21 febbraio 2014

Domenica la manifestazione «Per la nostra aria, per la nostra vita»


  Ambiente, bambini mobilitati per l’evento
         Domenica la manifestazione «Per la nostra aria, per la nostra vita»


In arrivo la manifestazione «Per la nostra aria, per la nostra vita» che è attesissima. Nessuno, peraltro, pare voglia farsi trovare impreparato. I bambini, da giorni, sono al lavoro con disegni e striscioni, gli adulti invece si incontrano e confrontano costantemente nella sede dell'ormai nota associazione ambientalista Attivalizzano. Lo scopo è quello di portare in piazza un coro unanime, una folla indistinta di uomini e donne uniti dalla volontà di lottare in nome dell'ambiente. «I cittadini di Lizzano – precisa l'associazione - continuano la propria mobilitazione per una vita dignitosa vissuta nella libertà e nel rispetto per la salute, dopo gli importanti passi compiuti con il sequestro preventivo della discarica Vergine spa e del depuratore consortile. Promuoviamo per il 23 febbraio 2014 alle 15,30 la manifestazione: “Per la nostra aria, per la nostra vita” che si svolgerà in piazza IV Novembre».
«L’iniziativa intende ribadire il diritto alla salute che – proseguono gli attivisti - viene negato dalla scorretta gestione dei rifiuti. Durante la serata, saranno esposti i lavori realizzati da bambini e ragazzi nell’ambito della
rassegna dal tema “Aria, aria, aria: insieme per (continuare a) respirare». Le parole dei soci colpiscono particolarmente, per la semplicità ma allo stesso tempo, per la forza dei contenuti. «I bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti di Lizzano non pretendono l’impossibile, ma vogliono solo poter respirare, giocare, lavorare, nella propria terra senza la costrizione di chiudersi in casa dove, peraltro, anche con porte e finestre sigillate, l’acido
solfidrico si insinua e ne sconvolge l’esistenza. AttivaLizzano fa appello a tutti coloro che hanno a cuore la salute
delle persone e dell’ambiente, invitandoli a partecipare numerosi dimostrando il proprio affetto per la nostra
terra. Sono benvenuti gli slogan e gli striscioni per la nostra aria, ma non i simboli di partiti».
Ancora una volta dunque, l'associazione prende le distanze dai movimenti politici, seppur impegnati sullo
stesso piano. La sensazione è che non si voglia marchiare questa battaglia, tutta civica, con alcun colore politico.
A dire il vero, era stato lo stesso consigliere di minoranza, Antonio Lecce, del partito democratico a sottolineare
proprio questo aspetto. «Mi permetto, in questa fase, anche di richiamare un po’ Attiva Lizzano che, per un certo periodo di tempo, ha tenuto fuori partita la politica. Io credo invece che la collaborazione tra le parti, così come nei mesi scorsi è avvenuto, non possa che fare bene alla nostra comunità e rafforzare la nostra voce comune».

(di Lucia J. IAIA, Q Provincia Taranto, 21 Febbraio 2014)

Lizzano, dopo il sequestro «Chiarezza sul depuratore»



 Lizzano, dopo il sequestro «Chiarezza sul depuratore»
     Mozione dell’opposizione all’amministrazione Macripò

 L’opposizione chiede chiarimenti su quanto sta accadendo in questi giorni, sopratutto sul
fronte ambientale. “In merito al sequestro del depuratore consortile – scrive Antonio Clemente Cavallo - si
rende necessario promuovere provvedimenti utili ad evitare l’inquinamento del mare, del
canale “Ostone” e delle campagne prospicienti l’attraversamento
dello stesso canale”. Indispensabile dunque, una mozione consiliare rivolta al sindaco Dario Macripò. “Ci soffermiamo sulle motivazioni fornite dall’autorità giudiziaria, che ha apposto i sigilli all’impianto
depurativo per il mancato rispetto di precise norme di legge in materia. Per essere
più precisi, per il superamento degli indici degli agenti inquinanti e per mancanza dell’autorizzazione
provinciale allo scarico da parte di Acquedotto Pugliese. Il sequestro disposto– chiarisce il consigliere
comunale del Giglio per Lizzano - non fa venire meno, tuttavia, l’uso dell’impianto e, per questo, al fine di evitare conseguenze negative per l’intera zona di marina di Lizzano e non solo, si rende necessario cessare immediatamente lo scarico nel canale (e al mare), adottando provvedimenti volti al riutilizzo della falda marina, come già avvenuto nei periodi estivi degli ultimi due anni, attraverso apposite ordinanze sindacali”.
La richiesta di un intervento immediato è evidente. “Il consiglio comunale, pertanto, impegna la giunta ed il sindaco ad adottare immediatamente i provvedimenti necessari per dirottare in falda marina le acque reflue del depuratore consortile, come da progetto iniziale dell’impianto, al fine di preservare la bontà delle acque marine del nostro territorio, preservando così anche la salute di tutti i cittadini bagnanti della zona”. Ovviamente, l’auspicio poi, è quello di una risoluzione definitiva del problema. “Attendiamo- conclude Cavallo -modifiche tecniche e miglioramenti tecnologici dell’impianto capaci di garantire l’assoluta salubrità delle acque di scarico dell’impianto depurativo”. Ricordiamo che, nella giornata di martedì, a parziale conclusione di indagini d’iniziativa, avviate dopo i numerosi esposti presentati da associazioni ambientaliste e da cittadini, i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Lecce, coadiuvati dalla locale stazione carabinieri, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del tribunale
di Taranto, Vilma Gilli, su richiesta del pm, Lanfranco Marazia, relativo allo scarico del depuratore consortile di acque reflue urbane. Il provvedimento cautelare, supportato anche da analisi e campionamenti che hanno accertato il superamento dei parametri di inquinamento tabellari previsti dalla normativa vigente,
scaturisce dunque, proprio dalla necessità di impedire che dal canale giungano in mare sostanze dannose per la salute, con un’elevata concentrazione di organismi batterici. Al momento, l'ipotesi di reato contestata al legale rappresentante della società che gestisce l’impianto di depurazione e' quella del getto pericoloso
di cose mediante il superamento dei limiti tabellari previsti dalle norme vigenti. 
(di Lucia J. IAIA, Q Provincia Taranto, Giovedì 20 Febbraio 2014)

I primi lavoretti fatti dai bambini per la manifestazione di Domenica. Siamo già abbastanza commossi !


20 febbraio 2014

Mare salvo, inquinato tutto il resto


« Mare salvo, inquinato tutto il  resto ››

Pm e gip criticano la decisione del sindaco di portare i reflui del depuratore nella falda

 «Non bisogna avere paura di questo provvedimento relativo al sequestro della condotta che collega il depuratore consortile al canale Ostone››.
Dario Macripò, sindaco di centrodestra di Lizzano, ha commentato cosi ieri alla «Gazzetta» la notizia del sequestro eseguito dai carabinieri del Noe di Lecce,  guidati dal maggiore Nicola Candido, dopo il decreto firmato dal gip di Taranto Vilma Gilli. Eppure se non paura, quanto meno un pochino di preoccupazione il sindaco Macripò dovrebbe averla. Alla «Gazzetta» ha spiegato che, a suo parere, il depuratore «ha sempre funzionato bene» e che alla base del sequestro potrebbe esservi la mancanza dell'autorizzazione allo scarico. Ma le cose non stanno proprio così. Innanzitutto perché la mancanza di autorizzazione avrebbe dato luogo, nella peggiore delle ipotesi, a un provvedimento amministrativo e non a un sequestro penale. In secondo luogo ,qualche serio dubbio sul corretto funzionamento dell`impianto dovrebbe sorgere, visto che tutte quelle sostanze nocive finite nelle acque hanno causato da un lato fenomeni visibili a occhio nudo come le chiazze e la colorazione del mare (fenomeni denunciati dalla «Gazzetta» nell'estate del 2012) e dall'altro le conseguenze individuate grazie alle analisi e ai campionamenti che hanno certificato il superamento di alcuni limiti. Ma oltre a questo, è sufficiente leggere le sei pagine del decreto di sequestro firmato dal giudice per le indagini preliminari Gilli per capire che anche l`operato del sindaco e finito nel mirino degli investigatori. In particolare il gip spiega che l’iniziativa del sindaco di sversare le acque dei reflui del depuratore in falda - iniziativa assunta alla vigilia delle ultime estati proprio per evitare che gli scarichi, tramite il canale Ostone, arrivassero direttamente a mare - «non solo si pone in netta antitesi» con le norme sancite dal Testo unico sull’ambiente, ma soprattutto «non costituisce in alcun modo un’efficace soluzione al problema». Il giudice Gilli, inoltre, richiama quanto scritto dal pubblico ministero Lanfranco Marazia che ha condotto le indagini e chiesto il sequestro del canale, chiarendo che l'azione del sindaco altro non e che una «mera sostituzione della matrice ambientale attinta dal fattore inquinante(di per sé inalterato ed anzi reso cosi ancor più insidioso): in luogo delle acque cristalline dello splendido Litorale di Lizzano che durante il periodo estivo sono sotto gli occhi di migliaia di bagnanti, si sceglie di inquinare Ia sottostante falda acquifera, con effetto non immediatamente percepibili da parte della collettività, ma ancor più pregiudizievoli per l'intero ecosistema della zona». Insomma l’azione del sindaco di sversare i reflui nella falda salva le acque costiere - ma poi nemmeno tanto visti gli esiti - ma pregiudica in maniera più critica, secondo gli inquirenti, l'ecosistema del Iterritorio: «Si pensi solo – scrive per chiarire il pm Marazia – alla contaminazione di acque potabili e destinate all’allevamento e all'agricoltura››. Un'ordinanza, quindi, «discutibile» secondo il giudice Gilli. ll sindaco Macripò, che non è iscritto nel registro degli indagati, ha sicuramente con la sua azione prodotto «da subito miglioramenti delle acque costiere» limitando o eliminando temporaneamente le problematiche derivanti dallo scarico del canale «Ostone›› che hanno fatto infuriare bagnanti e gestori degli stabilimenti balneari, ma, secondo quanto emerge dagli atti dell'inchiesta, potrebbe aver creato non pochi problemi all'ambiente del territorio di Lizzano. 
(Di Francesca Casula, La Gazzetta di Taranto, 20 Febbraio 2014)

Manifestazione “Per la nostra aria, per la nostra vita”




I cittadini di Lizzano continuano la propria mobilitazione per una vita dignitosa vissuta nella libertà e nel rispetto per la salute, dopo gli importanti passi compiuti con il sequestro preventivo della discarica Vergine spa e del depuratore consortile.
L’associazione di volontariato AttivaLizzano promuove per il 23 febbraio 2014 alle ore 15,30 la manifestazione: “Per la nostra aria, per la nostra vita” che si svolgerà in piazza IV Novembre.  
L’iniziativa intende ribadire il diritto alla salute che viene negato dalla scorretta gestione dei rifiuti. Durante la serata saranno esposti i lavori realizzati da bambini e ragazzi nell’ambito della rassegna dal tema “Aria, aria, aria: insieme per (continuare a) respirare!”.
I bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti di Lizzano non pretendono l’impossibile, ma vogliono solo poter respirare, giocare, lavorare, nella propria terra senza la costrizione di chiudersi in casa dove, peraltro, anche con porte e finestre sigillate, l’acido solfidrico si insinua e ne sconvolge l’esistenza.
AttivaLizzano  fa appello a tutti coloro che hanno a cuore la salute delle persone e dell’ambiente, invitandoli a partecipare numerosi dimostrando il proprio  affetto per la nostra terra.
Sono benvenuti gli slogan e gli striscioni per la nostra aria, ma non i simboli di partiti.

                                                                                                          Il Presidente              
                                                                                                     (Angelo Del Vecchio)

18 febbraio 2014

Lizzano, Noe Di Lecce Sequestra Lo Scarico Del Depuratore Di Acque Reflue Urbane

LIZZANO (Taranto) – A Lizzano, comune della provincia di Taranto, oggi i carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno sequestrato lo scarico del depuratore consortile che serve alcuni comuni dell’area orientale del Tarantino tra cui lo stesso comune di Lizzano.
I militari, in particolare, sono intervenuti “a parziale conclusione di indagini d’iniziativa avviate a seguito di esposti presentati da associazioni ambientaliste e cittadini”. Quello notificato oggi è un “decreto di sequestro preventivo – emesso dal gip del Tribunale di Taranto, Vilma Gilli, su richiesta del pm, Lanfranco Marazia – relativo allo scarico del depuratore consortile di acque reflue urbane, che serve i comuni di Lizzano, Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe, utilizzato per immettere gli effluenti del ciclo di depurazione nel corpo idrico superficiale denominato canale “Ostone”.
Il provvedimento cautelare supportato anche da analisi e campionamenti che hanno accertato il superamento dei parametri di inquinamento tabellari previsti dalla normativa – rilevano ancora i carabinieri del Noe – scaturisce dalla necessità di impedire che dal canale giungano in mare sostanze atte ad arrecare molestie alle persone con formazione di schiuma e chiazze colorate che contengono un’elevata concentrazione di organismi batterici pericolosi per la salute”. Per i militari del Noe “l’ipotesi di reato allo stato contestata al legale rappresentante della società che gestisce l’impianto di depurazione è quella del getto pericoloso di cose mediante il superamento dei limiti tabellari previsti dalle norme vigenti”.
L’Autorità giudiziaria, tuttavia, ha concesso al gestore “la facoltà d’uso” dell’impianto. Nei giorni scorsi a Lizzano sempre su indagine della Procura gli stessi carabinieri del Noe avevano effettuato un altro sequestro per motivazioni ambientali: quello della discarica di rifiuti “Vergine”. (di  IlPaeseNuovo.it)

PER LA NOSTRA ARIA - PER LA NOSTRA VITA


Carissimi amici,

AttivaLizzano vi invita a partercipare alla manifestazione " PER LA NOSTRA ARIA - PER LA NOSTRA VITA " Dopo 
gli ultimi eventi che hanno visto tutta la cittadinanza protagonista, è doveroso manifestare per reclamare i nostri diritti a vivere una vita sana per noi e i nostri figli. Partecipiamo numerosi. E' cosa gradita se ognuno di noi venga provvisto di cartelloni e fischietti per dimostrare il proprio dissenso verso chi ci avvelena.