28 dicembre 2019

ARTICOLO DI ELEONORA BOCCUNI SU MARTIN HUTCHINSON

I suoi video mostrano i segni catastrofici dell’attività svolta dall’uomo, d’altro canto i suoi occhi denunciano quest’illecita criminalità in compagnia del suo fedelissimo compagno, Starsky.

DW(ITALIA).Correva l’anno 2006 e Martin Hutchinson iniziò il suo percorso intorno al mondo per denunciare i crimini fatti contro la natura. L’ex vigile del fuoco di Machester con grande dedizione e impegno ha iniziato a perseguire questo suo obiettivo in maniera esemplare. Nel corso degli anni ha avuto l’opportunità di visitare ogni zona del nostro pianeta, documentando lo scempio che si presentava dinanzi ai suoi occhi.
Le sue gambe hanno viaggiato per 34mila chilometri in America Latina e oltre 17mila in Europa con un solo obiettivo: difendere la cura dell’ambiente. La sua avventura ha avuto origine in Messico e, da quel momento, non si è più fermato.
Ogni suo passaggio è testimoniato mediante la condivisione di molteplici video presenti sulla sua pagina social con l’intento e la speranza che questo tipo di “denuncia pubblica” possa, in qualche modo, risvegliare le coscienze, il buon senso e gli animi di tutti.
Purtroppo, però, ciò che, invece, Martin attesta ci fa poco ben sperare, poiché, nonostante lui esprima, descriva, illustri, divulghi e avverta l’umanità del “crimine” che sta commettendo contro la natura, gli uomini rispondono con un diniego tipico di chi ostenta a dire: “Non è un mio problema”.
Ed ecco che, a questo punto, il suo viaggio itinerante permette – anche a noi – di raccogliere dei dati importanti e di condividerli affinché si possa effettivamente comprendere quanto sia nocivo il “modus operandi” adottato dalla popolazione mondiale, la quale manifesta – senza farsi grossi problemi – il suo disinteresse nei confronti di questa ingente problematica che, in realtà, ci riguarda da vicino. La negligenza, la trascuratezza, l’incuria, il qualunquismo, l’indifferenza, la noncuranza, il disinteresse e l’apatia che emergono durante il percorso intrapreso dall’ex vigile e dai vari confronti ottenuti con una miriade di gente ci deve far meditare sapientemente e con rettitudine.

Non parliamo di una questione morale, bensì vitale in quanto quello che ci appare e vogliamo celare si rivolterà contro di noi e i nostri posteri in un futuro non molto lontano. Perciò, prima di giungere ad un punto di non ritorno sarebbe opportuno fermarsi, osservare e non commettere (e/o evitare) di compiere determinati gesti, i quali potrebbero divenire “mortali” un domani.

Nello specifico, Martin assieme al suo cane Starsky, entrambi a bordo di una Recumbent tricycle, una speciale bicicletta a tre ruote, girano il mondo documentando l’emergenza rifiuti e le conseguenze catastrofiche che ha nno sull’uomo e sull’ambiente.


Intervista a Martin Hutchinson
Incontrare Martin Hutchinson è stato, sicuramente, inaspettato, emozionante e costruttivo. Ascoltare i suoi racconti e quello che lui è riuscito a raccogliere in tutti questi anni, fa davvero rabbrividire. In particolar modo, contemplare la sua scelta di vita diviene sinonimo di generosità, umiltà e profondo rispetto che si traduce in amorevole dedizione in ciò in cui ha deciso di impegnarsi.

Accanto a lui, il suo fedelissimo cane, Starsky, un bellissimo trovatello incontrato durante il suo percorso e che, fin da quel momento, non lo ha mai abbandonato.
“ L’affetto donato da Starsky – ci racconta Martin – non ha eguali. Nel corso degli anni, l’umanità ha subito un drastico deterioramento che ha portato la società ad allontanarsi da quei canoni basilari sui quali si basa la vita. Non solo, anche i valori e i principi morali sembrano non avere più importanza, perciò ricevere l’amore da parte di Starsky mi rende felicissimo. I cani sono splendidi animali che non ti tradiscono mai e, anche quando l’uomo li maltratta, loro sono sempre pronti a tornare dagli stessi continuando ad amarli in maniera sincera e pulita”.
Le parole dell’ex vigile ci fanno commuovere e, oltre a quanto dianzi riportato, lui prosegue il discorso rammentando lo scempio incontrato nei vari paesi del mondo (ben 21 per un totale di 34.000km circa).
“ C’è plastica ovunque, in ogni angolo della Terra – asserisce Hutchinson – è terribile constatare il fatto che un’elevata percentuale di persone si disinteressa del <> che sta facendo al pianeta, ma, al contempo, anche a loro stessi. Paventarsi: questo è l’unico stato d’animo che la popolazione mondiale dovrebbe mostrare nei confronti di Madre Natura, evitando di fare un uso improprio della plastica e di tanti altri elementi nocivi, soprattutto alla salute. In questo mio viaggio itinerante, documentato nei video condivisi sul mio canale YouTube e sulla mia pagina social, mostro fiumi e montagne di plastica che ho trovato lungo il mio percorso. Vi sono diverse città che risentono di questo problema, ma nessuno se ne prende cura o se ne ravvede. Ho cercato il dialogo con numerose persone – spiega Martin – ma le risposte ricevute sono state quasi sempre le stesse: <> oppure <> e incuranti di ciò che accade perseverano nell’errore, trascurando ciò che intorno a loro, ovvero il posto in cui abitano, in cui vivono e svolgono le loro attività quotidiane”.

Martin ha un tono stizzito quando ci narra tali vicende. Una nobile e giusta causa che porta avanti da diversi anni e che, con molta probabilità, si concluderà nel 2030. Proprio quest’anno, in prossimità delle feste natalizie, ha fatto capolino a Lizzano ( https://www.youtube.com/watch?v=23gD5BghRHk), un paese in provincia di Taranto, registrando, anche qui, tutto quello che è riuscito a raccogliere e osservare sia in paese che lungo la litoranea. Non solo, ha persino concepito una raccolta straordinaria di plastica sul litorale, il tutto filmato e mostrato nelle sue diapositive.
Martin ha un grande cuore, ma quando gli si rivolge una domanda pensando al futuro, la sua risposta è alquanto celere e certa: “ Nulla cambierà, anzi credo che andremo a peggiorare in quanto la noncuranza riscontrata nei vari luoghi in cui sono stati, non può farmi né farci sperare in un sano cambiamento”. La nota dolente giunge anche quando, incuriositi da quello che ci esplica, gli chiediamo qual è la domanda che la gente gli pone più spesso. Anche in questo caso, non esita a rispondere ed evidenzia un elemento del tutto raccapricciante, poiché la gente che ha avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo gli chiede quanti soldi riesce a raccogliere mediante quello che ha deciso di fare e intraprendere sin dal 2006. “ Le persone mi chiedono sempre quanti soldi guadagno, questa è l’unica domanda che mi pongono quando mi incontrano. Non ve ne sono altre – ci riferisce – Io non sto combattendo una battaglia, non faccio questo per soldi, bensì solo per mostrare e raccogliere dei dati che dovrebbero farci riflettere. Invece, la gente mostra il suo interesse più per i giudizi estetici che riceve, pensa solo ad apparire, a mostrarsi con quelle sue molteplici maschere che cambia a seconda del contesto. Per questo motivo – ribadisce – sono contento di ricevere amore vero dal mio fedelissimo Starsky”.


Martin continua il suo racconto parlandoci dei vari Paesi in cui la concentrazione della plastica è maggiore, persino in luoghi in cui vi si trova la scritta “Plastic Free”. Austria e Olanda sono i Paesi più puliti, mentre il resto dei paesi appartenenti all’Unione Europea sembrano non rispettare alcune direttive. Inoltre, Hutchinson ci spiega anche che esistono diversi tipi di plastica, ben 7, alcuni dei quali sono letali e nocivi per l’uomo e che, malgrado ciò, vengono utilizzati quotidianamente (a nostra insaputa).
Sono questi i dati, i fattori e gli elementi che dovrebbero far aprire le nostre menti, i nostri occhi e farci mettere una mano sul cuore al fine di preservare il mondo per tutelare i nostri posteri.

“ Viaggio da anni – illustra Martin – e continuerò a farlo fino al 2030, proprio com’è riportato sulla targa della mia bici – il britannico continua e afferma – in questi anni, ho girato moltissime città, scuole e università per informare le persone e, soprattutto, i più giovani sulla necessità di salvaguardare l’ambiente, mostrando loro i danni che gli arrechiamo ogni giorno e cercando di mettere tutti a contatto con la natura. Gli mostro i rifiuti (come si nota in foto) che ho raccolto e provo a far comprendere come è semplice entrare in contatto con il pianeta e rispettarlo”.
Ciò che ci lascia Martin è, sicuramente, un insegnamento da seguire e rispettare. La sua umiltà è una lodevole dimostrazione del fatto che, nel mondo, esiste ancora gente altruista e rispettosa, con un cuore grande e che ha ancora molto da offrire a noi tutti, ma, d’altro canto, il mondo dovrebbe essere pronto ad accoglierla e ascoltarla più attentamente.


Le parole di Angelo Del Vecchio e Mino Di Punzio
Durante l’incontro con Martin Hutchinson erano presenti anche Angelo Del Vecchio, presidente dell’associazione AttivaLizzano e Mino Di Punzio, il titolare della gelateria Matteotti, il quale si è impegnato e mobilitato al fine di cercare un posto dove far passare la notte all’ex vigile.

Le parole del presidente dell’associazione di volontariato sono, invece, abbastanza chiare, infatti questo è quanto ha voluto rilasciare: “ Il Sig. Martin ci ha riferito del suo lungo viaggio in giro per il mondo che va dal 2016 per raccogliere testimonianze e realtà che riguardano lo stato di salute del nostro pianeta Terra. Ha focalizzato la sua attenzione sull’enorme quantità di plastica sparsa in ogni dove e la scarsa attenzione che la gente presta per disfarsi di questa sostanza che inesorabilmente la troviamo abbandonata dappertutto. Lo stesso Martin non è contrario ad un uso corretto della plastica se poi viene regolarmente smaltita alla fine della sua vita, purtroppo ciò non avviene quasi mai, difatti, è nostra abitudine smaltirla in modo improprio nell’ambiente per poi vedercela ritornare sulle nostre spiagge dopo le violente mareggiate oppure ingigantire ulteriormente quell’enorme continente di plastica che viaggia per tutti i mari del mondo. Il nostro amico Martin che intende continuare il suo viaggio fino al 2030, alla ricerca di nuove testimonianze, ci ha anche confessata la riluttanza che ha incontrato nella gente quando denuncia la scarsa cura dei luoghi visitati. Purtroppo queste reazioni le incontriamo tutti i giorni anche noi nel nostro piccolo territorio dove si è ancora restii a smaltire i nostri rifiuti nel modo più corretto, dalle piccole plastiche che i nostri bambini smaltiscono dopo aver magari consumato un semplice lecca lecca ai semplici mozziconi di sigarette che con tanta semplicità vengono gettati ovunque. Sono abitudini e azioni che ci vedono effettuare in modo molto spontaneo e che dovremmo cercare di modificare. AttivaLizzano, oltre a continuare a seguire le vicende della Discarica Vergine e i suoi processi, intende focalizzare la sua attenzione su questo grande problema dello smaltimento non corretto delle plastiche, sperando di poter dare un piccolo contributo per arginare questo fenomeno che pare inarrestabile ”.