzano dall’ex assessore Conserva) piuttosto nell’ampliamento della rete irrigua di distribuzione dell’impianto di affinamento delle acque reflue , fino a raggiungere i territori di Fragagnano e San Marzano, onde ovviare al ricorrente problema della siccità.

 
Il Comune di Lizzano emette l’ordinanza n.7 del 24/02/2012 relativa all’ obbligo della verifica, funzionalità e di adeguamento degli scarichi fognari (dispersi nel terreno raggiungono facilmente il mare) alle residenze della marina di Lizzano. I residenti avrebbero dovuto comunicare al Comune di Lizzano entro i 90 giorni gli esiti degli avvenuti controlli previsti. I residenti hanno provveduto a quanto richiesto dal Comune? E quest'ultimo a provveduto a verificare? Nulla è stato fatto !!!

Si aggiunge infine a quanto esposto, l’annoso problema delle acque di vegetazione provenienti dai frantoi che, sversate illecitamente nella rete fognaria non permettono il corretto funzionamento del depuratore per tutto il periodo della molitura delle olive.
Da un’indagine condotta dall’ENEA nel nostro Paese si producono oltre 2000 ton\anno di acque di vegetazione di cui più della metà concentrate in Puglia. Questo dato evidenzia l’attenzione che le Istituzioni preposte dovrebbero dedicare al riutilizzo delle acque di vegetazione nella nostra regione. Considerando che tali acque hanno un carico inquinante decine di volte superiori a quello dei reflui civili.
 
Per avere un'idea dell'impatto ambientale delle AV, continua la nota, basti pensare che il carico inquinante di 1 mc di AV equivale a quello di 100-200 mc di reflui civili corrispondenti a quelli prodotti da circa 100.000 abitanti. Da 1 m3 di queste frazioni si ottengono circa 99 kWh di energia elettrica attraverso un processo di cogenerazione del biogas prodotto, inoltre si stima che opportunamente trattata produce 40/60 Kg fertilizzante.
In Puglia vengono prodotte la metà dei reflui oleari dell’Italia intera, ma non risulta che siano stati realizzati o predisposti dalle Amministrazioni, impianti per lo smaltimento ed il recupero di tali acque.
 
I cittadini non si sentono tutelati, né incoraggiati al rispetto delle norme che proteggono la salute, la natura, i beni comuni.


dicembre 2011

dicembre 2011

dicembre 2011

19 novembre 2012

FATTI E NON PAROLE

POLITICI E DISCARICHE
fatti e non parole
comunicato del coordinamento dei comitati di Lizzano, Grottaglie, Carosino,
Monteparano, Fragagnano, S.Marzano

Non basta l’appello dall’assessore provinciale G. Mancarelli, comparso sulla stampa del 13 novembre u.s., affinché sia ridiscussa l’Autorizzazione integrata ambientale concessa alle discariche per rifiuti speciali del tarantino, appello già fatto l’anno scorso dal presidente Florido e da altri amministratori provinciali, sempre in concomitanza di scadenze elettorali.

Non bastano le rassicurazioni diffuse dal sindaco di Grottaglie Alabrese circa i controlli effettuati sulla discarica Ecolevante-Lgh, mentre in una nota dell’Arpa si legge che il gestore “provvede ad inviare le comunicazioni dei conferimenti… senza allegare alcun rapporto di prova” . (nota n. 26654 del 28.5.2010).

Non basta che l’on. Vico e il Sen. Saccomanno ripetano, in una interrogazione parlamentare, l’allarme ambientale, sanitario e legale sollevato dalla relazione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti.

Non basta che l’assessore regionale all’ambiente Nicastro abbia diramato comunicati nel settembre 2011 con l’annuncio di aver “diffidato tutti, dagli organi campani ai gestori delle discariche pugliesi, dal ricevere senza le omologhe necessarie i rifiuti provenienti dalla Campania con codice 19.12.12”.

La relazione della Commissione parlamentare parla chiaro: “i controlli sul territorio pugliese non sembrano sufficientemente penetranti se è stato possibile smaltire <<ingenti>> quantitativi di rifiuti … senza che gli organi di controllo locali abbiano mai rilevato alcunché” (pag.152); i dati acquisiti “vanno necessariamente confrontati con la sussistenza di indagini molto importanti … che aprono uno spaccato inquietante sui traffici illeciti di rifiuti diretti in Puglia” (pag.152); la pur meticolosa disciplina in materia di rifiuti “consente di costruire un ‘mondo di carta’ che nulla ha a che fare con la corretta e legale circolazione dei materiali di scarto”(pag.153).

Pertanto è necessario e doveroso porsi e porgere i seguenti inquietanti interrogativi.

Cosa ha fatto l’assessore Nicastro, quali atti amministrativi ha emanato per far eseguire gli opportuni controlli sui rifiuti con codice 191212 ?  Quale esito hanno avuto le interrogazioni parlamentari dell’on.Vico e del Sen. Saccomanno? 
 
Su cosa poggia la difesa dei controlli effettuata dal sindaco di Grottaglie Alabrese, e perché dopo due anni di continue sollecitazioni da parte degli ambientalisti non ha sollecitato dalla Regione controlli mirati sui rifiuti con codice 191212 e sui rifiuti con codice a specchio?

Quali proposte concrete ha portato o intende portare in Consiglio provinciale l’assessore Mancarelli affinché sia ridiscussa l’Aia concessa a tutte e tre le discariche del tarantino, non solo a Ecolevante e Vergine, autorizzazione a suo tempo rilasciata anche con l’assenso dell’Amministrazione provinciale tuttora in carica?

Perché l’assessore Nicastro, il presidente Vendola, il presidente Florido e il sindaco Alabrese non hanno risposto alla reiterata, dal 2010, richiesta degli ambientalisti affinché siano date opportune disposizioni a Arpa e Asl per specifici controlli sui rifiuti con codice 191212 e rifiuti con codice a specchio, dietro ai quali potrebbero nascondersi illegali giri-bolla?

E’ ora che Regione e Provincia e tutti i Sindaci dei Comuni limitrofi alle discariche per rifiuti speciali Ecolevante-Lgh, Vergine e Italcave, accolgano finalmente l’allarme ambientale, sanitario e legale che non soltanto gli ambientalisti, ma la stessa Commissione parlamentare ha sollevato.

E’ ora che le Autorità politiche e amministrative richiedano una indagine epidemiologica e controlli specifici per stabilire con precisione quale sia la presenza di minerali pesanti nelle falde acquifere, nel suolo e nell’aria. Perché non solo Taranto, ma l’intera provincia è a grave rischio sanitario e ambientale!

31 ottobre 2012

Incontro a Lizzano

In questi giorni è stata presentata ufficialmente a Bari, alla presenza delle massime autorità regionali e nazionali, la relazione parlamentare d’inchiesta sui rapporti tra criminalità e gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia. La relazione rappresenta la fase conclusiva del lavoro della Commissione Parlamentare che per due anni ha analizzato in dettaglio i traffici illeciti dei rifiuti in Puglia. L’associazione di volontariato AttivaLizzano, che in passato aveva seguito i lavori, ottenendo anche un’udienza con la stessa Commissione, ha partecipato con una propria rappresentanza alla presentazione ufficiale della relazione.
Contestualmente AttivaLizzano ha invitato presso la propria sede i  comitati, le associazioni e una rappresentanza di cittadini interessati dei comuni di Fragagnano, San Marzano, Grottaglie, Monteparano, Maruggio, Taranto, Carosino, Faggiano. I partecipanti preso atto dei contenuti della relazione e dell’andamento della presentazione ufficiale hanno convenuto sull’importanza della relazione parlamentare quale tappa di estremo rilievo nel percorso condiviso di tutela della salute collettiva e di difesa del nostro territorio quale bene comune. In questa relazione viene, infatti, recepita la drammaticità della situazione inerente l’intero processo di gestione dei rifiuti così come era stata sempre denunciata dalle associazioni e dai comitati territoriali. La relazione descrive una situazione catastrofica e delinea un sistema da mettere totalmente in discussione perché lascia ampio margine ad infiltrazioni criminali e mette in serio pericolo la salute dei cittadini, la salvaguardia del territorio e la stessa qualità della vita.
L’incontro a Lizzano si è concluso con l’accordo di proseguire in un'azione comune con cui puntare ad ottenere il massimo coinvolgimento delle popolazioni attraverso la sensibilizzazione su quanto evidenziato dalla relazione stessa e, allo stesso tempo, sollecitando le istituzioni ed amministrazioni locali a prendere tutti i provvedimenti possibili in presenza di situazioni così dannose per la salute dei cittadini e per il territorio per porre fine allo scempio e quantificare l'entità dei danni provocati da quasi quarant'anni di politica ambientale a dir poco dissennata. 

20 ottobre 2012

Considerazioni sul 13 ottobre: io non delego, io partecipo


La giornata di ieri ci è costata lavoro, impegno, ansia, e qualche discussione, anche. Ma le emozioni che tutti noi abbiamo vissuto e che ci hanno sconquassato hanno segnato un punto fermo nella storia di questa città. E oggi sentiamo di dover sottolineare questo: chiunque, d'ora in poi, penserà di poter prendere decisioni, ordinanze, provvedimenti, iniziative legislative e governative, dovrà vedersela con una comunità di cittadini che ha deciso di non delegare più a nessuno la realizzazione dei propri desideri, la tutela dei diritti, le scelte politiche, la discussione pubblica. Saremo noi a decidere del nostro futuro. Deve essere chiaro a tutti che questa non è più la città che ha subito per 50 anni scelte calate dall'alto e uno sviluppo industriale criminale che ha sacrificato centinaia di vite in nome del profitto e della produzione a tutti i costi. Taranto non è più la città in cui si può vietare ai bambini dei Tamburi di giorcare all'aperto nei loro spazi verdi. Non è più la città disposta a subire che un quartiere intero venga avvelenato. Non è più la città che ha visto gli operai troppe volte strumentalizzati contro i cittadini. Il cerchio si è allargato, come il nostro girotondo. E non sarà di certo un'Aia a fermarci.La città che vogliamo è fatta di discussioni pubbliche, di partecipazione, di bambini che giocano in strada, di condivisione, di manifestazioni di protesta e di dissenso. Ma soprattutto è fatta di scelte, le scelte della gente che abita i quartieri e i territori e che vuole, prima di tutto, il rispetto dei diritti: la salute e il lavoro.
Non ci interessano i numeri: qualcuno ha detto che eravamo 1.000, qualcun altro 3.000. Noi possiamo dire che eravamo "Liberi e pensanti": liberi di dire basta ai ricatti. Perché sappiamo chi sono i colpevoli della devastazione ambientale, sociale ed economica che ha soggiogato Taranto per 50 anni. Ed è a loro, lo Stato, la famiglia Riva, le istituzioni compiacenti o negligenti, che chiedermo il conto. Perché non saremo più noi a pagare per le loro colpe. Nè delegheremo a nessuno il compito di soddisfare le nostre aspirazioni e tutelare i nostri diritti.
E' stato bello sapere e vedere che nel nostro cammino non siamo soli: al nostro fianco ci sono tante realtà, comitati, movimenti, da Napoli a Lecce, da Chiaiano a Brindisi, da Bologna a Perugia, da San Vito Chietino a Barletta, da Cornegliano a Pomigliano, da Grottaglie, da Lizzano, da Massafra, da Foggia. Tutti uniti per combattere un sistema produttivo ed economico ormai al capolinea, che ha sacrificato la salute e il lavoro in nome di un capitalismo sfrenato. Soprattutto, era con noi la gente dei Tamburi. Perché noi siamo la gente dei Tamburi: siamo i commercianti che hanno abbassato le saracinesche in un sabato mattina di sole, siamo i condimini che hanno appeso striscioni al loro balconi, gli anziani che ci hanno guardato dall'alto e cantato con noi, siamo i bambini della Deledda e i piediatri che da anni combattono per curarli.
Taranto è i Tamburi e i Tamburi sono Taranto. E Taranto ha detto basta: Io non delego, Io partecipo.(http://www.globalproject.info/)
 Cittadini e lavoratori liberi e pensanti

7 giugno 2012

Comunicato stampa sul provvedimento per lo sversamento in falda delle acque del depuratore

Il 28 maggio 2012 il Comune di Lizzano ha emanato un'ordinanza disponendo il convogliamento nella falda acquifera delle acque provenienti dal depuratore consortile di Lizzano, Fragagnano, San Marzano di San Giuseppe. AttivaLizzano apprezza il fatto che vi sia finalmente una consapevolezza condivisa anche dal Comune sul problema del mare bruno-rossastro, sul nesso causale con il depuratore consortile e sui rischi per la salute e per l'economia del paese.
Tuttavia, AttivaLizzano intende ribadire che non condivide la scelta del Comune di sversare nuovamente le acque del depuratore nella falda acquifera, disposizione ampiamente caldeggiata da tutte le forze politiche.

AL precisa che nell’ultima conferenza dei servizi svoltasi a Bari presso l’Assessorato ai LL.PP., è stata categorica nell’affermare la netta contrarietà all’immissione in falda, in quanto ritiene che tale pratica non escluda che il problema del mare bruno-rossastro possa ripresentarsi quest'estate dal momento che fino ad oggi sono già state immesse notevoli quantità di nutrienti che potrebbero far proliferare le alghe già preesistenti nel mare.
Tanto più che è stato disposto a fine maggio. D'altro canto, l'immissione nella falda acquifera delle acque provenienti dal depuratore, di per sè, comporta dei rischi per la salute della falda.

Infine, l'associazione esprime il proprio rammarico perchè tra tutte le soluzioni proposte e discusse (l'affinamento delle acque, il riuso per fini irrigui, le barriere drenanti, la fitodepurazione, il potenziamento dell'impianto di depurazione) si è giunti alle porte dell'estate per fare la scelta meno opportuna.

8 maggio 2012

Il coordinamento "SALVIAMO LE DUNE" organizza

CONFERENZA PROGRAMMATICA  per  l’istituzione della
Area Protetta Regionale  Canale Ostone (Lizzano) - Torre Castelluccia (Pulsano)



Lizzano lunedì 14 maggio -  Museo Civico  ore 17.00 – 20.00
Saluti: Dario Macripo – Sindaco di Lizzano
Introduce: Francesco Maiorano (Legambiente Lizzano)
Intervengono:
Giuseppe  Mastronuzzi        geologo Università di Bari (sede di Taranto)
Giuseppe Corriero                biologo marino Università di Bari   (sede di Taranto)
Anna Bonomo                        facoltà  di giurisprudenza Università di Bari (sede di Taranto)
Domenico Pecere                  consulente Parco regionale delle Dune costiere di Ostuni – Fasano
Alessandro  Mariggiò         Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale
Gianfranco Ciola                   Parco regionale delle Dune costiere di Ostuni – Fasano
Paola Pagano                        associazione AttivaLizzano
Coordina: Lunetta Franco  (Legambiente Taranto)
Conclude:  Angela Barbanente                   Assessore regionale Assetto del Territorio

DOMENICA ECOLOGICA DEL 06/05/2012 AL CAMPO SPORTIVO LIZZANO









10 aprile 2012

Lettera aperta al sindaco


Egregio sig. Sindaco del Comune di Lizzano,

Il nostro Comune da tempo è interessato da interventi di riqualificazione urbana che interessano in particolar modo le aree pubbliche, in cui in modo più o meno indiscriminato vengono abbattuti alberature di alto fusto.

E’ inutile ricordarLe l’importanza degli alberi all’interno dei luoghi costruiti, della loro funzione bio-ecologica e di socializzazione.

Proprio per queste ragioni, è urgente che Lei e l'Amministrazione tutta si assicuri, prima di ogni futuro intervento, di avere la possibilità di rispondere con chiarezza a delle semplici domande, le cui risposte rappresentano sia un diritto per ogni singolo cittadino che un dovere per l'Amministrazione tutta.

1) Nelle scelte e conseguenti delibere del Comune è stato tenuto conto del valore economico di ogni singolo albero?

Ogni albero presente sul territorio comunale è di proprietà del Comune stesso, il che è equivalente a dire che è proprietà di ogni singolo Cittadino.

Se un qualsiasi privato cagionasse un danno ad un albero appartenente al patrimonio comunale, sarebbe immediatamente sottoposto alla sanzione corrispondente alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi, precedentemente al danno stesso.

Quando è invece un'Amministrazione comunale a deliberare l'abbattimento, deve evidentemente dare una giustificazione tecnica del proprio operato, indicando chiaramente in delibera la conseguente diminuzione di valore del Patrimonio Comunale tra le voci di spesa, in modo che la scelta possa essere chiaramente valutabile dal Collegio dei Revisori dei Conti; diversamente qualsiasi Cittadino potrebbe chiedere ragione di questa mancanza attraverso la Corte dei Conti, con conseguente determinazione delle responsabilità.

Indicativamente, alberi come quelli esistenti in Piazza San Nicola hanno un valore economico compreso tra i 3000 e i 5000 euro per singolo esemplare.

Nel catalogo di Tor San Lorenzo [il più grande vivaio d'Italia] del 2006 i Pinus pinea di altezza compresa tra 5 ed i 6 metri vengono 3.408 euro l'uno, naturalmente IVA [al 10%], trasporto ed impianto esclusi.

Ci troviamo quindi di fronte a valori complessivi, per l'intera alberatura, dell'ordine di un centinaio di migliaia di euro.

2) L'abbattimento di un albero è chiaramente giustificato là dove vi fosse pericolo per la pubblica incolumità; tale necessità deve tuttavia sempre essere preceduta da un accurato esame tecnico, svolto da professionisti abilitati (Dottori Agronomi o Forestali, in quanto competenza esclusiva dell'Ordine cui afferiscono) utilizzando le metodologie che più sono accreditate allo scopo, come la VTA ( Visual Tree Assessment), ed approfondendo l'esame, qualora emergessero fattori di rischio, con gli opportuni esami strumentali, quali il Resitograph e l'Arbotom (Tomografia sonica tridimensionale).

Inoltre, i fattori di rischio riscontrati devono essere documentati fotograficamente, sia in fase preliminare, che in fase di abbattimento (carie interne o corteccia inglobata).

Ogni altra metodologia utilizzata, o parere professionale che non utilizzi le succitate metodiche è privo di qualsivoglia valore in sede legale.

3) Naturalmente, una possibile ragione per l'eliminazione di un albero può essere costituita da danni od interferenze ad infrastrutture pubbliche, qualora non siano possibili soluzioni alternative. Il costo delle alternative deve ovviamente essere valutato in confronto con la diminuzione di valore del patrimonio comunale conseguente all'abbattimento (si veda il punto 1, in proposito).

A questo proposito siamo lieti di fornire, in allegato, due relazioni che attestano la metodologia d'intervento da seguire in questi casi, per evitare futuri danni all'asfalto o alle reti idriche fognarie; la prima è del Prof. Francesco Ferrini, il maggior esperto italiano di arboricoltura urbana, nonché professore universitario a Firenze, che la redasse per un caso simile, all'interno della causa giudiziaria che vide conseguentemente coinvolto il Comune di Marina di Campo (LI); la seconda è una dettagliata relazione tecnica del Dott. Valentino TRAVERSA Consulente dello Osservatorio Europeo del Paesaggio membro della Commissione Locale per il Paesaggio dell’Union 3, redatta per il Comune di Nociglia e già posta in essere, che illustra con precisione modalità d'intervento e costi delle sperimentate metodologie che risolvono i conflitti tra alberi ed infrastrutture dell'ambiente urbano.

4) All'interno delle future decisioni di riassetto del paesaggio urbano, riteniamo oramai indispensabile corrispondere alle raccomandazioni e direttive che arrivano dall’U.E. per la gestione partecipata del governo del territorio, in modo partecipato, a partire dalla Convenzione di Århus e alla successiva Convenzione Europea del Paesaggio, ratificate e divenute quindi leggi di nazionali.

I principi ispiratori di questi trattati sono poi stati recepiti in sede regionale, ad esempio, il DRUG,la nuova legge regionale sull’uso e la tutela del territorio (LR 20/2001), i piani di rigenerazione urbana, e tanti, tanti altri esempi che ogni amministrazione dovrebbe conoscere. Le metodologie sono altrettanto note ed utilizzate in qualsiasi Comune, come il processo di Agenda 21 Locale e l’applicazione della procedura EASW, European Awarness Scenario Workshop , di consultazione della popolazione.

Per concludere, noi riteniamo giusto e utile intervenire nei luoghi urbani pubblici, che in quanto pubblici sono di tutti , ma riteniamo indispensabile in quest'ambito, la consultazione diretta dei Cittadini e delle Associazioni.

Riteniamo quindi necessario essere soggetti attivi all’interno di questi processi, ci piacerebbe che la democrazia partecipativa fosse un metodo di normale applicazione per prospettare nuovi scenari che interessano il futuro aspetto del nostro paese.

22 marzo 2012

Il mio amico albero


Domenica 25 marzo, AttivaLizzano, WWF Taranto e Legambiente circolo Il Mirto di Lizzano, invitano a passare una piacevole mattinata in amicizia presso il Parco San Nicola, nei pressi della Chiesa Madre.
L'iniziativa è nata per valorizzare gli spazi comuni e per godere della bellezza dei pini che adornano la piazza minacciati di abbattimento dal nuovo progetto di riqualificazione della stessa.
Il Parco San Nicola è uno dei rari spazi verdi del paese, i pini non danneggiano in alcuna maniera le case nè le strade che circondano la piazza, sono stati piantati e crescono sani e robusti a Lizzano, da decenni. Siamo convinti che la riqualificazione del territorio debba rispettare le bellezze già esistenti, anche gli alberi sono patrimonio di una collettività.
Durante la mattinata saranno promossi giochi per grandi e piccini, canti, non mancheranno dolci da mangiare all'ombra dei pini per godere insieme della natura.
Ai bambini verrà proposto di dare un nome agli alberi così da aumentare il legame affettivo uomo/natura. Vi aspettiamo dalle 9:30 in poi"
Il Comitato, nell’occasione, intende promuovere una PETIZIONE POPOLARE attraverso una raccolta di firme contro l’abbattimento di alberi in Piazza San Nicola evidenziando i seguenti punti:

-Una continua e programmata distruzione delle piante che hanno ombreggiato per 50 anni le nostre piazze;
-L’importanza fondamentale del ruolo degli alberi nell’ambiente urbano sia per la salubrità dell’aria, assorbendo CO2, sia per gli effetti benefici sul microclima locale;
-Un’evidente contraddizione tra l’intento di ecocompatibilità perseguito dal progetto della Piazza San Nicola e l’abbattimento di alberi storici;
-L’assoluta mancanza durante le fasi progettuali di informazione e di coinvolgimento dei cittadini.
Il Comitato rileva ancora una volta l’assoluta insensibilità da parte dell’Ente Locale di promuovere progetti “veri” di sostenibilità ambientale e di recupero urbanistico delle aree interne al centro abitato e di scarsa attenzione verso la storia locale, tenuto conto che nelle adiacenze della piazza in questione vi è l’esistenza di depositi ipogei “medievali” di grano, che sarebbe importante e opportuno recuperare.
Questo Comitato ritiene che gli alberi di piazza San Nicola sono patrimonio di tutti e per tanto chiede una revisione del progetto e dice:

“NO AL TAGLIO DI ALBERI IN PIAZZA SAN NICOLA”

27 febbraio 2012

Nasce il coordinamento "SALVIAMO LE DUNE"


SALVIAMO LE NOSTRE DUNE DA CHI LE SPIANA PER REALIZZARE POSTI AUTO

QUESTO L’OBIETTIVO DEL COORDINAMENTO “SALVIAMO LE DUNE” CHE UNISCE ASSOCIAZIONI E CITTADINI DI LIZZANO, PULSANO E TARANTO

Il nostro mare, le sue bellissime coste e il nostro paesaggio sono risorse per un futuro ecocompatibile del nostro territorio

Continua l’opera di distruzione delle dune costiere del versante orientale tra Pulsano, Lizzano e l’isola amministrativa di Taranto. Già l’anno scorso alla denuncia relativa allo spianamento di un pezzo di duna davanti allo stabilimento balneare “Blue Sun” era seguito il sequestro dell’area stessa. Da qualche mese notiamo altre attività di disfacimento del sistema costiero, all’altezza del lido Bahia del Sol. Un disfacimento silenzioso, ma significativo per la costa, fatto per ricavare pochi parcheggi, ma che, in quel delicato ecosistema, crea gravissimi danni alle nostre risorse ambientali. Danni che possono essere irrecuperabili se non fermiamo in tempo questa mania inutile e dannosa (oltre che illegale) di asservire l’ambiente alle discutibili esigenze di parcheggi sempre più grandi ed invadenti.


In questi giorni varie associazioni ambientaliste (i circoli Legambiente di Lizzano, Pulsano e Taranto, l’associazione Attiva Lizzano, gli Amici dei Musei di Lizzano e il WWF di Taranto) e singoli cittadini, hanno dato vita al Coordinamento “Salviamo le dune” nato con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica, le Amministrazioni locali e tutti i cittadini dei nostri paesi e del capoluogo, sulla necessità di tutelare con il massimo rigore l’integrità della nostra costa. Solo la tutela e la salvaguardia delle risorse ambientali potrà permettere uno sviluppo sostenibile e un turismo responsabile.


Le improvvide (oltre che illegali) iniziative di singoli che spianano le meravigliose dune, formatesi in migliaia di anni, per ricavare qualche posto auto, non fanno altro che impoverire le nostra costa, rendere sempre più fragili i beni naturalistici, e contribuire a distruggere importanti fattori di sviluppo locale. Il coordinamento “Salviamo le dune” intende porre con forza all’attenzione di tutti i soggetti istituzionali e dei soggetti preposti al controllo e alla repressione dei reati ambientali, la necessità di controlli rigorosi e in generale di una maggiore capacità di intervento per prevenire fatti dannosi che contribuiscono a deturpare la nostra costa.


Il Coordinamento farà la sua parte vigilando e denunciando qualunque intervento ai danni dell’ecosistema costiero.

Il Coordinamento intende inoltre avviare una campagna di raccolta di firme al fine di proporre una legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un area protetta regionale a norma della LR 19/97, "Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia", con l’intento di tutelare e valorizzare il paesaggio costiero dell’area.

-Dune distrutte davanti al lido Bahia del Sol

-Dune distrutte e sequestrate davanti al Blue Sun nell'estate 2011

15 febbraio 2012

campagna tesseramento 2012

Sostieni la tutela e la valorizzazione della tua aria,della tua terra e del tuo mare aderendo alla campagna tesseramento di Attiva Lizzano ottenendo la tessera 2012,richiedila qui o recati in sede in via Canova 9 a Lizzano tutti i mercoledï dalle 19 in poi...mena mé Lizzano ha bisogno di te!