1 settembre 2013

Traffico di rifiuti, il boss pentito Carmine Schiavone: “Mie denunce inascoltate”

L'ex cassiere dei Casalesi racconta il sistema dello smaltimento illecito dei veleni, anche radioattivi, in Campania. Dichiarazioni messe a verbale già negli anni Novanta, a cui però non sono seguiti interventi sui territori colpiti. E la sua audizione del 1997 in Commissione parlamentare è ancora secretata


Le parole di Carmine Schiavone – che accusa direttamente lo Stato sulle mancate bonifiche dei siti inquinati dai veleni di Gomorra – hanno solide basi, riscontrabili in tantissimi atti giudiziari. Buona parte degli elementi che confermano la sua ricostruzione del traffico illecito di rifiuti sono contenuti negli atti di un processo in corso in questi mesi, condotto dal pm della Dda di Napoli Alessandro Milita. Imputati sono alcuni esponenti del gruppo di Francesco Bidognetti, alias Cicciotto ‘e mezzanotte: nomi che ricorrono nella testimonianza di Schiavone, come Gaetano Cerci e Cipriano Chianese. L’accusa è pesante, disastro ambientale.
Il complesso e difficile percorso della giustizia per cercare di scrivere una verità definitiva sui traffici di materiale contaminato – e forse radioattivo – dal nord al sud ha subito, negli anni, moltissimi ostacoli. La prima inchiesta della procura napoletana, conosciuta come “Adelphi”, non riuscì ad arrivare alle condanne degli imprenditori che avevano utilizzato i servizi del clan dei casalesi per smaltire illegalmente migliaia di tonnellate di scorie pericolose. La figura di Cipriano Chianese, avvocato oggi imputato nel processo per la contaminazione delle falde acquifere campane, è stata indicata – insieme a Gaetano Cerci e a Francesco Bidognetti – per la prima volta da Carmine Schiavone già nei suoi interrogatori del 1993.

Il Gip di Napoli Anita Polito, nell’ordinanza di custodia cautelare per l’indagine sul disastro ambientale conclusasi nei mesi scorsi, ricorda nei dettagli le date degli interrogatori del collaboratore di giustizia ex cassiere del clan: Schiavone venne ascoltato due volte nel 1993, due volte nel 1994 e poi nel 1996. Nel suo raccolto dell’epoca “il collaboratore riferiva in particolare, riassuntivamente, che verso la fine degli anni 80 — a partire dal 1988 — Chianese Cipriano (aderente ad un circolo culturale occultante una loggia massonica cui partecipava Cerci Gaetano), già operante per suo conto nello smaltimento dei rifiuti, ebbe ad avvicinarsi al gruppo di Sandokan (il boss Francesco Schiavone, ndr) e Bidognetti Francesco, intessendo con loro rapporti di affari per le discariche. (…) Erano state rilasciate altresì alcune concessioni ottenute per la realizzazione di vasche ittiche, in realtà utilizzate per l’estrazione della sabbia, poi affidate a Cerci e riempite con rifiuti tossici”. E ancora: “Il Chianese procedette quindi a scaricare rifiuti nelle cave di sabbia che vanno dal Lago Patria fino a Mondragone (cave prodotte dal prelievo di sabbia destinate per le costruzioni del consorzio Con. Cav. per la superstrada Nola-Villa Literno)”. Tutte informazioni che, dunque, sono note da circa vent’anni. Tra il 1995 e il 1996 la Criminalpol di Roma – su delega della procura napoletana – ha ripreso i verbali delle dichiarazioni di Schiavone, effettuando una serie di sopralluoghi nella provincia di Caserta, per cercare di individuare con precisione i punti di interramento dei rifiuti tossici. Secondo il Gip di Napoli le dichiarazioni di Carmine Schiavone furono puntualmente riscontrate: “L’esito degli accertamenti disposti sul  terriccio prelevato da alcuni dei siti individuati, consentiva di acclarare l’effettività della destinazione a discarica dei luoghi medesimi”.

Le denunce del collaboratore di giustizia furono raccolte nel 1997 anche dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, presieduta all’epoca da Massimo Scalia. Secondo il suo racconto, Schiavone consegnò alla commissione appunti e documenti con l’indicazione delle società coinvolte, delle targhe dei mezzi usati e dei luoghi degli smaltimenti. La sua deposizione risulta ancora oggi secretata e non è possibile capire quanto realmente raccontò. Di certo quel mondo di trafficanti descritto fin dal 1993 non appare – se non per sommi capi – nelle relazioni finali approvate dal parlamento nel 2001. Oggi, vent’anni dopo, è giunto il momento di aprire quegli archivi. (di Andrea Palladino 31 agosto 2013 Il Fatto Quotidiano)

3 agosto 2013

Al peggio non c’è mai fondo!

Al peggio non c’è mai fondo!
Sindaci, ricordate che siete responsabili della salute dei cittadini!
anche i rifiuti dell’Ilva nelle discariche della provincia di Taranto?


Da quanto riportato in questi giorni dalla stampa, sembra che le discariche dell’Ilva, piene tra l’altro  di amianto, siano insufficienti sia per la continuazione delle attività dell’acciaieria che per le operazioni di bonifica.

In particolare, “... Sui parchi minerali, dove sono stoccate le materie prime, Ronchi ha poi annunciato che l'azienda intende affidare i lavori entro fine agosto ma prima occorrerà risolvere il problema del deposito dei terreni che saranno smossi a seguito degli stessi lavori. Si tratta di terreni contaminati.” (Sole 24 ore 2 agosto 2013)

Dove saranno “depositati” questi terreni? Si tratta, come dice il sub commissario Edo Ronchi, di “terreni contaminati”. Siamo sicuri che non siano destinati  alle discariche per rifiuti speciali della provincia di Taranto, Ecolevante, Vergine e Italcave? E qualora lo fossero, chi si preoccuperà di chiedere e ottenere controlli e garanzie  per la salute e per l’ambiente?

Dopo che la Corte costituzionale bocciò la legge regionale di iniziativa popolare fondata sul principio di prossimità stabilito dall’Unione Europea, rifiuti industriali sono continuati ad arrivare nelle discariche Ecolevante, Vergine e Italcave da ogni parti d’Italia e non solo.

Con il pericolo di inquinamento ambientale da metalli pesanti e con la insufficienza dei controlli che Vigiliamo e gli altri comitati continuano a denunciare da un decennio. Con  il grave disagio dei cattivi odori, e con il pericolo che dissennati e criminali “giri bolla” possano convogliare in queste discariche anche rifiuti pericolosi non inertizzati e selezionati, come dimostrano  i diversi processi che si sono succeduti in questi anni.
Ora è possibile, a meno di chiare e verificabili smentite, che si  aggiungano i “terreni contaminati” dell’Ilva. Con quali rischi? Con quali controlli affinché il disastro ambientale invece di essere eliminato non venga semplicemente spostato da Taranto alla provincia?

Perciò ORA, per tutta la Provincia è necessario e improcrastinabile effettuare un’indagine epidemiologica e avviare un registro tumori! E controlli puntuali e mirati sulla eventuale presenza di minerali pesanti nelle falde, nell’aria e nel terreno!

Cosa intendono fare i Sindaci Alabrese, Tarantino, Miccoli, Macripò? Quali garanzie si stanno affrettando a chiedere? Quali controlli sull’aria, il terreno e le falde acquifere?

E il Sindaco Alabrese, ha effettuato quanto approvato nell’odg del Consiglio comunale del 4 febbraio scorso?  Ha richiesto alla Provincia di attuare entro 60 giorni, attraverso l’Agenzia regionale protezione ambientale, controlli puntuali e mirati sulle matrici ambientali e in particolare su percolato e acqua? Ha avviato presso la Regione la rivisitazione della Autorizzazione integrata ambientale che scade quest’anno? Quali sono le risposte avute da Arpa e Regione?

Cittadini, comitati, mamme, medici e soprattutto pediatri, residenti nelle zone delle tre discariche per rifiuti speciali Ecolevante, Vergine e Italcave, occorre riprendere uniti la mobilitazione per la tutela dell’ambiente e della salute,  di questa e delle generazioni future!

Etta Ragusa
Coordinatrice  del comitato Vigiliamo per la discarica

8 luglio 2013

Strada Regionale otto, la Commissione V.I.A sconvolge i piani delle lobby dell’asfalto.


Come è ancora troppo poco noto, la commissione di Valutazione Ambientale della Regione Puglia ha definitivamente affossato il progetto della strada regionale otto, anche nella patetica, raffazzonata versione ‘rivisitata’ alla luce della valanga di osservazioni piovute da enti ed associazioni, ma anche da qualche raro, isolato sindaco.
Forse per la prima volta nella storia della nostra regione, una commissione ufficiale, prevista dalla legge sulle grandi opere, fa il proprio dovere nonostante gli enormi interessi economici in gioco, definendo improponibile un progetto da 272.000.000 di euro, diconsi duecentosettandadue milioni!, per un’opera stradale che definire una porcheria è sempre troppo riguardoso, essendo uno dei progetti più inutili, maleodoranti e davastanti che possano interessare il territorio pre-costiero del salento ionico-salentino, da Taranto ad Avetrana.
Nonostante la bocciatura ufficiale da parte di un organo amministrativo chiamato dalla legge ad esprimersi sulla compatibilità ambientale delle opere pubbliche, la grancassa del circo barnum dei pro ‘circumsalentina’ ( cone si chiamava nel 1966 questo immondo progetto, perchè voleva ‘collegare’ Taranto ad Otranto con una superstrada di centinaia di km passante a tre km dalla costa !) cerca in tutti i modi di ereditare il testimone dell’appalto da quel Gianni Florido ex presidente della provincia passato recentemente dagli allori provinciali agli arresti domiciliari per vicende legate alle discariche Ilva, vero grande sponsor della riesumazione del progetto, il quale prima ancora di essere ufficialmente dichiarato Presidente, si preoccupò di annunciare urbi et orbi ‘ ora faremo la regionale 8!’ neache si parlasse di questioni di vita e di morte dei cittadini dei Tamburi piuttosto che di una porcata di opera pubblica.
Se può deprimere ma non stupire il coro unanime di yes-man fatto di sindaci e Presidenti di Enti e Confederazioni varie che in questi giorni funesta le pagine dei giornali con dichiarazioni tanto fasulle quanto pelose ( tutte naturalmente a favore della realizzazione della stradaccia in oggetto, anche da parte di sindaci come quello di Fragagnano nemmeno interessati dal traccciato !) spiccano da un lato le posizioni meno prone dei sindaci di Manduria e di Sava, correttamente orientate al completamento della strada bradanico- salentina, e dall’altro le dichiarazioni dell’ineffabile Amati, il quale auspica , addirittura con una proposta di legge, la eliminazione della commissione V.I.A., ora che la stessa , contrariamente a quanto in genere lor signori si aspettano, gli ha messo i bastoni tra le ruote facendo semplicemente il proprio dovere, ovvero negare la compatibilità dell’’opera con le norme paesaggistiche ed ambientali.
Abbiamo già avuto ampio modo di pesare lo spessore politico ed anche etico di Amati quando era assessore regionale e si occupava di scarichi di cacca in mare gettandone un po’ addosso non solo ad anonimi cittadini, ma anche su noti frequentatori della zona, come Romina Power ‘rea’ di essere contraria allo scarico di fogna nel mare di Specchiarica, ma fa sempre un certo effetto l’arroganza con cui l’ex assessore, indagato per abuso di ufficio per vicende legate al piano regolatore di Fasano, agisca nel ‘fuoco’ dei reati contro la pubblica amministrazione oggi addirittura proponendo l’abolizione della commissione V.I.A , definendo ‘proposta di legge’ ciò che dai più è letta come una vera e propria ritorsione per una delibera tanto sgradita quanto inattesa.
La musica sta cambiando, anche in Puglia ed anche nella Taranto dei ‘sindaci con la pistola’ per accomunare senza indugi Stefàno a Cito, grazie certamente alla limpidezza di molti magistrati, ma anche al risveglio di nuove energie sociali , gente per bene, gente pulita come ce ne è sempre stata, che è sempre stata maggioranza, ma che oggi scende in piazza per difendersi dai Riva e dalla loro corte di servi senza scrupoli, ma anche, come pare, per raccogliere le firme in calce alla delibera della commissione VIA sulla regionale 8, ringraziando uno ad uno i componenti firmatari del provvedimento, e per chiedere che la strada ‘tarentina’ diventi la più lunga e la più bella pista ciclabile del sud –Italia, anche con l’ampliamento di una corsia per le auto: con buona pace dei 5 milioni di euro di soldi pubblici già maturati dal progettista della Regionale 8 , e dell’8 per cento sul valore totale dell’opera cantierizzata, ovvero circa 23 milioni di euro che potranno così essere tolti all’appaltocrazia e spesi nel vero interesse di tutti noi.


Avv. Francesco DI LAURO per ass. turistico culturale ‘Azzurro Ionio’

17 aprile 2013

Discarica Vergine, monitoraggio cattivi odori: Mancarelli chiede l’intervento della Regione

Discarica Vergine, monitoraggio cattivi odori: Mancarelli chiede l’intervento della Regione

 LIZZANO – Il monitoraggio della discarica Vergine va fatto e anche celermente. Si alza il livello dei controlli sui cattivi odori alla discarica Vergine a seguito di una segnalazione dell’Arpa inviata a Regione Puglia, Comune di Lizzano e Provincia di Taranto. La risposta dell’assessore provinciale all’Ambiente Giampiero Mancarelli è arrivata prontamente attraverso la richiesta d’immediato intervento all’assessore regionale all’Ecologia Lorenzo Nicastro. La missiva di Mancarelli è stata inviata per conoscenza anche alla società che gestisce la discarica e al sindaco di Lizzano Dario Macripò.
Nella sua lettera, Mancarelli rileva «l’insufficiente collaborazione fino a questo momento prestata dalla società Vergine per consentire alla struttura diretta dal professor Giorgio Assennato di procedere con l’attività di monitoraggio di sostanze odorigene attraverso il posizionamento di idonea strumentazione in prossimità del perimetro della discarica». «Eppure sottolinea l’assessore provinciale – proprio la società Vergine aveva manifestato la propria disponibilità a collaborare. Convinto di un suo immediato intervento, mi rimetto alle sue valutazioni per superare l’attuale impasse al fine di raggiungere gli obiettivi condivisi con la comunità lizzanese e i suoi rappresentanti istituzionali».
 «Per quanto di competenza della Provincia di Taranto, – conclude l’assessore Giampiero Mancarelli – confermo sin da ora la massima collaborazione per dare positiva soluzione all’incresciosa situazione».
La risposta della Regione è peraltro arrivata a stretto giro. «L’esigenza di dare ai cittadini di Lizzano risposte concrete e fondate su dati di scienza in tempi brevi – rileva Lorenzo Nicastro – è stata condivisa da tutti i soggetti istituzionali e, così sembrava, anche dal gestore dell’impianto che, addirittura, aveva formalizzato esso stesso una richiesta di monitoraggio per la tranquillità di tutti. Per questo era emersa la modalità di monitoraggio in parallelo al centro di Lizzano e nelle immediate vicinanze dell’impianto».
L’assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia ha quindi fatto sapere che «il competente servizio della Regione Puglia sta provvedendo a sollecitare il gestore ad una maggiore collaborazione con l’agenzia per la protezione ambientale. Confidando che la volontà di collaborare espressa in una propria nota dalla società – conclude Nicastro – fosse realmente indirizzata a dissipare qualsivoglia dubbio sorto nelle popolazioni del territorio. Non abbiamo bisogno di buone intenzioni, abbiamo necessità di atti concreti e di reale collaborazione con i soggetti istituzionali perché i cittadini possano sentirsi tutelati».     www.corrieredelgiorno.com

18 marzo 2013

ARPA CONTESTA E GIAMPIERO COSA FA?

COMUNICATO: Arpa Puglia comunica alla Procura inadempienze dell'Ilva e il potere politico si preoccupa
 L'assessore all'ambiente della Provincia di Taranto Giampiero Mancarelli ha chiesto al ministro Clini di intervenire "con la necessaria tempestività"  sugli enti di controllo "con l'obiettivo di non alimentare, seppure indirettamente, confusione nell'opinione pubblica  tarantina". La lettera è stata inviata anche alla Regione Puglia.
Questa richiesta di intervento dell'assessore Mancarelli "per coordinare gli organi di controllo" (come scrive l'assessore) avviene dopo che l'Arpa Puglia ha constatato la non esecuzione di varie prescrizioni dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte dell'Ilva.
L’Aia, firmata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini il 26 ottobre 2012, non è al momento rispettata e questa dichiarazione è contenuta in un documento ufficiale che l’Arpa avrebbe inviato come comunicazione di reato (1) alla Procura il mese scorso. Le firme sono quelle di Giorgio Assennato, Massimo Blonda e Simona Sasso, rispettivamente direttore generale, direttore scientifico e funzionario di Arpa Puglia.
Anche noi - con una scrupolosa verifica delle prescrizioni dell'Aia - siamo giunti alla conclusione che l'AIA (benché carente) non sia applicata in parti molto importanti.
Siamo davvero stupiti che l'assessore Mancarelli, anziché essere preoccupato della non attuazione dell'AIA, sia preoccupato degli organi di controllo che stanno facendo il loro dovere di verifica, e a cui va assicurata una piena autonomia. All'Arpa Puglia spetta uno "status" di ente terzo. L'Arpa deve essere indipendente dal potere politico e soprattutto dal ministro Clini che, peraltro, ha dichiarato che "al momento non risultano inadempienze" da parte dell'Ilva per l'AIA, nonostante l'Arpa Puglia affermi che gli impianti continuino ad inquinare, in violazione delle prescrizioni dell'AIA stessa.

Fabio Matacchiera - presidente Fondo Antidiossina Taranto
Fulvia Gravame - responsabile nodo di Taranto PeaceLink
Alessandro Marescotti - presidente di PeaceLink

Ecco il testo integrale della lettera di Mancarelli:
Ill.mo Sig. Ministro
la comunità ionica sta seguendo con comprensibile trepidazione l’avviato percorso di ambientalizzazione dello stabilimento Ilva di Taranto. In poco tempo, e con il concorso di tutti gli attori sociali e istituzionali coinvolti, stiamo dimostrando che il corso dello storia può cambiare. Parlo di storia perché tutti insieme stiamo scrivendo una nuova pagina per Taranto e per la Terra Ionica. Il tempo giudicherà i nostri atti ma per ciò che è stato fatto sinora possiamo ritenerci – almeno questa è la mia considerazione – moderatamente soddisfatti.
E proprio al fine di non inficiare l’unità di intenti che ci accomuna e che, a vario titolo, ci obbliga ad operare con il massimo senso di responsabilità, Le chiedo, Signor Ministro, di intervenire con la necessaria tempestività per coordinare l’operato di tutti gli enti di controllo con l’obiettivo di non alimentare, seppure indirettamente, confusione nell’opinione pubblica tarantina.
Beninteso, il nostro intento è comunicare con tempestività e trasparenza tutti i risultati rivenienti dalle attività di rilevazione e monitoraggio; e tuttavia, avvertiamo anche l’obbligo morale, prima ancora che politico e istituzionale, di non lanciare alla popolazione messaggi equivoci o peggio ancora contraddittori che rischiano di delegittimare proprio il prezioso e insostituibile lavoro degli enti di controllo cui è demandato il compito di effettuare le opportune verifiche.   ( ilquotidianoitaliano.it )
comitatopertaranto.blogspot.com

7 marzo 2013

da TarantOggi tra ricordi e storia recente



TarantOggi 5/3/2013









Due centraline Arpa controlleranno odori

Due centraline Arpa controlleranno odori


LIZZANO - Monitorare per un mese lo stato di salute dell’aria di Lizzano attraverso l’installazione di due centraline, la prima da fissare presso la scuola elementare “Anna Frank”, la seconda vicino alla discarica Vergine. Questa è la conclusione cui si è giunti nell’incontro che si è tenuto ieri sera, non in piazza Matteotti, bensì presso la sala consiliare (a causa della pioggia), alla presenza delle mamme di Lizzano, alcuni bambini, il sindaco Dario Macripò, l’assessore provinciale Giampiero Mancarelli, il direttore didattico della scuola Frank Filippo Coppola, alcuni volontari dell’associazione di Attiva Lizzano e infine la responsabile di Taranto dell’Arpa Puglia Maria Spartera. L’incontro è stato proficuo anche per discutere e chiarire tra il direttore didattico e le mamme le assenze dei bambini che hanno disertato le lezioni, nelle precedenti manifestazioni di sensibilizzazione contro l’ inquinamento che si sono tenute nei giorni scorsi presso la stessa scuola di Lizzano.

Il summit è stato introdotto dal primo cittadino il quale ha sottolineato che il Comune ha svolto in passato un notevole lavoro sul problema ambientale, muovendosi in più direzioni. Di parere opposta Attiva Lizzano attraverso il suo presidente Angelo Del Vecchio, il quale ha invece replicato a nome dell’associazione, puntualizzando che il sindaco non si sarebbe mosso con celerità, non dando seguito alla delibera del consiglio comunale del 2010.

L’assessore provinciale Mancarelli ha puntualizzato il concetto di fondo che non c’è un vero limite alle esalazioni, sui cattivi odori provenienti dalla discarica. Egli si è appellato ai presenti dicendo che bisogna individuare la provenienza delle esalazioni che invadono Lizzano. Ecco la ragione per la quale alla fine si è deciso di installare a breve altre centraline di monitoraggio per verificare la puzza che viene avvertita spesso in paese. Un aspetto sicuramente positivo in linea con i controlli da effettuare minuziosamente. 


Questo in sintesi il concetto esternato nel suo intervento Maria Spartera, responsabile di Taranto della'Arpa Puglia, il cui ente è stato sempre al centro delle attenzioni dei molteplici giudizi e valutazioni da diversi esponenti ed esperti. Filippo Coppola, direttore didattico della scuola elementare Anna Frank, oltre a soffermarsi sulla questione delle precedenti interferenze delle assenze con l'orario delle lezioni (da non ripetere più), si è mostrato preoccupato del malesseri fisici cui spesso vanno incontro i bambini. Una vera anomalia.

Le mamme si sono mostrate alla fine soddisfattte dell'incontro avuto, dell'attenzione mostrata e delle conclusioni cui si è giunti con l'installazione delle centraline. Particolarmente toccante una lettera si una bambina, Morena della quinta elementare della Anna Frank, la quale ha fatto commuovere diversi presenti per le toccanti parole pronuciate. Ovvero, partendo dal malessere cui vanno incontro in aula, attraverso il bruciore agli occhi e della gola, ha ribadito il concetto di non voler andare via da Lizzano, come gli adulti, in quanto ama il suo paese. Si sente adorata e vicina la sua famiglia, gli zii e i nonni per l'amore che nutre con grande affetto.
di Angelo Occhinegro La Gazzetta del Mezzogiorno



4 marzo 2013

arrivano le centraline


Prove tecniche per l'Aia, arrivano le centraline

Nel giro di una settimana le centraline per il monitoraggio in continuo verranno installate. La decisione è stata assunta mercoledì durante il tavolo tecnico tenutosi presso l’assessorato regionale all’Ambiete di Modugno.

Un tavolo nato per riaprire le procedure di autorizzazione integrata ambientale concesse alle tre discariche del tarantino.

Ecolevante, Italcave e Vergine finiscono nella lente di ingrandimento di Regione, Provincia ed Arpa anche alla luce dell’ultima emergenza rifiuti scoppiata in Calabria che, come quelle della Campania e del leccese, è finita a Taranto.

I rifiuti degli stir d’oltre regione dal 2006 ad oggi arrivano puntualmente nelle discariche del tarantino.

La rivisitazione dell’Aia per i tre impianti servirebbe, quindi, a garantire misure più rigide a tutela dei territori circostanti dove, spesso, la puzza ha agitato gli animi dei residenti.  Per ogni discarica il tavolo regionale ha studiato le mosse da compiere.  Nell’immediato si agirà sulla discarica Vergine perchè nel giro di una settimana dovrebbero essere installate centraline per il monitoraggio in continuo dell’aria nelle immediate vicinanze dell’impianto ed a Lizzano, probabilmente nei pressi della scuola “Anna Frank” dove nelle ultime settimane si sono registrati i cattivi odori.

Un monitoraggio di trenta giorni per registrare eventuali sforamenti di emissioni odorigene ai limiti consentiti. Ma se ciò non dovesse bastare la Provincia ha già un asso nella manica per smascherare l’eventuale arrivo di rifiuti che possono provocare i cattivi odori.

 All’Ecolevante viene richiesta la verifica sulle attività che la società intende mettere in atto per eliminare le criticità rilevate finora ed anche lì arriveranno le centraline.  Infine all’Italcave l’Arpa dovrà eseguire sopralluoghi per verificare le azioni messe in campo per limitare le emissioni odorigene. Un progetto già presentato dalla società nell’ottobre del 2011 e battezzato col nome di “Controlodor” per stimare gli impatti dell’attività di discarica sul territorio.

Poi anche lì il monitoraggio in continuo che non calcolerà la media delle emissioni, bensì l’andamento giornaliero degli odorigeni in maniera tale da captare esattamente l’inizio e la fine di eventuali superamenti. Un sistema utile anche ad individuare il tipo di rifiuto che può essere alla base dei cattivi odori.

tarantosera.info

1 marzo 2013

La protesta delle mamme e la riapertura delle AIA

Il coro delle mamme:  no ai veleni

LIZZANO - Un’altra giornata di protesta contro i cattivi odori che sarebbero provocati dalla discarica Vergine. Ieri e stamattina studenti e genitori degli alunni delle scuole lizzanesi sono scesi in strada per dire “no ai veleni”.


Hanno tenuto prima un presidio davanti alla scuola Anna Frank dove la puzza resta per ore e ore e i cattivi odori sono maggiormente avvertiti, soprattutto al mattino al rientro a scuola. Poi la manifestazione é proseguita davanti alla scuola Manzoni, dove i genitori hanno chiesto di incontrare il direttore Filippo Coppola e ottenuto un appuntamento per domani.


«Vogliamo dare un segnale forte perché questa situazione non é più tollerabile. Vedendo le aule vuote il preside dovrebbe capire quanto sia grave questo problema e battersi con noi contro questa emergenza» spiega Caterina De Gaetano di Lizzano. Le mamme non hanno mandato i figli a scuola in segno di protesta contro i cattivi odori che rendono l’aria irrespirabile, provocando anche dei malesseri a diversi cittadini.
Oggi pomeriggio un altro gruppo d mamme si recherà al Comune per organizzare il posizionamento di alcune centraline che saranno installate nel paese per monitorare i cattivi odori. A seguito di diversi sopralluoghi dell’Arpa che si sono già tenuti, l’accusa é caduta sulla vicina discarica Vergine, verso la quale la comunità lizzanese si sta ribellando da diverso tempo. E proprio ieri a Modugno le istituzioni hanno ragionato sulla riapertura delle autorizzazioni integrate ambientali per le tre discariche tarantine, e quindi per la Vergine.

tarantosera.info


E' il giorno della riapertura Aia per le tre discariche


 TARANTO - A Modugno per riaprire le autorizzazioni integrate ambientali concesse alle tre discariche del tarantino.

Comincia oggi, presso l'assessorato regionale all'Ambiente, un nuovo percorso verso la mitigazione del danno ambientale.

Uno studio sulle autorizzazioni concesse a suo tempo alle discariche Italcave, Ecolevante e Vergine per verificare se sussistono gli estremi per modificarle a nome della tutela ambientale del territorio ionico e soprattutto per cercare di limitare l'arrivo dei rifiuti d'oltre confine.
L'ennesimo caso è scoppiato ai primi di febbraio con l'arrivo a Taranto dei rifiuti dalla Calabria.

Stamattina a Modugno, il dirigente dell'ufficio inquinamento e servizio rischio industriale della Regione Puglia ha convocato l'assessore provinciale Giampiero Mancarelli e l'Arpa. Al lavoro tre ingegneri della Regione che insieme alle altre due istituzioni hanno iniziato col valutare le prescrizioni.
"Abbiamo cominciato con la Vergine - ci riferisce l'assessore Mancarelli - per la quale stiamo valutando la possibilità di avviare nuove azioni di monitoraggio per capire la provenienza dei cattivi odori e la loro riduzione. Abbiamo appreso della volontà della società di avviare un monitoraggio approfondito e stiamo considerando la questione".

Al momento di andare in stampa l'incontro era ancora in corso.

Un incontro che ancora prima di avere luogo finisce nel ciclone delle polemiche. Da Grottaglie è il comitato "Vigiliamo per la discarica" che lamenta il mancato coinvolgimento nell'appuntamento odierno.

"Oggi - si legge in una nota - si vedrà dai risultati se questa riunione voluta dalla Provincia e soprattutto dall'assessore Mancarelli, e annunciata ampiamente prima delle elezioni, è stata solo una trovata elettorale o costituisce l'inizio di un concreto percorso di verifica. Intanto le associazioni ambientaliste non sono state ascoltate dall'assessore Mancarelli, che pure da mesi aveva annunciato alla stampa l'incontro. E neppure sono state invitate al tavolo di Bari. Mentre sono rimbalzate sulla stampa nazionale, per la denuncia delle associazioni ambientaliste, le conseguenze nefaste della presenza di ben tre discariche per rifiuti speciali nella provincia ionica. E dall'inchiesta 'Ambiente svenduto' la stessa dell'Ilva, sembrerebbero emergere precise responsabilità circa le Aia rilasciate alle tre discariche del tarantino. Irregolarità negli atti di autorizzazione da sempre denunciate dal comitato Vigiliamo per la discarica, e che portarono anche al sequestro del III lotto della Ecolevante".

"Continuare a ignorare le associazioni ambientaliste - concludono - e portare nella riunione per la discussione dell'Aia solo le esalazioni odorigene o la richiesta di qualche controllo, come dice l'assessore Mancarelli, significa sminuire il problema e continuare a ignorare precise responsabilità di Provincia e Regione, le stesse in carica da un decennio".

tarantosera.info

22 febbraio 2013

L'essenziale è invisibile agli occhi

La Vergine contro l’Arpa: usa metodi non riconosciuti 


LIZZANO - La puzza si sente. Su questo non c'è dubbio. Resta, invece, da capire da dove proviene e soprattutto se è nociva.
  
 Stiamo parlando dei cattivi odori che periodicamente invadono la periferia ed il centro urbano di Lizzano.

Nessuno fino ad oggi ha mai chiarito se si tratta di odori che provengono dalla discarica Vergine e soprattutto se in quelle emissioni c’è qualcosa di cui preoccuparsi.

La gente ha legittimamente paura ed ogni qualvolta la puzza torna ad entrare nelle case è allarme.  L’indice il più delle volte è puntato contro la discarica dove l’Arpa di Taranto ha già attivato campionamenti sulle emissioni.

In azione ci sono i cosiddetti “radielli” che intercettano le sostanze odorigene emesse in atmosfera.  Ma finora, stando a notizie ancora ufficiose, nulla è emerso. “E nulla emergerà”. Ne è convinto l’avvocato Luigi Quinto, legale della società Vergine che annuncia la volontà dell’azienda di farsi carico delle spese per attivare controlli accurati finalizzati a fare chiarezza una volta per tutte.
“Le metodiche utilizzate dall’Arpa di Taranto - ci dice l’avvocato - sono approssimative e non scientifiche. Occorrono strumenti più sofisticati e per questo evidentemente più costosi per i quali la società Vergine è disposta a sobbarcarsi le spese, perché stanca delle speculazioni che da anni vanno avanti. Ciò che la società propone è un contraddittorio con tutti, anche con i comitati che si ribellano alla puzza”.

Un monitoraggio, insomma, allargato anche ad Arpa extraregionali e ad esperti internazionali che mettano in chiaro ciò che realmente accade ogni volta che spira il vento di scirocco.


“Gli studi dell’agenzia mondiale della sanità - insiste l’avvocato Quinto - dimostrano che l’acido solfidrico di cui si parla è percepibile dall’uomo se ha una concentrazione che arriva a sette microgrammi. Secondo i nostri dati, invece, la concentrazione sull’impianto è di massimo 3 microgrammi e, quindi, fino in paese, dovrebbe abbassarsi almeno della metà. Siamo convinti che gli odori non dipendano dalla discarica, ma da altri impianti. D’altronde nelle immediate vicinanze del paese esiste anche il depuratore”.

In altre parole la società mette in dubbio la competenza dell’Arpa di Taranto su questo tipo di controlli e soprattutto mette sott’accusa la strumentazione finora utilizzata per monitorare l’aria attorno all’impianto.

“Quella del radiello - insiste Quinto - è una metodica non ufficialmente riconosciuta, ma sperimentale. Poiché può essere anche un problema economico perchè altri metodi sono più onerosi è la società che se ne vuole fare carico”.

tarantosera.info

18 febbraio 2013

Emergenza discariche

Emergenza discariche tarantine, Nicastro: «Intervengano organi di controllo»

“In ordine alle discariche della provincia di Taranto la Regione ha ricevuto dall'amministrazione provinciale ionica la richiesta di riesame delle Autorizzazioni Integrale Ambientali in ragione dei fenomeni odorigeni degli ultimi giorni. Ferma restando l'assoluta disponibilità a prendere in esame le segnalazioni e i rilievi tecnici sulla base dei quali è possibile riaprire i procedimenti autorizzativi mettendosi al riparo da ricorsi e contenziosi, va però detto che, come è facile intuire, questi procedimenti avranno dei tempi che certamente non permettono di tamponare le emergenze riportate dalla stampa”. A dichiararlo è l'assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro.

 “In ordine alle emergenze credo che l’unico intervento possibile sia quello degli organi di controllo deputati e degli organi di polizia giudiziaria (o amministrativa) che procedano, sulla base di accertate violazioni, anche ad operazioni di sequestro cautelativo, laddove si ritenga. In capo alla Regione – prosegue Nicastro – è il compito di rilasciare le autorizzazioni sulla base dei riscontro. Agli organi di polizia amministrativa e giudiziaria, anche presso gli enti locali, il compito di mettere al riparo la cittadinanza dai rischi rinvenienti da eventuali violazioni di norme penali o amministrative”.

 http://www.inchiostroverde.it

17 febbraio 2013

Taranto / Provincia: rifiuti dalla Calabria, Mancarelli chiede lumi e mette in discussione Aia per le discariche

TARANTO - Sui rifiuti provenienti dalla Calabria e destinati ad Italcave, l’assessore provinciale all’Ambiente Giampiero Mancarelli chiede chiarimenti al Commissario delegato Emergenza rifiuti della Calabria, Vincenzo Speranza


E lo fa con una lettera che per conoscenza ha inviato anche ai sindaci di Taranto e Statte, al Prefetto di Taranto, alla Regione Puglia e all’Arpa. Un missiva garbata ma nella quale, rileva l’esponente della giunta Florido rivolgendosi al Commissario Speranza “l’assoluta carenza di notizie ufficiali circa le determinazioni da voi assunte per il conferimento di rifiuti provenienti dalla Calabria e destinati ad Italcave. Pertanto si ritiene necessario ed urgente, come concordato e deciso con gli uffici della Regione Puglia e con i Sindaci di Taranto e Statte, fornire con cortese sollecitudine comunicazioni ufficiali circa la natura e le qualità dei rifiuti, eventuali trattamenti e quantità dei medesimi considerato il mancato riscontro alle richieste avanzate per le vie brevi nei giorni scorsi dallo scrivente assessorato”. Come dire: attendiamo notizie ufficiali e, soprattutto, con una certa tempestività.

 Questa la lettera al commissario calabrese, intanto l’assessore provinciale all’Ambiente, ha inviato alla Regione Puglia la richiesta di riapertura della procedura AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le discariche di rifiuti non pericolosi Ecolevante, Vergine e Italcave. Mancarelli chiede che si intervenga con “celerità assoluta”. Nel motivare la richiesta, l’assessore Mancarelli cita le “innumerevoli segnalazioni afferenti criticità odorigene pervenute a questo Assessorato. Di ciò – soggiunge - la stessa Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale – DAP Taranto potrà confermare; di talché il monitoraggio posto in essere nelle adiacenze delle discariche, mediante campionatori passivi radiello, su dati di medie mensili, evidenzia criticità ripetute. In conseguenza si ritiene indifferibile l’avvio dell’iter amministrativo di riesame, si da risolvere le criticità su esposte.

                                                                                             www.agoramagazine.it

10 febbraio 2013

EMISSIONI NOCIVE

Decine di malori per la discarica L'Arpa: Emissioni nocive


TARANTO - Malori e puzza nauseabonda a Lizzano. E sul banco degli imputati finisce subito la discarica Vergine. L'allarme è scattato ieri mattina, quando numerosi lizzanesi hanno tempestato di telefonate il centralino dei vigili del Fuoco. Nella cittadina, praticamente, non si respirava e alcuni avrebbero anche accusato forti bruciori agli occhi. Fatto sta che il sindaco Dario Macripò ha tempestivamente richiesto l'intervento dell'Arpa. A Lizzano, quindi, sono piombati quattro ispettori dell'agenzia regionale che hanno effettuato delle misurazioni. I controlli hanno evidenziato un picco di acido solfidrico nell'area. A quel punto gli uomini dell'Arpa hanno ispezionato la discarica. «I quattro tecnici - ha spiegato Giorgio Assennato, direttore dell'Arpa Puglia - hanno percepito odori intensi sottovento alla Vergine, sulla strada Pulsano-Lizzano. Nel sito è stato constatato il conferimento in prima mattinata di carichi di rifiuti che potrebbero aver provocato il superamento della soglia olfattiva dell'acido solfidrico, anche se non ci sono elementi di certezza. Già in passato - ha continuato Assennato - sono state rilevate anomalie, segnalate alla Regione che ha provveduto a diffidare la discarica».
Intanto la stessa Arpa ha consegnato all'Ispra il rapporto annuale sulle emissioni di diossina nell'area di Taranto per l'anno 2012. "Abbiamo constatato - ha rivelato lo stesso Assennato - una media dello 0.18 nel corso di tre campagne di rilevamento. Si tratta quindi di meno della metà del limite introdotto con la legge regionale".

Mario Diliberto Republica.it  8/2/2013

RIFIUTI? QUI CI SONO



OGGI n°5 1/2/2013

Lizzano, paese della puzza e dello choc: sedici bambini colpiti da malattie rare

Denuncia delle madri coraggio: «Colpa della discarica»   Rispetto alla media italiana 300% in più di patologie

 LIZZANO - Nella terra dei veleni e della salute insidiata, ma un po’ più a est rispetto alle ciminiere dell’Ilva, c’è l’ennesima storia da turarsi il naso. Non è una metafora, quella di Lizzano, paese di diecimila abitanti della provincia di Taranto noto per la sua cantina sociale e per aver dato i natali a Mimmo Cavallo, antico cantore delle contraddizioni sudiste («Siamo meridionali» il suo brano di maggior successo). È cronaca di molte notti, quando strade e case vengono inondate «da un odore che non è quello di immondizia» ma nasconde un principio «chimico» e sa di «ammoniaca» (descrizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti in Puglia). Una puzza perseverante, invasiva, che sarebbe appena più tollerabile se non fosse accompagnata da rilievi che l’Arpa Puglia ha definito «critici», però senza appiccicarci sopra il bollino del rischio sanitario (riunione del 15 dicembre scorso in Provincia), e da riscontri medico-scientifici singolari. Per dirne uno, se in Italia la media è di quattro casi ogni mille soggetti al di sotto dei 14 anni, a Lizzano nel solo studio della pediatra Antonietta D’Oria vengono seguiti e curati 16 bambini affetti da malattie rare.

 «Io ne tengo sotto osservazione 860, su un totale di circa 1.500 tra neonati, infanti e ragazzini fino a 14 anni censiti nella nostra comunità. E, vi assicuro, la componente genetica non può essere l’unica causa della reiterazione di patologie straordinarie», sostiene la stessa dottoressa, gentile nei toni eppure decisa nei modi, portavoce del movimento di decine di mamme lizzanesi salite sulle barricate in difesa dei figli e scese in strada per puntare l’indice contro la discarica Vergine, adibita allo smaltimento di rifiuti speciali, epicentrica rispetto a cinque Comuni dell’area (Faggiano, Roccaforzata, Fragagnano, Monteparano e ovviamente Lizzano) ma formalmente isola amministrativa di Taranto. Secondo le loro denunce - e non solo le loro: sul tavolo della Procura della repubblica sono piovuti da parte dei cittadini 800 esposti - l’emergenza germina là dove «è stata segnalata la presenza di ripetuti picchi di acido solfidrico o idrogeno solforato in misura notevolmente superiore alla soglia olfattiva» (relazione tecnica dell’Arpa inoltrata dai volontari di AttivaLizzano al prefetto Claudio Sammartino). «Nel giorno della presentazione del report della Commissione parlamentare, abbiamo avuto occasione di scambiare due battute con il procuratore Franco Sebastio - rivela la pediatra D'Oria - e ci ha garantito che, compatibilmente con le incombenti questioni legate all’Ilva, si occuperà di noi. Già esistono, per aggiunta, inchieste di varie Procure. Di sicuro - continua - qui ci sono migliaia di persone che non ce la fanno più e pensano al peggio. Per esempio che nella discarica vengano riversati rifiuti non trattati o che si disperdano combinazioni gassose assai nocive per la salute. Di sicuro - è l’amara chiosa - a Lizzano ci si ammala con una facilità inquietante. Occorre che sia presto effettuato dall’Asl uno studio epidemiologico. Molteplici ricerche ricordano che l’inquinamento dell’aria può costituire un fattore scatenante di tante patologie gravi».

Per gli ambientalisti di AttivaLizzano, i raccoglitori privilegiati di malumori e rimostranze, «la gente è disperata: accusa bruciore agli occhi e al naso, tosse, mal di testa, difetti neuropsicologici». Tuttavia, se ad essere colpiti pesantemente sono i bambini, l’interrogativo si amplifica. Morbo di Crohn, celiachia, ipotiroidismo, iperattività del sistema immunitario, tumori assortiti, crescita bloccata, bebè sballottati come trottole tra gli ospedali di Matera, Bari e Roma senza che si comprenda con esattezza la natura del loro problema: ecco il dramma dei bambini di Lizzano. Una calamità invisibile che ha avuto il suo acme nel wheezing, l’asma sotto i cinque anni. In una delle indagini condotte da Antonietta D’Oria insieme a quattro colleghi (Annamaria Moschetti, Piero Minardi, Giusi Graziano e Grazia Benedetti) per conto dell’istituto Mario Negri, Lizzano ha registrato un numero di casi analogo a quello di Taranto e di gran lunga inferiore a Messina, Verona o Napoli. Solo che a differenza di Taranto, o ugualmente a Palagianello che è equidistante dal capoluogo ionico ma presenta estremi dimezzati, a Lizzano le ciminiere dell’Ilva non ci sono.

 

6 febbraio 2013

Per quelli che: "le autorizzazioni so tutte a posto"

     
dalla Gazzetta di Taranto del 6 febbraio 2013 un articlo di Mimmo Mazza:
                  ... l'assessore, il funzionario e il nostro ambiente svenduto.